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Google Penguin Update: il nuovo algoritmo che fa discutere il web
Pubblicato il 08/05/2012 |
da
Anna Iuppariello
Penguin Update è il nuovo algoritmo di Google che, annunciato lo scorso 24 aprile, sta già facendo discutere il web. A differenza di Panda, lanciato lo scorso anno per contrastare le content farm, il Penguin ha l’obiettivo di combattere il black hat web spam – ovvero tutte quelle tecniche che mirano a posizionare meglio un sito in Google senza offrire un reale beneficio all’utente.
Penguin Update è il nuovo algoritmo di Google che, annunciato lo scorso 24 aprile, sta già facendo discutere il web. A differenza di Panda, lanciato lo scorso anno per contrastare le content farm, il Penguin ha l’obiettivo di combattere il black hat web spam – ovvero tutte quelle tecniche che mirano a posizionare meglio un sito in Google senza offrire un reale beneficio all’utente.
Questo algoritmo premia invece i white hat, che puntano sulla qualità dei contenuti. Per loro l’usabilità e la velocità del sito verranno ricompensati, mentre verrà penalizzato chi abusa di stratagemmi orientati al posizionamento ma che poco hanno a che fare con contesto e contenuti:
- keyword stuffing (l’utilizzo spropositato di parole chiave nei propri testi),
- link spamming (l’acquisizione forzata di backlink provenienti da siti di scarsa qualità e/o l’innaturale composizione dei propri anchor text).
Un’analisi condotta da Microsites Masters su un campione di siti presi in esame che sembrano essere stati penalizzati da Penguin ha messo in evidenza la percentuale di link building che sembra essere tollerata dal nuovo algoritmo di Google. Il limite sembra aggirarsi intorno al 60-65% di link con la parola chiave di interesse, ma è un dato che va verificato caso per caso. Il vero problema è nei link che giungono in maniera spontanea, difficili da rintracciare uno per uno.
Google ha voluto venire incontro a quanti si sono visti penalizzati allestendo un form per richiedere la revisione del sito e la rimozione della penalizzazione e uno, presente nel Google Web Master Tool, per segnalare i siti spam.
Link:
http://www.sphitalia.com/
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