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I meridionalisti a confronto

May 1 /2011
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Si è svolta a Catania una conferenza stampa per illustrare il posizionamento politico dei meridionalisti e le ragioni di un impegno politico fuori dal vecchio sistema dei partiti.

Si è svolta l’1 Maggio 2011 al Katane Palace Hotel, una conferenza stampa a cui hanno prese parte movimenti, associazioni e gruppi di ispirazione meridionalista. Al tavolo dei relatori Erasmo Vecchio, già co-fondatore di NOI SICILIANI, prima , e del PARTITO DEL SUD, dopo, Alessandro Tornello, già coordinatore regionale del PARTITO DEL SUD e componente del direttivo nazionale della LEGA SUD e Gianfranco Vestuto, coordinatore nazionale della LEGA SUD. Erasmo Vecchio ha illustrato il posizionamento politico dei movimenti meridionalisti che, per loro natura, devo essere fermi antagonisti dei partiti perché devono combattere il vecchio sistema dei partiti, che ha reso il Sud colonia, e non esserne parte. L’obiettivo comune deve essere, pertanto, di dare vita ad un unico grande movimento sociale meridionale che si batta per fare del Sud uno STATO REGIONE le cui potenzialità statutarie trovino ragione di esistenza all’interno di una RIFORMA CONFEDERALISTA dello Stato nazionale. I movimenti meridionalisti devono finirla di scimmiottare i vecchi partiti per ottenere miserevoli prebende personali ma devono prendere consapevolezza del proprio ruolo. In tale contesto un plauso Erasmo Vecchio ha inviato al grande organismo unitario meridionale “GRANDE SUD” del fratello pugliese Peppe Quaranta mentre una tiratina d’orecchie va data al Partito del Sud di Antonio Ciano che oggi si comporta come Nicodemo il quale percepiva le potenzialità di Cristo ma, vergognandosi di stare con lui, solidarizzava anche con i farisei.Per Erasmo Vecchio due delle azioni politiche più importanti sono la battaglia contro la riforma federalista, imposta al paese da Bossi e Calderoli, e la battaglia per abolire una legge elettorale ignobile, che conduce ad un Parlamento rappresentativo delle segreterie di partito e non della popolazione. Per Alessandro Tornello si deve, qui ed ora, dare vita ad una costituente meridionalista che conduca ad un movimento meridionale unitario capace di intercettare il malessere diffuso della popolazione meridionale e fare di ciò il motore del cambiamento. Per Gianfranco Vestuto, il proliferare di sigle quali “Io Sud”, “Forza del Sud”, “Noi Sud” ecc. dimostra che c’è un grande spazio politico (una recente indagine dimostra che il 40% della popolazione non si riconosce nei partiti presente al parlamento nazionale ) che, però, non deve essere occupato dai vecchi mestieranti della politica, ma da una nuova classe politica dirigente fatta di gente comune che ha preso coscienza di ciò che diceva Alcide De Gasperi: “la politica la si fa o la si subisce” ma che, farla diventa un impegno per la rinascita identitaria, culturale, sociale ed economica del Sud, oggi e per le future generazioni.

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