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Nuovo corso di Storia del cinema italiano all'Università Cattolica di Lovanio, tenuto dal prof. Roberto Pasanisi
Pubblicato il 16/03/2010 |
da
Adriana Rivolta
Da quest'anno accademico l'Università Cattolica di Lovanio (Katholieke Universiteit Leuven), in Belgio, ha avviato un nuovo corso di Storia del cinema italiano, tenuto dal prof. Roberto Pasanisi
Da quest'anno accademico l'Università Cattolica di Lovanio (Katholieke Universiteit Leuven), in Belgio, ha avviato un nuovo corso di Storia del cinema italiano, tenuto dal prof. Roberto Pasanisi.
Nel corso delle prime lezioni, lo studioso ha esaminato alcuni elementi di base della Teoria del cinema (a cominciare dal ‘montaggio’ e dal concetto che ne avevano i maestri russi, cineasti e teorici, Sergej Michajlovič Ejzenštejn e Vsevolod Illarionovič Pudovkin), a partire dalla domanda del grande critico francese André Bazin che dà il titolo al suo fondamentale saggio, "Che cos’è il cinema?"
La prima parte del Corso ha avuto come punto di riferimento, nell’analisi della modernità (l’epoca che coincide, non a caso, con la nascita del cinema), la ‘teoria critica’ della cosiddetta Scuola filosofica di Francoforte (Adorno, Horkheimer, Löwenthal, Marcuse, Benjamin, Fromm).
La considerazione di partenza è stata una cruciale intervista sul cinema di Francis Bacon, nella quale il grande pittore dublinese definisce l’arte cinematografica, con tutte le sue straordinarie potenzialità creative e immaginifiche, la grande delusione del nostro secolo, asservita agli imperativi del capitale e del consumismo, ovvero di quella Kulturindustrie che, nell’àmbito di una Massenkultur sempre più trionfante, ha fatto del cinema un grande spettacolo di massa, per la più gran parte di interesse sociologico e antropologico piuttosto che estetico. Su questo tema scrivono pagine illuminanti Adorno, Horkheimer e Benjamin in primis.
Il docente ha quindi delimitato il campo d’indagine di questo Corso di Storia del cinema italiano facendo sua una affermazione – seppur ‘radicale’ – di uno dei maggiori critici cinematografici italiani, Pietro Bianchi ("Maestri del cinema"): a noi interessa soltanto il cinema come arte.
Il prof. Pasanisi è poi passato ad esaminare le origini del cinema in Italia – dividendolo in due primi periodi: 1896-1902 e 1903-1909 –, attraverso le sue prime pionieristiche figure: Filoteo Alberini e Pietro Pierini.
Ma non meno significativi in quegli anni - come sono stati trattati dallo studioso e scrittore napoletano - appaiono la nascita delle prime case cinematografiche e dei primi stabilimenti di produzione italiani, all’avanguardia nel mondo, a cominciare dalla prima ‘città del cinema’, Torino, di gozzaniana memoria (con la Società Anonima Ambrosio, la Aquila Film e la Itala Film); e poi Roma con la mitica Cines; Milano con i meglio attrezzati studî cinematografici dell'epoca, costruiti dal produttore Luca Comerio: la Milano Film; Napoli, infine, con la Partenope Film. E intanto nasceva una rete sempre più capillare di sale cinematografiche nei centri storici delle città (a Pisa nel 1899 aprì il più antico cinema italiano ancóra in esercizio: lo storico Cinema Lumière).
Nella prosieguo del Corso si approfondisce la figura del primo grande cineasta italiano, che esercitò un’enorme influenza su tutto il cinema successivo (a cominciare dal David Wark Griffith del capolavoro "Intolerance") anche sul piano tecnico, inventando la ‘carrellata orizzontale’ e brevettando il «fixitè» (un procedimento per impedire lo slittamento della pellicola): Giovanni Pastrone.
Del grande maestro astigiano è stato proiettato, nell'àmbito del Corso, il suo capolavoro: "Cabiria".
Roberto Pasanisi, italianista, scrittore, editore, psicologo, arteterapeuta e giornalista, è nato a Napoli nel 1962.
Docente di Lingua e letteratura italiana e di Storia del cinema italiano all’Università Cattolica di Lovanio ed all’Università di Anversa, Direttore scientifico e docente del Master a distanza ELFORM di Psicologia clinica Arteterapia multimediale: una psicoterapia d’avanguardia, docente dei Master a distanza ELFORM di Formatori in orientamento universitario e professionale multimediale e di Naturopatia olistica multimediale a indirizzo psicosomatico, già docente e direttore del Master universitario di Psicologia dell’Università degli Studi Artistici “Fidia” di Stefanaconi (Vibo Valentia), è direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (del quale dirige anche le Edizioni omonime ed il Corso di formazione in Scrittura Creativa, in sede ed ‘a distanza’), della rivista di poesia e letteratura “Nuove Lettere” e del CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia, dove è analista didatta, direttore dei corsi di Formazione e del “Giornale Italiano di Arteterapia”). Dirige la Scuola di formazione politica “Guido Dorso” e la rivista telematica “Politiké”.
Traduttore di poeti classici e contemporanei (l’ultimo Mario Susko, Mothers, Shoes and Other Mortal Songs), ha pubblicato tre raccolte di versi (la più recente è Sulla rotta di Magellano, Napoli, Edizioni dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 1996; prefata da Giorgio Barberi Squarotti), alcuni volumi saggistici (gli ultimi Le «muse bendate»: la poesia del Novecento contro la modernità, Pisa-Roma, I.E.P.I., 2000 e Con le armi della poesia. Antologia della poesia italiana contemporanea, Napoli, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2008; introduzione di Sergio Givone) e circa trecento articoli in riviste specializzate italiane e straniere. Si occupa principalmente di metricologia (nell’àmbito della quale ha ideato la 'metroanalisi') e di psicologia della letteratura e, come autori, di Lorenzo Spirito Gualtieri, del D’Annunzio del Poema Paradisiaco, di poeti italiani del Novecento (Caproni e Pasolini specialmente), di Mallarmé.
Nel 2002 ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la saggistica.
È uscito il suo romanzo Gli angeli, Salerno, Ripostes, 2004. Suoi racconti sono stati pubblicati in riviste letterarie e quotidiani. Collabora come opinionista ad alcuni giornali, con articoli di argomento letterario, politologico e sociologico.
Link:
www.kuleuven.be
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