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Don tiziano soldavini presenta la mostra di pittura: e' tempo di riconciliazione
Pubblicato il 13/05/2009 |
da
Stefania Soldavini
CHIESA DI S. ANASTASIA Piazza di S Anastasia,1 ROMA
12 MAGGIO-12 GIUGNO
La mostra: È TEMPO DI RICONCILIAZIONE, vuole essere una proposta, provocazione per sentire, giudicare, scegliere e così ri-svegliare dal sonno dell’indifferenza, a ri-donare uno slancio nuovo che rischiara tutto attorno, sprigionando ogni possibilità nella gioia e nella fatica, per raggiungere cieli nuovi e terre nuove.
È un invito a non rinunciare alla pedagogia della Bellezza, del Bene, del Vero, del Bello.
La mostra può essere uno dei molteplici vademecum per tutti i ricercatori di verità dentro il kalòs dei giorni e delle cose, quel kalòs che assume Bellezza e Bontà e fa pervenire l’anima all’Eterno-Amore
In un tempo in cui la persona si trova al bivio di scelte personali o collettive, tutto può essere comprato, venduto: la vita, il corpo, la bellezza, l’innocenza, la libertà, l’amore; è inevitabile l’urgenza della ri-scoperta dell’etica della Riconciliazione
Solo questa può riconsegnare la Vita all’Amore e così rendere ragione alla Verità.
L’etica della Riconciliazione, è antidoto che salvaguarda dalla frenesia, ingordigia, che fuoriesce dal ventre molle della vanità delle cose.
L’arte ha un suo ruolo propositivo e profetico nella comunicazione dell’etica della Riconciliazione.
“È Arte di riconciliazione, consapevole che amare è perdonare e che dal perdono può nascere un futuro diverso; tenacemente alla ricerca di cammini di riconciliazione fino a riconoscere l’amabilità che persiste nell’altro, al di là delle colpe.
Riconciliazione è superare ogni forma di egoismo che fa sentire sempre tutto buono, giusto, e conduce sulla via della ragione ad ogni costo, a qualunque prezzo, e fa indossare l’abito del non perdono, che spezza ogni relazione d’amicizia, comunione, e fa precipitare nell’abisso dell’autosufficienza.
La persona riconciliata compie autentiche esperienze di vita, poiché il perdono è sapore di un’esistenza sempre nuova, mai avvelenata da sentimenti, azioni che hanno il cattivo odore della morte.
Arte di riconciliazione è arte realizzata a mani e braccia aperte!
Riempite da un'altra Presenza-presenza, non emarginano nessuno dal cerchio della misericordia, in nome della riconciliazione.
Misericordia-amore è l’unica parola, azione, forza, capace di vincere il male; è fermento che trasforma ogni realtà, incontro.
L’altro non è un nemico da vincere, ma una persona da amare, fino a farsi carico di lui, e con lui prendere il largo per cercare situazioni, vicende, avvenimenti, realtà non riconciliate, per far uscire, risuscitare da ogni esperienza di odio, divisione, discordia…, ricreare relazioni, un mondo perduto.
” .
Arte di Riconciliazione è esperienza del Tabor, è arte di luce trasfigurata, che porta in sé il sigillo di Dio.
È dare forma ad un Incontro, uno spaccato di vita, è arte di risurrezione, che prende a cuore l’Altro e gli altri, secondo il cuore di Dio.
È vivere ogni atto, avvenimento, tempo, come “oggi” di Dio, e compiere le aspirazioni più profonde, come la libertà, l’intelligenza, la creatività, la sensibilità, orientandole al fine ultimo.
In questo modo la materia risplende di Luce.
Toccata dall’Amore esprime il vertice dell’amore diventa canto di lode, stupore.
Non arte di menzogna in balia delle onde, fine a se stessa, farneticante, superba, orgogliosa, piena di sé; che ha l’arroganza e la pretesa di spiegare tutto, di creare tutto senza valori, senza un sentire e vedere con il cuore.
È arte di solitudine, deforme, separata, in una continua contrapposizione con il bene, la luce, il bello.
L’arte così vissuta è disumanizzante, ricerca di sé, un fatto commerciale, scelta di comodo, distrazione, realizzazione egoistica, luciferina.
L’arte divenuta uno con l’etica della Riconciliazione, spalanca la vita al dono di sé, che si apre sullo scenario di un mondo nuovo: la cultura, civiltà dell’amore.
L’arte sì fatta è idonea ad annunciare e con forza la Verità che spalanca all’intelligenza dell’Amore, esperienza, avvenimento che risveglia, rinnova, trasfigura.
don Tiziano Soldavini
Accostandoci all’opera di questo artista sacerdote, pos-siamo affermare che veramente l’arte è una vocazione all’amore, esercizio supremo di quella carità che genera non inquietudine ma gioia “quieta” e che, nel dinamismo fluido di finito e infinito, umano e divino, oltre il segno scansivo del tempo, semina la nostra vita di stupore. Alla base della sua arte, ci si ritrova immersi in un inno alla materia, dove i colori indugiano e i toni del canto, ora gravi e forti, ora leggeri, narrano dell’anima. Le sue opere sono la sintesi di ciò che proviene dal profondo dell’essere umano, e incontrano quanto egli contempla all’esterno. L’obiettivo è di comunicare quei “momenti di grazia” che ogni anima porta in sé e che possono generare in ogni istante il miracolo di una Presenza Altra, capace di ribaltare situazioni e punti di vista, e cantare la Speranza nella ricerca del Bene, fissando lo sguardo ad ogni altro. L’astante rimane in una sorta di godibile interesse, frutto dell’inevitabile desiderio che don Tiziano ha impresso con segni non lasciati alla casualità, fino a rendere parte-cipe della Bellezza nascosta nelle sue opere. Ha esposto le sue opere in mostre personali al Vittoriano Roma, Ente Fiera della Basilicata, in Gallerie a Milano, Olbia, Ponte-dera, Porto San Giorgio, Mirandola… Sue opere sono presenti alla Fondazione Fossoli, ex Campo di concen-tramento, Fossoli di Carpi, Thomas C Gallery Art Galle-ries in U.S.A., e in Collezioni private. Dal 2006 tiene il corso: “Pittura e corporeità” all’Istituto Edith Stein di Formazione in Scienze umane della vita Consacrata e Comunità Educative di Genova. Quella di don Tiziano è la pittura della “rivelazione”, nel suo “materiale povero” c’è la folgorante presenza della luce divina. Ecco dove nasce allora la sua seconda vocazione di artista e anche il senso stesso della sua opera pittorica: un dono anch’esso, come il sacerdozio, che non si può tenere per sé ma che esige, una volta ricevuto, di essere ridonato a sua volta. A don Tiziano Soldavini il merito di essere abile nel creare opere impregnate di quotidianità , nella simpatia e acquie-scenza al fluire della storia, in ascolto dell’Eterno, opere le sue, impastate di riconoscenza, ‘parola’ evidente di chi non si accontenta di ‘gloriuzza’ passeggera, effimera, ma prende il largo, cercando al di là di ciò che contempla e riconoscere il di più che è nascosto.
www.soldavinidontiziano@yahoo.it
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