SALUTE e MEDICINA

Il suicidio visto sotto la lente della scienza dei dati

October 4 2021
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Un nuovo studio, pubblicato su Nature Scientific Reports, ha ricostruito per la prima volta la mentalità di un gruppo di suicida tramite la scienza dei dati. I ricercatori hanno ricostruito percezioni ed emozioni come espresse da 139 persone nelle loro ultime lettere, scritte prima di togliersi la vita.

Il suicidio è un tema delicato e di grande rilevanza. La World Health Organization ha stimato che oltre 700,000 persone all’anno muoiono togliendosi la vita volontariamente. Il suicidio è anche la quarta causa di morte negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni. Con simili statistiche, la ricerca deve proseguire rapidamente per comprendere i meccanismi di questo gesto estremo e salvare, così, migliaia di vite.

Un nuovo studio, pubblicato su Nature Scientific Reports, ha ricostruito per la prima volta la mentalità di un gruppo di suicida tramite la scienza dei dati. I ricercatori hanno ricostruito percezioni ed emozioni come espresse da 139 persone nelle loro ultime lettere, scritte prima di togliersi la vita.

“Le lettere del suicidio rappresentano un frammento della mente di chi ha scelto di andarsene - dice Massimo Stella, professore di Cognitive Data Science alla University of Exeter e corresponding author del lavoro - Studiare il linguaggio, le associazioni tra concetti e le emozioni espressi in queste lettere rappresenta una fonte di dati straordinaria per capire meglio come vengono percepiti certi aspetti della vita da chi vuole concludere la propria esistenza”.

Il lavoro, firmato da Andreia Sofia Teixeira (Hospital Da Luz e Universidade De Lisboa), Szymon Talaga (University of Warsaw), Trevor Swanson (University of Kansas) e Massimo Stella (University of Exeter), ha usato tecniche di intelligenza artificiale (IA) come reti cognitive e natural language processing per ricostruire il lessico mentale delle lettere del suicidio. I risultati sono stati poi validati alla luce della ricerca di psicologia clinica del settore.

I modelli di intelligenza artificiale hanno identificato una tendenza delle lettere a ridurre associazioni conflittuali, descrivendo attori chiave come i propri cari o gesta passate ma in una luce triste e svuotata di emozioni positive. Questi risultati sono stati ottenuti senza intervento umano, ovvero senza che qualcuno leggesse i testi. Sono state anche evidenziate percezioni distorte, con una proiezione nel futuro anomala. Questi risultati, ottenuti come numeri dalla IA, sono sintomo che chi sceglie di suicidarsi percepisce la realtà in modo distinto dal solito.

Questi metodi sono scalabili e possono estrarre informazioni (valide da un punto di vista clinico) da migliaia e migliaia di documenti in pochi secondi. Gli autori sperano che questo approccio possa essere di supporto agli psicologi clinici, in un futuro dove l’intelligenza artificiale e l’esperto umano possano collaborare insieme per salvare vite umane.



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