EDITORIA

Il giornalista che gioca a carte col Destino

April 14 2015
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Parietti fa rivivere De André nei personaggi di un’opera letteraria

«La vita, solo raramente va come vorremmo,
e forse anche…
come in cuor suo spererebbe il lettore.»


Rapsodia Edizioni presenta al pubblico l’opera “Se non sono gigli”,
estratti di vita reale romanzata con maestria.

Il libro di Duilio Parietti si insinua nel cuore del lettore percorrendo un linguaggio musicale e lo fa con estrema delicatezza, fa quasi l’effetto di una fotografia: sceglie, infatti, di mostrarci dei brevi versi tratti da opere autorali di grandi autori come Fabrizio De André o Rino Gaetano e altri, a inizio capitolo, d’apertura, quindi, alla storia che si accinge a narrare. Quello che però il lettore non sa, nel momento in cui comincia a scrutare in quell’esistenza raccontata a piccole dosi – e leggendone vedrete come – è che quei versi, quella musica, quell’eterea poesia, accompagna il senso di ogni percorso che l’autore traccia per i diversi personaggi che si contraddistiguono all’interno dell’opera. Come recita la sinossi, abbiamo qui tre vite, tre esistenze che si sfiorano appena. Basterebbe poco al destino per farle incrociare e sparigliare le carte: Isabella, che per un crudele gioco del destino sdoppia letteralmente la sua personalità; Bruno, legato morbosamente a un amore, si aggrappa ai sogni del passato, divenuti penose e amare utopie, e Torquato, violentato nel suo io creativo, obbligato a un’esistenza ripetitiva e abbrutente. Tre personaggi che sembrano figli delle canzoni di De André, viaggiano su binari paralleli, ognuno in cerca della propria salvezza.

Tre personaggi che, seppur diversi tra loro, infine non si rivelano esserlo poi tanto, se si pensa a cosa li lega insieme: l’aver perso, il sentirsi giunti sulla linea di demarcazione dell’orizzonte degli eventi, l’essere stati vinti dalla vita stessa. Frammenti di vita, come specchi di vita sono quelli di cui canta proprio De André nella canzone La città vecchia della quale un verso dà il titolo quest’opera. Quest’accostamento è delicato quanto importante, nell’impronta lasciata nel testo, che il lettore, se bravo “ascoltatore”, saprà cogliere: il poeta, infatti, delineava fatti e vissuti reali che potevano dirsi incoerenti con le volontà di chi ne era protagonista: egli credeva che virtù e errore potessero coesistere perché difficili da riconoscere poiché, talvolta, vi è meno colpa nello sbaglio che si compie quanta minore grazia nell’integrità morale tanto ostentata. È questo che vuole mettere in luce Parietti: si può davvero giudicare qualcuno o i suoi comportamenti osservandone solo l’eco? Ciò, ovvero, che risuona in battuta finale, e di cui ignoriamo spesso, se non sempre, l’origine? Questo testo metterà a dura prova il lettore, ci spiegherà Parietti più avanti: lo spingerà a chiedersi se non sia troppo duro, talvolta, nel considerare i fatti e le persone.

Ma conosciamolo meglio, l’autore di Se non sono gigli: Duilio Parietti nasce a Luino, in provincia di Varese, nel 1958. A diciotto anni viene colpito dal “virus” della radio, che diventerà prima il suo principale hobby e, ben presto, anche la sua maggiore attività professionale. Dal 1999 vive in Canton Ticino dove è direttore artistico di Radio Fiume Ticino, speaker pubblicitario professionista per campagne radiotelevisive e giornalista iscritto al registro professionale svizzero. Da sempre appassionato di lettura e scrittura, nel 2013 pubblica il suo primo romanzo “Il sindaco con due mogli” (Albus Edizioni), racconto di una storia vera. Sempre nel 2013 riceve una segnalazione, con diploma di merito, nel concorso letterario “Mirella Ardy di Sestri Levante”, con il racconto “Il muro”.
«‘Se non sono gigli’, come tutto quello che scrivo, nasce da storie vere. – È ciò che risponde alla nostra curiosità in merito alla nascita di questo progetto – Perlopiù mi sono ispirato a persone che ho conosciuto direttamente e che mi hanno emozionato con la storia delle loro vite. Da qui l’esigenza di raccontarle ad altri. Per l’appunto, i tre protagonisti sono reali, così come sono reali i loro sentimenti e le loro emozioni. Ovviamente c’è l’aspetto romanzesco che lega il tutto.»

