ECONOMIA e FINANZA

ICIM ottiene l’accreditamento per la certificazione nazionale di bioliquidi e biocarburanti

June 13 /2012
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Certificazione obbligatoria in Italia entro agosto per i produttori che intendono accedere al sistema degli incentivi. L’Italia al quarto posto in Europa per la produzione di biocombustibili.

ICIM, ente di certificazione indipendente, è stato accreditato da ACCREDIA con il suo schema proprietario ICIM RED* IT per il rilascio della certificazione dei biocarburanti e bioliquidi secondo il Sistema Nazionale di Certificazione, definito dal Decreto 23 gennaio 2012 del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e con quello delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

Il Decreto stabilisce che i produttori di biodiesel e bioliquidi, utilizzati per il trasporto e per la produzione di energia elettrica e termica, debbano ottenere entro il prossimo mese di agosto la certificazione che attesti il rispetto dei criteri di sostenibilità e tracciabilità del processo produttivo e di bilancio di massa, consentendo di verificare la correttezza della composizione e l’effettiva riduzione di CO2. La certificazione, obbligatoria per avere accesso al sistema degli incentivi di prossima definizione, deve essere rilasciata da un Organismo di terza parte qualificato da ACCREDIA, ente unico di accreditamento nazionale. ICIM è l’unico Organismo italiano titolato al rilascio di tale certificazione.

Lo schema ICIM RED, sviluppato da un gruppo di lavoro ICIM in armonia con i principi della Direttiva europea 28/2009, è già stato presentato a Bruxelles ed è in attesa di riconoscimento da parte della Commissione Europea.
In attesa della qualifica europea, ICIM ha recentemente firmato un agreement con ISCC - International Sustainability & Carbon Certification, uno dei primi schemi europei qualificati, ed è diventato Cooperating Certification Body per lo schema ISCC sui bioliquidi e biocarburanti. Questo gli consente di poter certificare la conformità sia ai requisiti stabiliti per il mercato italiano che per quello europeo, condizione necessaria per effettuare esportazioni fuori dai confini nazionali: ciò assume particolare importanza se si pensa che l’Italia è al quarto posto in Europa per la produzione di biocombustibili, con una capacità produttiva di oltre 2 milioni di tonnellate all’anno e un volume d’affari complessivo di circa 2 miliardi di euro (fonte: Unione Produttori Biocarburanti, dati 2011).

Quello della certificazione per i biodiesel e biocombustibili liquidi è dunque un ambito che vede ICIM impegnato e attivo da due anni: già nel 2010, grazie al suo schema, aveva rilasciato le prime certificazioni in Italia ad aziende produttrici di biodiesel sostenibile ottenuto da oli vegetali usati. I biocarburanti rappresentano, d’altronde, un settore strategico per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile emersi a Kyoto – il famoso “20-20-20” a cui tendono tutte le più recenti disposizioni legislative - e che proprio per questo richiede una regolamentazione certa che premi i comportamenti virtuosi da parte delle aziende produttrici e garantisca, anche ai consumatori finali, informazioni chiare sugli effettivi benefici dell’uso di biocombustibili per la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera.

Vista l’imminente scadenza del prossimo agosto, ICIM ha attivato una mail dedicata a disposizione di tutte le aziende interessate alla certificazione delle filiere dei bioliquidi e biocarburanti che volessero maggiori informazioni o dei produttori che volessero presentare la domanda di certificazione: prodotto-energia@icim.it

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