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A Roma il seminario di Ugo Cesari, la 'voce' di Pavarotti, Ranieri, Bocelli, Caselli e Avitabile
Pubblicato il 16/03/2010 |
da
Umberto Di Micco
Il docente della Federico II terrà al Conservatorio Santa Cecilia una lezione speciale su “Foniatria e canto”.
Cercare lo spirito del canto attraverso i muscoli misteriosi degli artisti: le corde vocali. È questa – da quasi venti anni – la missione di Ugo Cesari, professore dell’ateneo Federico II dell’università di Napoli, che sabato 27 marzo 2010, dalle 14, al Conservatorio Santa Cecilia di Roma terrà il seminario “Foniatria e canto”. Una lezione assai speciale quella dello studioso napoletano che da diverso tempo è consulente dell’Ente San Carlo nonché angelo custode di molti fra i personaggi di rilievo della canzone italiana: da Andrea Bocelli a Caterina Caselli e Enzo Avitabile, da Massimo Ranieri al compianto maestro Luciano Pavarotti. Fino a Gigi D’Alessio, Tony Maiello (neo-campione all’ultimo Sanremo), Maria Pia De Vito e Lina Sastri. Durante l’incontro, della durata di un paio d’ore, saranno illustrate ad allievi di canto, addetti ai lavori, appassionati di musica e semplici curiosi, gli elementi di fisiologia della respirazione finalizzata alla tecnica del canto con particolare riferimento alla performance nei vari generi musicali – lirico, moderno, barocco – e anche nell’impiego degli strumenti a fiato (sassofono, tromba, flauto traverso, ottavino). Perché non è vero – come purtroppo racconta ancora oggi qualche libro – che le corde vocali dei suonatori, a differenza dei cantanti, stiano a riposo durante i loro concerti. Al Conservatorio Santa Cecilia verranno proiettati filmati di interviste rilasciate da famosi cantanti lirici – Rockwell Blake, Chris Merritt, Anna Caterina Antonacci, Luciana D’Intino e Bruno Praticò – che spiegano i segreti della loro tecnica vocale e di interpretazione. «Io sono un meccanico della gola – racconta Cesari – che attraverso l’osservazione della laringe scopre l’anima degli artisti. Infatti i nostri incontri non si limitano all’analisi delle loro vibrazioni ma vanno oltre, fino alla rivelazione delle sfumature esistenziali di ognuno. Per dirla alla Woody Allen, è come se io fossi, per loro, una sorta di psicoterapeuta. Ecco perché all’uscita dai camerini al termine dei loro spettacoli a volte può capitare di ignorarsi. In un primo momento si potrebbe pensare che questi cantanti siano ingrati; man mano, però, ho capito che in quel frangente io rappresento il loro specchio». È così che Ugo Cesari interviene mediante svariate tecniche di indagine: dalla endoscopia stroboscopica (adoperando microcamere di 3 millimetri) alla spettrografia. Di volta in volta adattando la sua ricerca alle esigenze della voce: tenori di fama e talenti di 9 anni, cantanti pop e interpreti jazz. «Per essere precisi – aggiunge Cesari – io sono lo specchio scientifico, non quello commerciale, e mi preoccupo semplicemente della loro salute e delle loro doti. Da specialista, e non da manager, sono obbligato ad ascoltare la voce come espressione/simbolo di una fisicità e contemporaneamente di una psiche. Perché è possibile non soltanto ascoltare una voce, ma pure vederla».
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DMV comunicazione
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