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RUDY CREMONINI 'documenti d'alterità'
Pubblicato il 12/03/2010 |
da
Gianfranco Matarazzo
Dopo il successo ottenuto nella sede bolognese del museo di cere anatomiche la mostra Documenti d’alterità di Rudy Cremonini viene presentata dalla galleria GiaMaArt studio con un nuovo allestimento e un nuovo progetto espositivo.
Dopo il successo ottenuto nella sede bolognese del museo di cere anatomiche la mostra Documenti d’alterità di Rudy Cremonini viene presentata dalla galleria GiaMaArt studio con un nuovo allestimento e un nuovo progetto espositivo. In questo nuovo contesto una particolare attenzione sarà data alla presenza nello spazio bianco della galleria dei volti che (come scrive Lorenzo Canova in catalogo) “evocati da un passato lontano assumono quasi il rilievo di documenti dedicati alla presenza incongrua e inquietante di un altro, di una “differenza” rispetto ai valori sociali condivisi, si trasformano in testimonianze di un estraniamento dal processo generale e accettato di costruzione dell'identità personale e collettiva e appaiono nella loro cruda e sfuggente evidenza come prove misteriose di una diversità ignota da isolare e analizzare. La pittura diviene dunque la testimonianza più evidente della volontà di trovare un senso nel percorso concettuale e fisico di questa alterità, di riscoprire nella manualità, nella fluidità del colore, nella scelta del bianco e nero, che sfida la fotografia su un suo antico terreno “storico”, il significato nascosto di una presenza differente. Cremonini lavora così sul volto dando vita a una vera e propria archeologia dello sguardo che scava nella distanza temporale del passato grazie allo strumento della pittura, metodo e mezzo vitale di recupero e rinascita di presenze altrimenti smarrite. In una sua nota l’artista ha parlato della realtà parallela in cui sono collocati questi volti, del loro isolamento da una realtà comune da cui sono estraniati sul crinale incerto che separa la rinascita dalla distruzione: eppure si potrebbe ipotizzare che gli stessi volti non siano definitivamente isolati in un luogo distante nel tempo e nello spazio, ma che ancora la pittura possa essere lo stimolo per generare un nuovo livello della loro esistenza”.
Link:
www.giamaartstudio.it
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