ECONOMIA e FINANZA

Focus a Padova su economia legale e antimafia

November 15 2018
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Venerdì 16 novembre a Padova nell’Aula Magna del Bo, il convegno nazionale su “Economia criminale e codice antimafia. Tra misure di prevenzione patrimoniale e amministrazione giudiziaria dei beni”. Organizzato dall’Ordine dei Commercialisti e dall’Università di Padova.

Spiccano anche a nord est le tonalità di rosso sulla mappa italiana delle aziende criminali e Padova rientra tra le province con evidenti segnali di imprese legate alla malavita.

Nel 2017 in Veneto la Direzione Investigativa Antimafia ha analizzato 280 operazioni sospette considerate attinenti alla criminalità organizzata e 2362 attività relative a “reati spia”, tra cui l’impiego di denaro di beni o utilità di provenienza illecita, usura, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, di cui molti anche nel veronese (fonte D.I.A.).
Non va meglio sul fronte del riciclaggio dove la provincia di Padova, per le segnalazioni di operazioni sospette, è stata al 4° posto tra le venete (dopo Verona, Treviso e Vicenza) per numero di operazioni nel 2016, pari a 1429, ed è salita al secondo posto nel 2017 con 1598 operazioni segnalate (+5%), seconda solo a Treviso (1648) e seguita a ruota da Verona (1573) (fonte Banca d’Italia).

“Il rispetto della legalità è una delle componenti fondamentali indicata dall’Onu per arrivare ad uno sviluppo economico sostenibile - dichiara Dante Carolo, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova - in particolare all’obiettivo 16 dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite vi è l’impegno a combattere tutte le forme di crimine organizzato come pure a ridurre la corruzione e gli abusi di potere in tutte le loro forme. Le professioni economico-giuridiche sono in prima linea nell’attività di prevenzione e nel contrasto dell’illegalità accanto alle Istituzioni. Il contrasto alle mafie ed alla criminalità costituisce un obiettivo strategico perché la ripresa si aggancia anche eliminando corruzione e criminalità, oltre che per garantire uno sviluppo sociale solido che è fondamentale per la tenuta democratica del Paese”

Dando uno sguardo alle aziende confiscate in Veneto attualmente sono 24 in tutta la regione, di cui quasi il 30% nella sola provincia di Padova (7), mentre i beni immobili confiscati sono oltre 350, di cui oltre il 10% nella sola provincia di Padova (42). (fonte ANBSC).

Sul fronte delle segnalazioni di operazioni sospette i casi più frequenti riguardano l’ interposizione di veicoli societari esteri per schermare la titolarità effettiva di asset, le false fatturazioni e le frodi carosello, l’utilizzo improprio del Trust, l’uso di contratti di affitto di ramo d’azienda per finalità dissimulatorie, la distrazione di fondi all’estero sotto forma di pagamento di accordi transattivi e le condotte finanziarie preordinate a bancarotta fraudolenta.


Professionisti, giudici, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni da tutta Italia si sono dati appuntamento a Padova venerdì 16 novembre in Aula Magna Palazzo del Bo sede dell’Università, dalle 09,00 alle 18,00, per il convegno “Economia criminale e codice antimafia. Tra misure di prevenzione patrimoniale e amministrazione giudiziaria dei beni” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti e dall’Università di Padova.

Al mattino, dopo i saluti di Dante Carolo presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Padova e dei consiglieri nazionali Valeria Giancola e Giuseppe Tedesco delegati CNDCEC alle funzioni giudiziarie, seguiranno gli interventi, presieduti da Roberto Alfonso procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano, di Antonio Parbonetti (Università di Padova) su “Aziende connesse alle organizzazioni criminali: una analisi economica”; Désirée Fondaroli (Università di Bologna) su “La confisca, le confische. Analogie e differenze”; Giovanni Francolini (giudice presso il Tribunale di Palermo) su “Gli istituti dell’amministrazione giudiziaria e del controllo giudiziario”; Giovanbattista Tona (consigliere presso la Corte di Appello di Caltanissetta) su “Le misure di prevenzione patrimoniali: oggetto, tutela dei terzi, interferenze con le procedure concorsuali”; Giuseppe Amarelli (Università di Napoli Federico II) su “Le interdittive antimafia: profili critici”.

La sessione pomeridiana, sempre presieduta dal procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano Roberto Alfonso, vedrà gli interventi di Antonino Dattola (Odcec di Reggio Calabria) su “L’amministrazione giudiziaria dei beni e l’amministratore Giudiziario” Alberto Scuderi (presidente Odcec di Marsala) e Fabrizio Escheri (presidente Odcec di Palermo) su “La prosecuzione dell’attività nell’azienda sequestrata e profili fiscali e “Le misure di prevenzione e le indagini patrimoniali: profili operativi”.
I lavori si concluderanno con le esperienze a confronto durante la tavola rotonda a cui parteciperanno: Alberto Scaramuzza coordinatore della sezione distrettuale misure di prevenzione del Tribunale di Venezia; Giovanbattista Tona consigliere della Corte di Appello di Caltanisetta; Fabio Dametto comandante Provinciale della Guardia di Finanza; Achille Coppola consigliere CNDCEC; Antonino Dattola Odcec Reggio Calabria; Vincenzo Moretta presidente Odcec di Napoli; Francesco Muraca consigliere CNDCEC; Alessandro Solidoro consigliere CNDCEC e Renato Ciccarelli amministratore delegato di IT Auction.



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