E alla domanda su quale opera o autore abbia ispirato le sue idee in scrittura durante questo percorso di stesura risponde che ciò che gli viene chiesto solitamente è, piuttosto, indirizzato a capire come faccia a inventare le storie che scrive. Ecco cosa risponde ai suoi lettori: «Rispondo sempre che di inventato c’è ben poco. Basta guardarsi in giro. Ogni persona ha dentro di sé un romanzo… basta sapere ascoltare…»
Parietti, però, parla come chi abbia già saggiato le curiosità del pubblico lettore e, sapendo che “Se non sono gigli” non è la sua prima opera edita, gli chiediamo di approfondire e soddisfare questa piccola curiosità: «Ho sempre avuto la passione di scrivere, ma il primo romanzo ‘dato in pasto ai lettori’ è uscito un anno e mezzo fa. Si intitola ‘Il sindaco con due mogli’ ed è la storia di un ‘triangolo amoroso’ in cui indago sull’intreccio dei sentimenti tra i protagonisti, con un finale davvero insolito che… mi ha insegnato molto (che è poi quello che mi auguro sia passato ai lettori).»

Possiamo quindi considerarlo un autore emergente nel panorama della letteratura contemporanea a tutti gli effetti. Conosciamolo meglio anche dal punto di vista dello stile che accompagna i suoi momenti di scrittura: per esplorare appunto l’aspetto stilistico-narrativo dell’opera, dopo averne evidenziato il cuore, chiediamo all’autore quali sono le caratteristiche per cui il lettore, dal suo punto di vista, dovrebbe restarne affascinato. Quali, gli elementi cui ha dato maggiore rilevanza durante la stesura: «‘Se non sono gigli’ racconta le storie di tre personaggi: Isabella, Bruno e Torquato. I tre sono delle vittime della vita, sono in qualche modo degli emarginati, dei vinti. Amo definirli tre personaggi alla De André. Non a caso il titolo si rifà a uno dei più bei testi del maestro. De André ha sempre amato rivolgere la sua attenzione a figure al ‘margine della società’. Così è per i miei tre protagonisti. Isabella è vittima di un crudele destino che la costringe a una vera e propria doppia vita. Bruno è morbosamente prigioniero dei suoi ricordi. Torquato, castrato nel suo lato creativo, è costretto a un lavoro ripetitivo e abbrutente. Ognuno di loro cercherà, a suo modo, una forma di resurrezione. Qualcuno ci riuscirà, qualcun altro scivolerà invece sempre più nell’abisso… Le tre figure si sfiorano appena. ‘Basterebbe poco al destino per farli incrociare e sparigliare le carte’, è scritto nella sinossi. Purtroppo la vita, solo raramente va come vorremmo, e forse anche… come in cuor suo spererebbe il lettore. Ho cercato di dare risalto all’aspetto emotivo, ai ‘gomitoli’ di emozioni, ricordi, paure e sensi di colpa, che si intrecciano nell’animo dei tre protagonisti.»

Andiamo ora alla questione “pubblicazione”. L’autore ci svela il messaggio che intende trasmettere entrando in relazione con il lettore, ora che il libro è a sua disposizione: «Da quando ho imparato ad ascoltare (e non a sentire!), le storie delle persone che ispirano i miei romanzi e le metabolizzo, credo di essere diventato un uomo migliore. Ho imparato a non giudicare gli altri dai loro comportamenti e da quello che lasciano trasparire superficialmente. Raramente, molto raramente, sappiamo in realtà il mondo e le storie personali che hanno dietro. Oggi sono molto più tollerante di un tempo. Se riuscissi con quanto scrivo a far passare questo messaggio, allora avrei raggiunto il mio obiettivo.

