SALUTE e MEDICINA

Il futuro della digital health? Far muovere i dati e mettere al centro la relazione

March 4 2021
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La salute del futuro sarà sempre più digitale, ma non per questo meno umana.

La pandemia ha messo in primo piano il ruolo che le tecnologie digitali possono avere nel facilitare assistenza, visite e cure a distanza. Ma ci ha anche ricordato che la comunicazione, in primis quella tra medico e paziente, per essere efficace necessita di partecipazione, empatia, fiducia. Smartphone e dispositivi non sostituiranno il medico ma saranno un prezioso alleato per ripensare i servizi della salute in modo che siano centrati sui bisogni reali dei pazienti. La trasformazione digitale, accelerata in questo ultimo anno sotto la spinta dal Covid, ha coinvolto i professionisti sanitari anche sotto il profilo dell’aggiornamento scientifico, mettendo l’industria farmaceutica di fronte alla necessità di adeguare le modalità di interazione con i medici impegnati sul campo per continuare a dare loro il massimo supporto.

Di questi temi si è discusso oggi al live talk “Neo Digital Convention. I nuovi scenari della comunicazione medico-scientifica”, organizzato da Formiche e Neopharmed Gentili per promuovere un confronto sulle sfide e le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale in atto nel mondo della salute, alla presenza di rappresentanti politico-istituzionali, imprese e terzo settore. Evocato nel titolo e presentato all’evento è il progetto “Neo Digital Convention”, la maratona digitale organizzata da Neopharmed Gentili che per 30 giorni, attraverso setting virtuali interattivi, offrirà a oltre 70mila medici informazione e aggiornamento scientifico di qualità nelle aree terapeutiche in cui è impegnata l’azienda.

“La pandemia ha messo in luce le enormi potenzialità del digitale. Il nostro Paese, tuttavia, soffre un gap normativo che impedisce un’adozione specifica, strutturale e coordinata degli strumenti della telemedicina - commenta Lisa Noja, componente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati e membro dell'Intergruppo Innovazione. In tal senso, è necessario che Governo e Parlamento predispongano una serie di misure, utilizzando le risorse messe a disposizione dall’Europa per Next Generation EU, per ridisegnare la sanità del futuro con interventi integrati tra loro che definiscano un quadro normativo chiaro e uniforme”.

“Tra gli insegnamenti che vengono dalla crisi che stiamo attraversando vi è senz’altro la necessità di accelerare la costruzione della sanità digitale in Italia - afferma Andrea Mandelli, componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e presidente FOFI. Se anche nella fase di lockdown non si è interrotta l’assistenza farmaceutica, per esempio, lo si deve al fatto che, grazie all’impegno dei farmacisti, è stato possibile implementare immediatamente la dematerializzazione della ricetta e ridurre quindi le necessità di spostamento dei pazienti e dei caregiver”.

La pandemia - sottolineano gli esperti – può offrire un’occasione straordinaria per dare un’ulteriore spinta al processo di digitalizzazione, a partire dal potenziamento dei servizi di telemedicina, monitoraggio da remoto e assistenza domiciliare.

“La pandemia ha accelerato dei processi molto importanti che la Regione Lazio aveva già messo in campo: dalla telemedicina alla teleassistenza, alla digitalizzazione della maggior parte dei processi sanitari - spiega Giulio Notturni, Consulente Comunicazione e Relazioni esterne, Assessore alla Sanità, Regione Lazio. La sanità del futuro passa per la messa al centro della persona e non più degli ospedali, quindi una sanità territoriale digitale, costruita intorno ai bisogni dei cittadini”.

Bisognerà, inoltre, interconnettere le strutture sanitarie e saper sfruttare la grande mole di dati disponibili per interventi sanitari sempre più personalizzati sulle condizioni del singolo paziente e per una maggiore efficienza del sistema nel suo complesso. Affinché ciò si realizzi, sono necessari investimenti adeguati e la promozione di partnership pubblico-privato.

Secondo Fabrizio Landi, Presidente Fondazione Toscana Life Sciences, "La circolazione endemica del Covid e soprattutto nelle sue attuali e future varianti, con cui dovremo convivere per molti anni se non decenni, imporrà un continuo monitoraggio su scala globale dello status del virus e dello stato di immunità della popolazione: solo con un sistema innovativo di gestione basato su A.I., analytics e big data potremo maneggiare questi dati, impostando una gestione efficace e che sia compatibile con una nuova normalità della nostra vita sociale ed economica".

“La pandemia Covid-19 sta davvero trasformando, in tutti i sensi, la nostra società e il nostro modo di vivere quotidiano - spiega Paolo Colli Franzone, Presidente Istituto per il Management dell’Innovazione in Sanità. Ciò che ormai chiamiamo ‘new normal’ non ci è del tutto chiaro, ma è evidente che il digitale giocherà un ruolo assolutamente centrale, anche in ambito sanitario. Ci aspettano sfide importanti, ed è per questo che occorre confrontarsi fra stakeholder per disegnare insieme il futuro della sanità”.

“La Digital Health vuol dire mettere al centro la relazione e restituire il valore dei dati ai cittadini. Dobbiamo aprire i dati e la conoscenza a vantaggio di tutti, per una salute nuova, globale e inclusiva”, dice Felicia Pelagalli, Fondatrice e CEO di Culture.

“Da imprenditore ma anche da cittadino auspico che la digitalizzazione diventi veicolo non soltanto per soddisfare al meglio i bisogni dei pazienti ma anche per affermare i più alti standard di sostenibilità nella governance aziendale. La credibilità del comparto passa anche per una gestione di best practice dei processi aziendali più sensibili, tra i quali rientrano certamente quelli relativi alla supply chain”, spiega Alessandro Renna, Fondatore e CEO di 4cLegal.

Durante l’emergenza, il settore farmaceutico ha dato un forte impulso al processo di digitalizzazione, sia per migliorare i processi di presa in carico e cura dei pazienti, sia per soddisfare i nuovi bisogni di informazione e aggiornamento dei professionisti sanitari. Non secondario è anche il ruolo della digitalizzazione nella realizzazione di una governance interna degli operatori del comparto che possa definirsi trasparente e “sostenibile”.

“Neo Digital Convention risponde alla volontà di adempiere fino in fondo alla nostra mission di fornire il più elevato supporto scientifico alla classe medica - spiega Daniela Rossi, Condirettore generale di Neopharmed Gentili. La rivoluzione digitale è un processo che ci vede coinvolti, insieme a tutti gli altri attori del Sistema, per ridisegnare le modalità di fruizione della salute e dell’informazione sui temi della salute. Siamo tuttavia consapevoli che le tecnologie dovranno affiancare ma non potranno mai sostituire la relazione, sia essa fra professionisti o tra professionisti e pazienti”.

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Mariella Belloni
Vicecaporedattore - Marketing Journal
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