|
|
Informazioni sull'autore del testo:
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul
copyright, contenga abusi di qualche tipo?
Leggi come procedere
|
|
 |
Nessuna licenza - ©Copyright - Tutti i diritti riservati
|
IM-IMPRESAMIA.COM-IMPRESE - Micro: 95% economia totale ma senza Ccn
Pubblicato il 12/03/2010 |
da
Fabio Fiori
Questo l'obiettivo della proposta Confapi-Confimprese Italia (Associazione delle microimprese confluita in Confapi) per un contratto collettivo nazionale in grado di tutelare sia l'imprenditore che il lavoratore - si legge in una nota -valorizzando la sua professionalità e sostenendo i nuclei familiari monoreddito
Più spazio alla formazione, all'inserimento dei giovani e alla sicurezza. Questo l'obiettivo della proposta Confapi-Confimprese Italia (Associazione delle microimprese confluita in Confapi) per un contratto collettivo nazionale in grado di tutelare sia l'imprenditore che il lavoratore - si legge in una nota -valorizzando la sua professionalità e sostenendo i nuclei familiari monoreddito. Si tratta di un nuovo sistema contrattuale a misura della microimpresa, un'iniziativa totalmente inedita, visto che nel panorama italiano mancano contratti dedicati esclusivamente alla microimpresa, nonostante rappresenti il 95% della nostra economia e impieghi il 51% dei lavoratori totali.
"E' tempo di avviare un sistema di relazioni industriali pienamente maturo e quindi capace di sostenere tutti i protagonisti dell'universo economico italiano - ha commentato Paolo Galassi, presidente di Confapi - le piccole imprese, e le microimprese in particolare, hanno sofferto pesantemente della congiuntura sfavorevole, bisogna perciò dotarle di strumenti efficaci per renderle più forti ed evitare che finiscano col disperdere il patrimonio di figure professionali e competenze che rappresentano la loro storia e il loro futuro. Per questo, soprattutto nelle microimprese, la valorizzazione della persona è al centro della nostra proposta: il capitale umano è il primo bene in un'azienda di piccole dimensioni perché imprenditore e lavoratore operano fianco a fianco, condividendo valori e obiettivi, nell'ottica di una crescita comune''.
Sarà anche un modo per sollevare le microimprese dagli oneri contrattuali previsti dai normali Ccn, difficilmente sostenibili per aziende dotate di minori risorse economiche rispetto alle aziende più grandi. E per Guido D'Amico, presidente di Confimprese Italia, "la proposta per un nuovo contratto dedicato alla microimpresa è pensata per un contratto del lavoro e per il lavoro, in un contesto dove imprenditori e dipendenti sono sempre più collaboratori dell'attività d'impresa. Tutele ed opportunità devono rivolgersi ad entrambi i ruoli. In generale, poi, la microimpresa, quale spina dorsale dell'economia italiana, deve avere un riconoscimento statutario, che la iscriva nella Costituzione materiale del Paese''.
Link:
http://www.impresamia.com/
|
|
|