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Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti: “Oggi tanta tecnica e poca cultura”

May 8 2020
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Andrea Mascetti, avvocato e Coordinatore di Fondazione Cariplo, analizza il ruolo dell’identità e della cultura ai tempi del Coronavirus

Originario di Varese, Andrea Mascetti è fondatore e titolare dello Studio Legale omonimo: da giugno 2019 è in Fondazione Cariplo come Coordinatore della Commissione Arte e Cultura.

Andrea Mascetti, le radici storiche come “rifugio”

La pandemia da Covid-19 ha cambiato e cambierà radicalmente l’idea di società: il pensiero comune è quello di evidenziare in particolar modo il primato delle nuove tecnologie e delle sempre più innovative modalità di comunicazione e fruizione dei servizi. Andrea Mascetti ritiene invece che la situazione attuale possa essere uno stimolo ad un ritorno alle radici e al ruolo ormai dimenticato delle comunità. Intervistato da TicinoLive, quotidiano indipendente svizzero, l’avvocato sottolinea la propensione dell’essere umano a riscoprire la propria identità storica in periodi di crisi come quello che il mondo sta vivendo in queste settimane. Un’identità che risulta imprescindibile dal concetto di comunità: secondo il Coordinatore di Cariplo infatti quest’ultime torneranno ad essere “luoghi di rifugio oltre che di estremo piacere”. Anche per questo, grazie alle attività della Fondazione, Andrea Mascetti si impegna nella valorizzazione della storia identitaria di regioni come l’Insubria.

Andrea Mascetti, la differenza tra “téchne” e cultura

Con lo sviluppo dell’epoca digitale è diventato alquanto semplice e istantaneo l’accesso ai contenuti più disparati, dall’intrattenimento ai testi delle biblioteche sparse nel globo. Nel corso dell’intervista, Andrea Mascetti mette in guardia su questa “falsa” disponibilità. Avere a portata di click le informazioni non significa necessariamente creare cultura. Da sola, infatti, la “téchne” moderna è semplicemente uno strumento, un bacino infinito di servizi. La cultura nel senso originario del termine ha bisogno di “comunità, essenze vibranti, scontri e incontri anche fisici”. Caratteristiche che nelle community virtuali sono impossibili o comunque decisamente limitate. L’auspicio è che l’emergenza sanitaria attuale possa avere quantomeno un risvolto positivo sotto questo punto di vista. Per Andrea Mascetti i legittimi sentimenti di pericolo e di imprevedibilità, che stanno coinvolgendo l’intera umanità, potrebbero essere l’inizio di una riscoperta di quella cultura comunitaria lasciata indietro dal Moderno.



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