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"Gusto Italiano " nasce a Sumy (Ucraina) da un progetto del neo imprenditore torinese Andrea Busso

February 22 2019
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E' cosa fatta: a Sumy (Ucraina) il giovane neo imprenditore Andrea Busso, classe 84, ha fondato " Итальянскии вкус Gusto Italiano ". un progetto che profuma d'Italia e che offrirà lavoro anche a diversi collaboratori commerciali ucraini.

"Si fa a gara: tra le eccellenze italiane, le eccellenze italiane nel mondo, marchi d' eccellenza, classifiche del Made in Italy, serate di gala per celebrare i prodotti più conosciuti e venduti al mondo, marchi di garanzia regionali, nuovi loghi... accompagnati dalla sicurezza della nostra bandiera dai tre colori, le strisce verdi bianche e rosse...sarà che questa globalizzazione aumenta la necessità di dare identificazione, marchio di provenienza del prodotto italiano, ma all'estero c'è desiderio di comprare Made in Italy.

Questo è il pensiero che ha sviluppato il progetto: " Итальянскии вкус Gusto Italiano " del neo imprenditore Andrea Busso, sommelier professionista classe 84. torinese, nato a Pinerolo che a Sumy (Ucraina) ha aperto la nuova società di export del Made in Italy. Un progetto che offrirà lavoro anche a diversi collaboratori commerciali ucraini.

"C'è fame d'Italia nel mondo, un punto di forza sul quale il sistema Italia deve puntare. Credo fermamente che esportare prodotti Made in Italy, possa essere una carta vincente a nostro favore. Produrrebbe lavoro, magari limitando la fuga dei giovani, che vanno all'estero, anche a fare lavori comuni." continua convinto Andrea.

Con radici di parte materna anche nella provincia Granda, in Vallèe d'Aosta e nel Verbano (famiglia antica e nobile con tanto di blasone gentilizio), ha vissuto l'adolescenza tra passioni sportive, tra allenamenti e partite di Basket, diventando poi allenatore di una nota squadra femminile di Torino, mentre di tanto in tanto si dedicava all'arbitraggio.

Le sue passioni: la bici da corsa, la mountain bike, la pesca di lago, la montagna, la filatelia e numismatica (adora partecipare alle aste), appassionato di storia (la sua famiglia ha meriti di guerra e medaglie) e di politica (a 21 anni s'è candidato alle amministrative in una Circoscrizione della città di Torino), ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio.

Adora le lingue e parla francese, inglese, mastica il portoghese e il rumeno ed ora anche il russo e l'ucraino.

"La nostra generazione sta vivendo una grande trasformazione. Siamo di nuovo nelle condizioni dei nostri bisnonni che andavano in America a cercar fortuna. Bisogna reinventarsi, non si può più ragionare come anni fa, pensando ad avere il medesimo lavoro per tutta la vita. Occorre studiare, formarsi continuamente e saper mettersi in gioco. Di dieci miei cari amici dei tempi delle scuole, con cui sono tutt'ora in relazione, non uno è rimasto in Italia. Ed è proprio in questi spostamenti, con l'estero che ci si rende conto di quanto il Made in Italy sia amato. Quanto il settore agroalimentare, vitivinicolo sia ricercato.".

Andrea, con un curriculum piuttosto consistente (compresa un' inevitabile ed utile esperienza in due noti call center), è stato iscritto all'albo di agente immobiliare e poi di commercio, ha ottenuto l' attestato professionale di Croupier nel 2011, il diploma Professionale di Sommelier Fisar nel 2013, ha firmato anche la guida gastronomica "Tam tam tra i fornelli" edizioni Aquolinae, ideato una parte del magazine "Luxury food and job", entrando in "Aquolinae Restaurant Drink & Lab" nel 2012 ad Aosta e poi nel 2015 sul lago di Garda, indirizzandosi principalmente sul settore beverage ed aprendo collaborazioni con tantissime aziende vitivinicole e agroalimentari italiane.

"Quello che più aiuta è conoscere i gusti dei popoli dell' Est, ciò che amano dell'Italia,quello che conoscono dei nostri mercati. Ci sono prodotti che ancora non arrivano nelle piccole città, ci sono ristoranti con imprinting italiano che, invece, per nulla, nomi a parte, riflettono il Made in Italy... in questa direzione si può lavorare. L'Italia è un grande paese e questo dobbiamo esportare. Questo è il mio impegno per i prossimi anni."

Un progetto ambizioso, sicuramente non facile, "ma se faremo rete insieme ai produttori, il mercato che andiamo ad esplorare e "contaminare" sarà più semplice. Serve fare rete, scommettendo su se stessi, senza attendere che la fortuna cada dal cielo. L'Italia è un grande prodotto, ne sono consapevoli gl'imprenditori, che uscendo dal proprio orticello, vanno a seminare all'estero".

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