SALUTE e MEDICINA

Epatite C Zero, a Padova l'incontro per aumentare conoscenza e informazione sulla patologia

September 25 2018
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Per creare consapevolezza dei rischi legati all'HCV, promuovere la prevenzione e informare sulle opportunità terapeutiche evidenziando l'importanza di assicurare a ogni paziente la terapia più appropriata, a Padova la seconda tappa della campagna itinerante Epatite C Zero, promossa da MSD Italia, in collaborazione con EpaC onlus e con la supervisione scientifica di FIRE - Fondazione Italiana per la Ricerca in Epatologia

Sono stati fatti molti passi avanti verso l'obiettivo eliminazione dell'epatite C, grazie alla disponibilità di terapie antivirali efficaci e ben tollerate, che hanno rivoluzionato l'approccio all'HCV, e all'apertura dei criteri di accesso da parte di AIFA che di fatto permetterebbe di trattare quasi tutti i pazienti. Tuttavia, resta ancora molto da fare per raggiungere questo traguardo, previsto per il 2030.

La strada per eliminare l'epatite C passa anche attraverso l'informazione:
per questo la campagna educazionale Epatite C Zero, promossa da MSD Italia in collaborazione con EpaC Onlus e la supervisione scientifica di FIRE - Fondazione per la Ricerca in Epatologia, lanciata sul web lo scorso anno, è ora on the road con una serie di incontri aperti al pubblico in diverse città italiane, finalizzati a promuovere l'awareness su prevenzione e diagnosi dell'epatite C, sulle opportunità terapeutiche e sull'importanza di trattare ogni paziente con la terapia più appropriata.

La seconda regione, dopo il Piemonte, ad ospitare la campagna è stata il Veneto: ieri, all'Hotel NH di Padova medici specialisti, rappresentanti dei pazienti e delle istituzioni locali si sono incontrati per confrontarsi tra loro e con i cittadini/pazienti e fare chiarezza sull'epatite C, fornire informazioni pratiche e fare il punto sull'obiettivo 'zero epatite C' sul territorio regionale. All'incontro, che ha avuto il patrocinio del Comune di Padova, hanno partecipato come relatori Alfredo Alberti, Professore Ordinario di Gastroenterologia all'Università di Padova, Roberta Rampazzo della Divisione Farmaceutico, Protesica e Dispositivi medici della Regione Veneto e Ivan Gardini, Presidente di EpaC Onlus.

Durante l'incontro, attraverso la somministrazione di un questionario a risposta multipla, è stata messa alla prova la consapevolezza dei partecipanti sull'epatite C. Dai risultati, commentati 'in diretta' a chiusura dell'incontro, è emerso che la conoscenza risulta ottima: il 100% sa che l'epatite C è una malattia infettiva, causata dal virus HCV, che colpisce il fegato, e l'86% ritiene fondamentale la tempestività del trattamento dopo la diagnosi da HCV. Tuttavia, spesso si sottovalutano le situazioni che potrebbero esporre al rischio di contrarre l'infezione da HCV: solo 1/3 dei partecipanti era a conoscenza dei principali fattori di rischio legati all'infezione da HCV (contatto con sangue altrui, se si avvertono sintomi dopo aver fatto delle pratiche mediche invasive, a seguito dell'utilizzo di strumenti non sterili).

"Campagne educazionali come Epatite C Zero - commenta Ivan Gardini - rivestono un ruolo di rilievo nell'informare tutte quelle persone che convivono con l'infezione da epatite C e che non sono ancora pienamente consapevoli del fatto che oggi si può guarire e che se si recassero presso un centro specializzato e autorizzato a prescrivere i nuovi farmaci anti HCV, potrebbero ricevere una diagnosi appropriata ed essere messi in lista per una terapia. Una terapia che potrebbe farli guarire. Iniziative come questa sono necessarie anche per continuare ad informare quella fetta di pazienti che non sono ancora approdati a un Centro autorizzato per essere valutati e poi curati".