È un libro che porta a riflettere. Formuliamo una serie di considerazioni, insieme all’autore, per far sì che il lettore possa sentirsi parte della scelta pensata per lui.

«La ricerca di un editore ‘pulito’ oggi è molto difficile. – Parietti risponde alla nostra domanda sul rapporto con la casa editrice che ha deciso di investire su questo progetto – Per gli autori non famosi è facile imbattersi in situazioni poco limpide. ‘Editori’ che ti illudono che il tuo libro venga distribuito in tutte le librerie sono molto comuni, ma alla fine ti costringono ad acquistare un certo numero di copie e tutto si limita a questo. Sin dal mio primo romanzo ho rifiutato di cadere in questa rete. Ho mandato il manoscritto ad alcune case editrici ‘free’, e la prima che ha creduto nel mio progetto è stata Miriagono, che con il marchio Rapsodia mi ha pubblicato.
Al momento dell’intervista la promozione è solo all’inizio, ma devo dire che sono molto soddisfatto. Ho trovato persone serie, oneste, professionali e innamorate del proprio lavoro. Credo che le premesse per fare un ottimo lavoro ci siano tutte.»

Quali saranno i prossimi impegni in relazione alla promozione del libro, o quali gli obiettivi ora prefissati? «Sicuramente la parte che più mi piace e mi diverte è quella legata alle presentazioni. È sempre emozionante parlare del proprio lavoro e rispondere alle domande del pubblico, anche se a volte bisogna essere un poco dei ‘prestigiatori’, rispondendo ma facendo ben attenzione a non dare troppi indizi sul finale del romanzo. Avendo già un libro alle spalle, parto con uno ‘zoccolo duro’ di situazioni in cui l’ho presentato. Naturalmente con ‘Se non sono gigli’ conto di espanderlo ulteriormente. Da sempre, anche per motivi professionali, sono appassionato di musica. Non a caso gli incipit di ogni capitolo sono frasi di canzoni famose. Un piccolo obiettivo è di organizzare delle presentazioni, possibilmente in contesti particolari, dove sia protagonista anche la musica, con l’esecuzione dal vivo di alcuni stralci dei brani citati. Già con il precedente romanzo avevo fatto, con un caro amico musicista, un paio di esperimenti in tal senso. Ora l’idea è un po’ cresciuta ma… oltre non vado per motivi di scaramanzia.»

A questo punto chiediamo all’autore di rivolgersi a un potenziale lettore di “Se non sono gigli”, spiegando la sua idea sul risultato dell’opera tra le mani del pubblico. Perché sceglierlo? «Senza voler peccare di presunzione penso di aver riportato sulla carta quello che avevo dentro, che è poi ciò che i protagonisti reali mi hanno trasmesso. Credo che il mio romanzo sia in qualche modo ‘originale’. Pur parlando di argomenti a tratti ‘duri’, ho cercato di renderlo comunque leggero e fruibile a tutti.

Perché sceglierlo? Perché dopo la lettura di ‘Se non sono gigli’, il lettore scoprirà di essere un po’ più… tollerante.»


Se non sono gigli
è già disponibile su tutti gli store digitali: Amazon, Feltrinelli, InMondadori e store minori e sul sito dell’editore. Sarà anche presente presso le librerie. Per qualsiasi informazione sul libro potrete visitare il sito www.rapsodiaedizioni.com (alcune parti del sito attualmente in costruzione) in cui troverete il catalogo della casa editrice e tutti i dettagli sulle opere e gli autori. E nelle libreie, in Italia e Svizzera.



Licenza di distribuzione:
Roberta Volpi
Responsabile Ufficio Stampa - Rapsodia Edizioni
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