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IM-Impresamia-contraffazione-Cina: danni alla salute. Più controlli
Pubblicato il 12/07/2011 |
da
Fabio Fiori
Si tratta di occhiali estremamente dannosi per la sicurezza e la salute dei cittadini: infatti, dalle analisi di laboratorio è emerso che gli occhiali sequestrati erano privi di filtro Uva
Un sequestro della Guardia di finanza di Venezia ha portato al ritiro dal mercato di oltre seicentomila paia di occhiali da sole Made in China e 3,2 milioni di etichette, pronte per essere apposte, recanti false indicazioni di provenienza e qualità. Le etichette erano irregolari, il marchio CE non conforme e le note informative fallaci. Si tratta di occhiali estremamente dannosi per la sicurezza e la salute dei cittadini: infatti, dalle analisi di laboratorio è emerso che gli occhiali sequestrati erano privi di filtro Uva, distorcevano le immagini e addirittura le montature contenevano tracce di nichel che a contatto con la pelle avrebbero potuto procurare danni molto seri ai consumatori, dalla comparsa di dermatiti allergiche alla perdita della vista. Inoltre, gli occhiali, che si presentavano con design e colori alla moda, erano esposti nelle vetrine di alcuni negozi del centro storico a prezzi estremamente bassi, questi ultimi giustificati dalla pessima qualità dei componenti utilizzati.
Lo si legge nell'interrogazione che la deputata leghista Emanuela Munerato ha rivolto al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, in cui si sottolinea che l'operazione ha messo in luce l'esistenza di una vera e propria catena di importazione che, direttamente dalla Repubblica cinese, distribuiva gli occhiali contraffatti in tutta Italia e in Europa. In seguito all'analisi è stato deciso il sequestro dal mercato degli occhiali a marchio Kost, Value Vision, Say, Dudes & Dudettes, Gateam Group, Alice Gatti, Charro, Morange, Diesis e See me. Gli occhiali, prodotti in Cina, venivano importati in Italia da 7 persone (4 italiani e 3 cinesi) residenti tra le province di Venezia, Padova, Treviso, Varese e Napoli e rivenduti a numerosissimi piccoli commercianti. Gli occhiali venivano acquistati dalla Cina ad un valore medio di 10 centesimi a paio e venduti, al cliente finale, dagli 8 ai 15 euro.
La gravità del fenomeno della contraffazione è tale che al ministro Romani si chiede "se non ritenga di assumere immediate iniziative, sia a livello nazionale che europeo, volte a contrastare, anche attraverso l'applicazione di più stringenti misure doganali, l'ingresso nei mercati di prodotti contraffatti provenienti dalla Cina". Infatti, "i dati rilevano come il fenomeno della contraffazione sia in forte aumento nel nostro Paese e l'Italia nel triennio 2006-2008, secondo le ultime stime ufficiali, è stato il terzo Paese europeo per numero di prodotti contraffatti, con oltre 44 mila prodotti sequestrati, pari all'11,5% del totale europeo (nel 2008, il 54,6% dei prodotti contraffatti è arrivato dalla Cina) e le imprese italiane non sono in grado di sostenere la sleale concorrenza cinese, la quale molto spesso risulta favorita da costi di produzione e di manodopera estremamente bassi, dovuti alle continue violazioni da parte delle imprese cinesi delle leggi sulla tutela del lavoro, della sicurezza dei consumatori e dell'ambiente".
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