Fulcro della campagna è la web serie Epatite C Zero: 5 episodi, proiettati durante l'incontro, che raccontano l'epatite C dal punto di vista dei pazienti, attraverso la metafora del viaggio, a bordo di un van che attraversa l'Italia, dall'Adriatico al Tirreno. Fino a poco tempo fa infatti, l'epatite C era considerata un tunnel con poche vie d'uscita; oggi lo scenario è cambiato e la malattia può essere paragonata ad un viaggio con un inizio e con un finale positivo nella maggior parte dei casi, perché il virus HCV può essere eliminato.

"Le terapie per l'epatite da virus HCV sono migliorate in modo clamoroso in questi ultimi anni, attualmente le percentuali di guarigione che si ottengono grazie ai nuovi farmaci antivirali diretti orali, le cui combinazioni risultano molto efficaci e molto ben tollerate dai pazienti in quanto anche gli effetti collaterali sono minimi o praticamente assenti, possono superare il 95% - spiega Alfredo Alberti - nella regione Veneto il nostro database registra il 97% di successo. Le prospettive di vita per i pazienti di conseguenza sono completamente cambiate in quanto per la maggior parte di loro la guarigione è completa, specie quando le cure si attuano nelle fasi iniziali della malattia. Oggi possiamo affermare senz'altro che l'obiettivo 'guarigione' ed eliminazione radicale del virus HCV è assolutamente concreto".

La regione Veneto, grazie alla disponibilità di questi nuovi farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione (DAAs) ha messo in atto una serie di azioni e strategie per identificare il bacino dei soggetti infetti, circa 10.000-12.000, non ancora individuati e che potrebbero avere immediato accesso alle terapie. Ad oggi quasi la metà dei soggetti infetti noti (25.000) è stata curata ed è guarita, molti altri sono in trattamento. In lista d'attesa rimangono circa 2.000-3.000 pazienti.

"Il programma di eliminazione dell'epatite C nella regione Veneto si pone l'obiettivo di strutturare e implementare strategie concrete e sostenibili, coordinate da una cabina di regia che prevede fin da subito l'intervento di tutte le componenti che a vario titolo sono coinvolte nella presa in carico del paziente con epatite C - dichiara Roberta Rampazzo - la delibera della Giunta regionale 791 dell'8 giugno 2018 detta dei tempi precisi per la definizione del programma: 4 mesi. Perciò ci attendiamo i primi risultati già all'inizio del 2019".

Dal punto di vista della sostenibilità per la sanità regionale, il trattamento dei pazienti affetti da HCV è da considerarsi come un investimento in salute in quanto, specie nei pazienti meno gravi, previene la progressione della malattia, riducendo quindi la manifestazione di complicanze gravi e l'impiego di risorse associate alla loro gestione. Un'analisi economica sviluppata da ALTEMS e adattata sulla coorte di 19.000 pazienti, nello specifico contesto della regione Veneto, mostra come il trattamento con i nuovi DAA, a fronte di una spesa nel triennio di riferimento per farmaci anti-HCV (+117 milioni di euro, con gli attuali costi medi di trattamento), consente in 20 anni di: ridurre le complicanze associate al decorso della patologia (-2.452 cirrosi scompensate; -4.774 epatocarcinomi, -2.290 trapianti di fegato); salvare circa 12.650 vite; generare un risparmio cumulato di oltre 150,5 milioni e un relativo minore impiego di risorse.
L'obiettivo 'zero epatite C' non è quindi così lontano, anche se c'è ancora molto da fare per diffondere al massimo la cultura della prevenzione e della diagnosi attraverso il test; la disponibilità di nuove terapie antivirali efficaci per diverse categorie di pazienti, fanno sì che questa prospettiva sia finalmente possibile.
Per informazioni sulla campagna e sugli incontri e per vedere gli episodi della web serie: www.epatiteczero.it

Licenza di distribuzione:
Daniela Caffari
Addetto stampa - Pro Format Comunicazione
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