SALUTE e MEDICINA

I danni dell'efedrina per dimagrire.

April 9 2018
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L'efedrina è una sostanza usata per dimagrire ma con pesanti effetti collaterali tanto da essere stata sospesa, dal mercato italiano, per un periodo. Vale la pena rischiare la vita per dimagrire qualche chilo?

Cosa è l'efedrina.

L'efedrina è un alcaloide presente nelle piante del genere Ephedra, un genere di arbusto sempreverde, originario dell'Asia Centrale e della Mongolia, oggi ampiamente diffuso all'interno di tutte quelle regioni contraddistinte da climi caldi o temperati. La struttura di questo composto chimico di origine naturale non si discosta più di tanto da quelle delle amfetamine.

L'Ephedra è stata utilizzata principalmente in Cina e in India per oltre 5.000 anni con l'intento di curare malattie come raffreddore, influenza, mal di testa, asma e congestione nasale.
Crebbe di fama per via della sua larga diffusione nel mondo del fitness intorno all'inizio degli Anni '90. In particolar modo, negli Stati Uniti d'America veniva pubblicizzata a fini dimagranti e messa in commercio come integratore alimentare. Tuttavia, a seguito di diversi decessi, provocati da un abuso incosciente da parte degli utilizzatori, l'efedrina venne di fatto bandita dalla FDA (Food and Drug Administration).

L'efedrina è assai diffusa, specie in ambito sportivo e nelle palestre, per via del suo effetto stimolante, specie da chi intende recuperare la condizione migliore, smaltendo in modo rapido i chili in eccesso. L'efedrina, infatti, va ad attaccare la massa grassa e per questo motivo, è tuttora presente in varie formulazioni per la perdita del peso e per il trattamento dell'obesità. Quando si parla di formulazioni si intendono farmaci prescritti da specialisti e assunti dai pazienti sotto stretto controllo medico.
L'efedrina è in grado di velocizzare il metabolismo, andando a stimolare la secrezione di catecolamine, sostanze che aumentano il battito cardiaco e la pressione sanguigna e al tempo stesso la reattività del sistema nervoso. Si perde peso, perché l'efedrina inibisce l'appetito, dando, proprio come fanno gli anoressizzanti, uno stato di sazietà. Non è possibile quantificare quanti chili in eccesso si possono perdere a seguito dell'assunzione di farmaci contenenti efedrina, in quanto vi sono parametri prettamente individuali, come sesso, età, stile di vita, stato di salute e abitudine all'esercizio fisico. Recenti ricerche, però, confermano che una dose di efedrina compresa fra i 20-50 mg, assunta quotidianamente per tre volte, agevola la perdita di grasso corporeo ma come è stato già detto per utilizzare un farmaco dimagrante contenente efedrina bisogna essere sotto controllo medico.

L'assunzione di efedrina può provocare danni, come insonnia, allucinazioni, nervosismo e in alcuni casi una situazione di psicosi.
Tra gli ulteriori danni dell'efedrina citiamo l'induzione alla dipendenza, le maggiori probabilità di andare incontro a infarto o ad ictus, complicanza cardiovascolare, l'aumento della pressione sanguigna, tachicardia, aritmia, nausea, irritabilità, vomito, diarrea, irrequietezza, vertigini, mal di testa, irritazione dello stomaco, difficoltà ad urinare, eruzioni cutanee, orticarie e tremore.
Si sconsiglia il consumo di efedrina a ridosso delle ore notturne, per il semplice fatto che la qualità del sonno finirebbe inevitabilmente per risentirne.

Efedrina: Status giuridico in Italia

Il 2 dicembre del 2015, il ministero della Salute Italiana attraverso un decreto dell'allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva di fatto messo al bando l'efedrina, proibendo la vendita. In riferimento a questa decisione, aveva avuto un'importante peso specifico il resoconto dell'AIFA. Nel verbale della commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia Italiana del Farmaco, infatti, si attribuivano al farmaco, tutta una serie di sospette reazioni avverse e di ragionevoli motivazioni di eventuali effetti nocivi sulla salute pubblica sia nel breve sia nel lungo periodo. Venivano di fatto vietate sia la prescrizione che la vendita e l'allestimento di preparazioni a base dei vari principi attivi, come fenilpropanolamina/norefedrina, pseudoefedrina, e di "cocktail" di sostanze usate a scopi dimagranti, come furosemide, topiramato, clorazepato, triac, metformina, fluoxetina e bupropione.
Ciò ha significato che i medici non potevano più prescrivere preparazioni magistrali contenenti efedrina e i farmacisti, di conseguenza, non potevano più eseguirle.

Annullamento del decreto ministeriale del 2 dicembre 2015 da parte del TAR del Lazio
Tuttavia, il 10 gennaio 2017, il Tribunale Amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso della Galenic Scientific Association contro il decreto emanato dal ministero della Salute, annullando di fatto il divieto per le preparazioni a base di efedrina. Difetto di istruttoria e di motivazione. In questo modo, il TAR del Lazio spiegava perché la riammissione l'efedrina.

Ma partiamo con ordine. Medici chirurghi operanti con preparazioni galeniche a base di efedrina, nel ramo delle patologie metaboliche, avevano presentato ricorso contro questo provvedimento del Ministero della Salute e della Sanità, in quanto, secondo il loro punto di vista, si rifaceva al resoconto della Commissione Tecnico Scientifica dell'Agenzia Italiana del Farmaco dell'11-12-13 novembre 2015 che ruotava tutto attorno a tre schede di sospetta reazione allergica da cui venivano fuori per via induttiva dei sospetti che si trattasse di preparazioni galeniche adottate nell'ottica della perdita rapida di peso. Sempre questi medici constatavano come il principio attivo efedrina fosse ampiamente diffuso sul mercato e in farmacopea da diversi anni e che non vi fossero state obiezioni nell'ottica della sicurezza.

I giudici amministrativi sottolineavano come dal resoconto della seduta della Commissione Tecnico Scientifica dell’AIFA, svoltasi tra l'11 e il 13 novembre del 2015, l’indagine sul principio attivo efedrina, adottato in combinazione con caffeina, ormoni tiroidei e sostanze naturali volti a curare farmacologicamente il sovrappeso, partiva da una denuncia datata 28 ottobre del 2015: una prescrizione di una preparazione a base di efedrina aveva portato una ragazza di 35 anni al collasso cardiocircolatorio, edema polmonare e segni di infarto al miocardio. L'istruttoria, però, si rifaceva solo alle schede da cui si supponeva che si trattasse di preparazioni galeniche magistrali impiegate a scopo dimagrante. L'anomalia risiedeva nel fatto che il responsabile di farmacovigilanza non esprimeva in maniera sempre chiara l'uso a fini dimagranti e delle sostanze tramite preparazione galenica.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio metteva in evidenza che la valutazione della Commissione Tecnico Scientifica dell'AIFA verteva tutta attorno ad ipotesi, sprovviste di un punto di vista scientifico in riferimento ai possibili rischi per la salute.

L'efedrina non è la soluzione migliore per dimagrire. Ecco perché!

Trattandosi comunque di una sostanza stimolante facente parte della categoria dei farmaci simpatomimetici, l'efedrina non costituisce di sicuro la soluzione migliore per dimagrire. Palesandosi impropria e altamente pericolosa, l'assunzione di prodotti a base di efedrina a scopo dimagrante è altamente sconsigliata.
Dobbiamo farcene una ragione. Se intendiamo smaltire i chili in eccesso, ci sono soluzioni migliori dell’efedrina come ad esempio una dieta sana ed equilibrata da abbinare ad un costante esercizio fisico.



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