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Emergenza Covid-19, FIVI scrive alla Ministra Bellanova: serve una risposta immediata e forte

April 1 2020
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I Vignaioli Indipendenti chiedono al Ministero di intervenire subito con misure che tutelino il lavoro. Richiesta la proroga di scadenze e versamenti

La FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ha scritto alla Ministra Teresa Bellanova chiedendo che, a fronte della situazione legata all’emergenza COVID-19, il Ministero intervenga con una serie di misure per aiutare le aziende in difficoltà.
FIVI sottolinea come una serie di adempimenti in scadenza adesso, ma anche nei prossimi mesi, difficilmente potranno essere rispettati. Questo per motivi legati sia alle difficoltà di spostamento e di reperire personale per lavorare nelle campagne, sia per il fatto che molti uffici sono chiusi o lavorano in orario ridotto. Si aggiunge poi anche l’oggettiva difficoltà economica a cui le aziende dovranno far fronte nei prossimi mesi.

“Il delicato momento che stiamo vivendo – sottolinea Matilde Poggi, Presidente FIVI - richiede una risposta da parte del Governo immediata e forte. Noi Vignaioli ci impegneremo come sempre, ancor di più se possibile, per fare la nostra parte, ma abbiamo bisogno che da parte delle istituzioni ci sia tutta la flessibilità e la sensibilità che la situazione richiede”.
Sono diverse e variegate le richieste di FIVI al Ministero e toccano l’ambito fiscale, retributivo e lavorativo. C’è forte preoccupazione infatti anche per la manodopera, fondamentale soprattutto nel corso della vendemmia, che si prevede difficile a trovarsi a causa delle limitate possibilità di spostamento delle persone. FIVI in questo caso chiede una semplificazione gestionale dei voucher in agricoltura.

Lettera Ministro Bellanova 30.03.20

Gentile Ministra Teresa Bellanova,
L'attuale situazione legata al COVID-19 sta comportando una serie di difficoltà operative che preoccupano in modo serio le aziende dei vignaioli. Da oggi e per i mesi a seguire, vi saranno una serie di adempimenti in scadenza che per ragioni diverse difficilmente potranno essere rispettati; l’attuale situazione ha ridotto, in modo molto sensibile, la mobilità delle persone, le aperture degli uffici, la disponibilità di personale da poter impiegare nelle campagne.
A questo si aggiunge l’oggettiva difficoltà economica e di liquidità finanziaria cui dovremo far fronte nei prossimi mesi.
In questo contesto la scrivente associazione chiede a codesto Ministero di intervenire con le seguenti misure:

- Proroga di 12 mesi della scadenza delle autorizzazioni per nuovi impianti e reimpianti scadenti nel 2020.
Crediamo infatti che molte aziende faranno fatica a mantenere l’impegno a concludere l’investimento entro la data prefissata.
- Proroga di 12 mesi dei termini di rendicontazione della misura OCM vino, PSR. Piani di riconversione e ristrutturazione vigneti, per permettere alle aziende una maggior flessibilità nel concludere gli impianti previsti.
- Annullamento delle sanzioni previste per le aziende che, avendo partecipato al bando OCM Paesi terzi, non siano riuscite, per oggettiva impossibilità ad effettuare le missioni, a rendicontare le spese previste. Questa misura dovrebbe essere emessa unitamente alla proroga di rendicontazione per le aziende che intendono proseguire con la misura (come sopra specificato).
- Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali agricoli per 12 mesi unitamente alla sospensione dei versamenti di imposte, INPS ed Enpaia per i dipendenti delle aziende agricole, anche alla luce del fatto che rimane uno dei pochi settori che, pur con le note difficoltà, offre continuità occupativa e fornitura di beni di prima necessità.
- Concessione di prestiti di conduzione o finanziamenti bancari a lungo termine con annullamento del tasso di interesse.
- Annullamento della reintroduzione della tassa IMU sui fabbricati strumentali agricoli.

Appare poi necessario predisporre delle strategie per la ripartenza del mercato dopo il termine della crisi sanitaria. In questo senso le proposte della scrivente sono le seguenti:
- Aumento del limite delle bottiglie acquistabili da privati all’interno delle UE e possibilità di vendere direttamente a privati in Europa, senza dover necessariamente avere la caratteristica di deposito fiscale, sia nel caso del venditore che nel caso dell'acquirente. Questa misura dovrebbe prevedere quindi una revisione del sistema comunitario di applicazione delle accise nel settore vinicolo;
- Strutturare un'ipotesi di fiscalità agevolata che coinvolga le specifiche attività del canale HORECA, fortemente penalizzato in questo momento, al fine di agevolare l'acquisto di vino italiano;
- Prevedere la possibilità di differimento del versamento dell'Iva, senza limiti massimi di fatturato, al momento dell’incasso della fattura e non all’emissione della stessa, anche alla luce della probabile dilazione dei pagamenti alla ripresa delle attività.

Permane poi il problema del reperimento della manodopera, in quanto le limitazioni alla circolazione delle persone, impediranno l'arrivo di manodopera stagionale proveniente dall’estero. In questo senso sarebbe interessante trovare dei meccanismi di assunzione (come ad esempio i voucher), per le persone che nei periodi di crisi lavorativa, come l'attuale legata all’emergenza Covid-19, siano disponibili per poter essere impiegati nel lavoro in campagna. Tutte le eventuali forme, ivi compresi i voucher, devono necessariamente prevedere delle forme di semplificazione nella gestione.

Confidando in un accoglimento delle nostre richieste porgo i miei più Cordiali saluti,
Matilde Poggi Presidente FIVI

Licenza di distribuzione:
Mariella Belloni
Vicecaporedattore - Marketing Journal
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