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Dal 10 al 20 Febbraio 'Coraggio, il meglio è passato!' della Compagnia Campo Teatrale
Pubblicato il 24/01/2011 |
da
Chiara Mironici
Dal 10 al 20 febbraio 2011 al Teatro Guanella di Milano la Compagnia CampoTeatrale presenta “Coraggio, il meglio è passato!”. La regista Caterina Scalenghe ha scelto di raccontare l’America degli anni 30 attraverso la voce di Miller e le vicende di una tipica famiglia americana della media borghesia, con uno sguardo verso il nostro tempo che non è poi così diverso.
Compagnia CampoTeatrale
Coraggio, il meglio è passato!
visioni da L'orologio americano,
di Arthur Miller
regia Caterina Scalenghe
con Marco Colombo Bolla, Donato Nubile, Sveva Raimondi
disegno luci Domenico Cicchetti
videoproiezioni e grafica Michele Migliarini e Chiara Mironici
scene e costumi Caterina Scalenghe
foto di scena Domenico Cicchetti, Danilo Da Re
produzione Campo Teatrale
«Il ‘29 era come un casinò da gioco coi dadi truccati. Pochi croupier facevano ballare una massa di gonzi. Vertiginoso, guadagni astronomici, tutto si comprava nella speranza e tutto nella fiducia… E’ questo che ha provocato il crollo, la minima scossa poteva provocare la catastrofe. Non c’erano controlli… Era l’epoca del “tutti milionari”!» (Arthur Miller). In quegli anni il finanziere newyorchese Bernard Baruch scriveva: «Acquistare a rate, puntando sulla propria capacità futura di ripagare una vita migliore, può essere saggio ma può anche essere spinto all’esagerazione. Abbiamo raggiunto l’esagerazione».
La crisi degli anni 30 colpì quasi tutti gli americani, dovunque vivessero e a qualunque classe sociale appartenessero, e li colpì improvvisamente, senza preavviso e senza lasciargli scampo.
Rivisitare gli anni del New Deal a caccia di analogie è un esercizio curioso e rivelatore. Ci siamo chiesti come nasca quel clima psicologico di fiducia e di esagerato ottimismo che porta a credere realizzabile il sogno di una facile ricchezza, e quale stordimento o distrazione conducano di fatto a consumi irragionevoli. E ora, quando ancora una volta le parole chiave dovrebbero essere “risparmio” e “sobrietà”, la storia sembra ripetersi.
Abbiamo scelto di raccontare l’America degli anni 30 attraverso la voce di Miller e le vicende di una tipica famiglia americana della media borghesia, con uno sguardo verso il nostro tempo che non è poi così diverso.
Il testo, scarnificato e in parte riscritto, e le immagini, che hanno ampio spazio nel lavoro, ci conducono con notizie di cronaca e avvenimenti personali dentro e fuori il loro vissuto quotidiano e all’interno di un mondo che intorno a loro, pian piano, si sgretola fino a crollare.
Tra scioperi, tentazioni razziste, esodi verso terre più ricche e ricerca esasperata di un lavoro, si fa sempre più strada il bisogno di chiarire il proprio ruolo di uomini e donne all’interno di una società, di sentire che, come individui, si appartiene ancora ad una nazione che possiamo servire e ad una famiglia che possiamo proteggere.
Gli attori si muovono all’interno di un piccolo spazio che scandisce un tempo indefinito. Il nylon che imballa, chiude, soffoca, ma anche ripara, accarezza e protegge, riflette la luce semplice e fioca delle lampadine; come a ricreare una sorta di acquario, un luogo all’apparenza magico, ma dal quale uscire diventa impossibile.
Pochi elementi fissano momenti di una lotta per la sopravvivenza, e ci conducono in luoghi che non vorremo mai conoscere, come un banco dei pegni, o la fila per il pane. Rileggere di quel decennio è come rievocare un brutto sogno: furono anni di un realismo senza illusioni, dove però riaffiorò un nuovo rispetto per l’uomo e per i valori di fraternità e di solidarietà.
Il testo narra storie lontane, che ancora ci appartengono e che forse sarà sempre opportuno raccontare: l’uomo, il lavoro, la famiglia, un sorriso, un regalo, un viaggio per cercare, un ritorno per riabbracciare, un ricordo, una danza, il sogno infranto e quello realizzato… La vita. «In quel periodo, nemmeno sapevo che esisteva un sistema. Pensavo che se un uomo era, diciamo, come mio padre, uno che lavorava sodo e produceva le merci giuste, per forza doveva star bene. Tutto qui. La vita era una questione di individui, mi pare.» (Arthur Miller).
COMPAGNIA CAMPOTEATRALE
La Compagnia CampoTeatrale è costituita da un nucleo stabile, coincidente con la Direzione Artistica dell'omonima Scuola di Recitazione (Marco Colombo Bolla, Lia Gallo, Donato Nubile, Caterina Scalenghe), e da un gruppo di artisti con i quali vengono attivate collaborazioni ad hoc su progetti specifici. La Compagnia gestisce inoltre il Teatro Guanella di Milano.
Il percorso di ricerca artistica della Compagnia mira alla definizione di un linguaggio che sia indipendente da metodi e forme. Far sì che l'istinto e la curiosità del momento scelgano il tema di indagine, e che quest'ultimo indichi al lavoro della Compagnia la via più opportuna per la scena, senza la preoccupazione di approdare ad una definita riconoscibilità estetica.
Il desiderio è quello di consentire a ciascuno di portare in scena la propria poetica, il proprio corpo, la propria parola: la propria unicità.
Gli attori, il testo, l’attenzione verso il contemporaneo, l’osservazione della realtà colta nell’essere forma, luce, suono, tensione: partire da questi materiali e scarnificarli, ricomporli, cercando di ricreare in scena suggestioni, polaroid del vissuto privato.
GUANELLA CAMPO TEATRALE
Via duprè, 19 - 20155 Milano
Tel. 02.26113133 - guanella@campoteatrale.it - www.guanellacampoteatrale.it
Accesso disabili con aiuto
Tram 12 - Bus 90/91 - M1 (fermata Lotto) - Parcheggio interno
Orario spettacoli: ore 21.00; Domenica 18.30; Lunedì riposo;
Biglietto intero: € 15
Biglietto ridotto: € 12
Link:
http://www.campoteatrale.it/eventing/view-66.html
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