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Differenze tra serbatoi di acqua potabile e per acqua piovana

December 24 2020
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Non tutti i serbatoi di raccolta d'acqua sono uguali. Bisogna imparare a riconoscerne le caratteristiche per munirsi della cisterna adatta alle proprie esigenze.

Raccogliere acqua non è un compito così scontato quando si parla di una qualunque cisterna o di un cassone. Non tutti i serbatoi per acqua sono uguali e sono costruiti per svolgere lo stesso scopo, visto e considerato il fatto che neanche tutte le acque di raccolta sono uguali.
La scelta di una tipologia di cisterna dipenderà quindi dalla tipologia di acqua o di liquidi che avremo interesse a immagazzinare. Si potrà trattare infatti di acqua piovana, che andremo successivamente ad usare per irrigare l'orticello o per compiti similari, ma potrà trattarsi anche di un serbatoio per acqua potabile. Immaginiamo quindi come in questo ultimo caso, l’acqua depositata all'interno del serbatoio dovrà mantenere una purezza elevata, in modo tale da essere successivamente ingerita senza incorrere in alcun problema di salute.

La prima valutazione da fare è quella di controllare la destinazione di utilizzo del cassone o cisterna che vogliamo acquistare. Spesso viene infatti indicato se è utilizzabile o meno per stipare acqua potabile, in virtù dei materiali utilizzati per il rivestimento delle pareti interne ed esterne della cisterna per uso domestico. Questo non toglie come possa essere utile ricevere alcune informazioni utili per riconoscere immediatamente alcune caratteristiche che aiutino a distinguere subito un serbatoio per acqua di pioggia da un prodotto specifico per la raccolta di acqua potabile.

Serbatoi per acqua potabile

Per quanto concerne la conservazione dell’acqua da bere i materiali più utilizzati sono due: acciaio e polietilene, entrambi con caratteristiche che rendono le cisterne costruite in questo modo perfette per accogliere acqua potabile e quindi destinarle a un uso di tipo alimentare o comunque legato al sostentamento di liquidi usati da esseri umani.
L’acciaio in questo caso dovrà essere acciaio inox. Risulta fondamentale che sia inossidabile e che non risenta della capacità corrosiva tipica dell’acqua quando entra in contatto con i metalli. Utilizzare acciaio inox evitare il logorio e quindi consumo della cisterna che stessa, che altrimenti potrebbe rilasciare diverse impurità, a seguito del processo di ossidazione e produrre un quantitativo di ruggine tale da far passare la voglia di bere anche al più grande degli assetati.

Inoltre va considerato come l’acciaio non sia di per sè tossico e risulti un materiale strepitoso per l'esterno, in quanto in grado di resistere a diverse temperature, sia alte che basse. Altro aspetto positivo che sta molto a cuore degli ambientalisti è legato al suo facile smaltimento, una volta ultimato il suo ciclo vitale, grazie ad una riciclabilità praticamente totale. Un serbatoio inox, nonostante quello che si potrebbe pensare giudicando il suo ingombro, rappresenta un acquisto eco-sostenibile che non finirà per inquinare il pianeta e che potremo cestinare senza scrupoli di coscienza, quando non ne avremo più bisogno.

Altro materiale molto usato quando si parla di cisterne è il polietilene, che è invece una plastica e in quanto tale presenta di delle differenze notevoli rispetto l’acciaio.
Tra le prime caratteristiche che spiccano alla vista di un serbatoio in pvc vi è una maggiore leggerezza e malleabilità rispetto ad una cisterna in acciaio. Questa peculiarità favorisce la produzione di serbatoi con forme molto differenti, nel caso dei modelli in plastica, a differenza dei corrispettivi in acciaio che, oltre ad occupare uno spazio maggiore perchè dotati di uno spessore più elevato, sono prodotti “forzosamente” in forme più tradizionali (cilindriche verticali o orizzontali).



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