AZIENDALI

Dal laboratorio all’impianto: dietro le orme del progetto MAUI

May 16 2019
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

Mancano pochi giorni alla chiusura del del Progetto MAUI (Monitoraggio Acque Urbane e Industriali), l’iniziativa promossa dalla Regione Lombardia che ha coinvolto aziende ed enti di ricerca nella realizzazione del prodotto/processo finalizzato alla verifica in tempo reale ed al monitoraggio delle emissioni in fogna civili ed industriali. Ripercorriamo i passi che hanno portato la compagine a raggiungere gli obiettivi di progetto esplorando il lavoro dei singoli componenti

La strada che porta una semplice idea a concretizzarsi e diventare realtà risulta spesso impervia e realmente complessa da percorrere senza tutte il know-how necessario. La collaborazione con molteplici competenze consente di costruire un risultato solido, passando dal contributo dei singoli ed giungendo all'obiettivo comune. Questo è ciò che è accaduto durante il progetto MAUI: un gruppo di aziende ed enti di ricerca hanno lavorato a stretto contatto per più di due anni per realizzare un innovativo di sistema di monitoraggio delle acque reflue. Nella fattispecie, gli attori di questa iniziativa sono la Omnitech srl, da sempre devota alla ricerca e sviluppo in ambito IT, la Secure To Future srl, focalizzata sulla sicurezza informatica e sulle soluzioni web, il CNR IRSA, ovvero l’istituto di ricerca sulle acque, ed il laboratorio AefLab, da sempre dedito alla ricerca in campo AI e Data Processing. A questi si aggiunge la MyHermes srl, fornitore di Omnitech all’interno del progetto MAUI e con comprovata esperienza nel campo della ricerca come laboratorio accreditato dal MIUR.

Il progetto affonda le radici nel Dicembre del 2016, quando i partner si incontrano per la riunione di Kick-off di “rito” e danno ufficialmente inizio alle attività. Il primo step corrisponde alla fase del “capire cosa monitorare e come”, focalizzata su l'investigazione scientifica e ricerca bibliografica. I reflui urbani ed industriali possono essere caratterizzati da una serie di parametri chimico-fisici che da normativa vigente devono essere mantenuti sotto certi limiti di legge. Il CNR individua quindi un set di grandezze primarie e secondarie utili per la scelta dei sensori da utilizzare. L’approccio seguito in questo caso non si basa su dispositivi ad “immersione” bensì sull'acquisizione di un’informazione allo stato di vapore. I vantaggi sono evidenti in termini di manutenzione e pulizia delle parti sensibili, dato che non essendo direttamente a contatto con il refluo non rischiano di essere contaminati. Il Politecnico di Bari effettua quindi una catalogazione e caratterizzazione dei sensori utili allo scopo.

Conclusa la fase preliminare, si procede quindi con la messa a punto di un modello analitico “da banco” a componenti discreti, che rappresenta il primo prototipo di sistema di acquisizione. Il sistema individuato include sia le componenti idrauliche, per il trasporto del fluido, il riscaldamento e la vaporizzazione, che quelle elettroniche per la gestione, diagnostica e comunicazione del dispositivo. È ancora il Politecnico di Bari a condurre tale attività, mentre la compagine aziendale composta da Omnitech e Secure To Future si occupa dell’infrastruttura informatica del sistema, ovvero la progettazione di soluzioni middleware e il trasferimento sicuro dei dati. Tale attività avviene a valle di un’opportuna ricerca di mercato sui protocolli di comunicazione più diffusi, nonché delle tecniche di progettazione di middleware presenti in bibliografia. L’obiettivo rappresenta individuare la strategia di progettazione ottima non solo finalizzata allo specifico caso di studio, ma estendibile anche a scenari differenti che includono il controllo industriale e la domotica.

Lo step successivo corrisponde alla realizzazione del prototipo fisico di laboratorio. MyHermes risulta determinante per lo sviluppo dello stesso, a partire dai requisiti tecnici individuati in precedenza. Il dispositivo, denominato VPeN, emula il il modello da banco ed è in grado di comunicare attraverso un’interfaccia di rete. Omnitech invece programma un dispositivo embedded (Raspberry Pi) per l’integrazione con il middleware di progetto e la fruizione dei dati dal web. Per fare questo vengono implementate da Secure To Future delle interfacce sperimentali nella forma di web application accessibili da differenti tipi di utenze con differenti privilegi e livelli di sicurezza.

Dal Giugno 2018 al Gennaio 2019 viene allestito un dimostratore presso l’impianto di depurazione di BrianzAcque, sito in Vimercate, per testare le logiche di funzionamento in un contesto analogo a quello reale. La generazione delle notifiche così come l’utilizzo delle interfacce utente si sono verificati essere coerenti con le logiche di progetto ed hanno coronato la corretta conclusione delle attività. Sebbene ulteriori sforzi siano ancora necessari per l’ingegnerizzazione e l’industrializzazione del processo, i risultati ottenuti spingono la compagine nella giusta direzione, confidenti degli evidenti margini di crescita e dei prossimi sviluppi futuri.




Licenza di distribuzione:
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere