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Il Creative Drama e la Relazione

January 25 2014
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L'Atelier DramaticaMente Teatro è alla ottava edizione dei suoi corsi di Creative Drama a Roma e Milano. Laboratori teatrali ed insieme esperienze di crescita singolari.

Riferendoci all'essere cosciente, essa è funzionale al processo di individuazione del soggetto, che si misura e si conosce e ri-conosce attraverso la distanza, la differenza e la comunanza dall'altro. Così che, nell'incontro con gli altri, siamo sempre qualcuno con qualcosa in più o qualcuno con qualcosa in meno. Qualcuno che tende a dominare o piuttosto ad essere dominato. Ma trovandoci nell'ambito appunto della coscienza e non unicamente in quello dei segnali rituali funzionali all'evoluzione della specie, è molto frequente che ci creda al comando di qualcosa o qualcuno e solo più tardi si scopra che dentro a noi non era rimasto alcuno: comandanti senza esercito! L'esercizio del potere, attraverso tutte le forme conosciute, fisico, sessuale, intellettivo, affettivo, dialettico, economico, diviene sovente servo di costellazioni complessuali, di sentimenti inespressi, di esibizione narcisistica. Nel gioco della realtà, in cui tutto avviene per davvero, il ricorso alla "bugia" verso l'altro o verso se stessi, fa parte della comunicazione sociale usuale. Mentre la rimozione e la negazione la fanno alla grande nel campo delle nevrosi culturali e personali.
Cosa avviene nel teatro? Il gioco della "finzione" non permette bugiardi in questo luogo privilegiato! Fingere di fingere schiaccerebbe il teatro, il palco, l'attore, lo spettatore, sulla lastra bidimensionale della realtà, facendolo diventare fotografia della storia comune. Perché il "teatro" si realizzi nella sua tridimensionalità, fatta di copione-interprete/compagnia-personaggio, esige la pratica dell'autenticità, l'esercizio di un'etica specifica (quella dell'artista), di una disciplina senza sconti. Allora, promette alla relazione rappresentata di diventare un volo di gabbiano, di poter sfruttare le correnti ascensionali, colludere con la gravità ed esprimere tutta la forza di un io coeso e responsabile. Permette, quindi, il dono dello "spettacolo".
E' sempre questo l'augurio che faccio ai miei allievi-attori, quando si avvicinano ad un percorso attoriale o in prossimità di una piece: quello dello stupore proprio delle nascite, quando la scena prende forma e vi si vive dentro, abitando il sogno, potendolo, insieme, dirigere.
Noi che lo pratichiamo amatorialmnete, professionalmente, facciamo costanti auguri a questo speciale comparto dell'esperienza umana, che riesce a dipingerla con la tavolozza dell'intelligenza, dell'affettività e della disciplina, Ma, prima ancora, è proprio esso a fare gli auguri alla realtà, costantemente, mentre la celebra rappresentandola e così dimostrando che se si può inventare un'azione importante su un palco, dobbiamo permettere alla vita di di realizzarla nella realtà.





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Flavia Pitorri
Resp. Ufficio Stampa - Dr. Ermanno Gioacchini
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