SALUTE e MEDICINA

Inositolo e benessere

January 27 2017
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L'inositolo fa parte della categoria dei polioli, come ad esempio il sorbitolo e lo xilitolo, ma a differenza di queste molecole, il suo potere edulcorante è trascurabile. L'inositolo si trova in molti alimenti, in particolare nei cereali, nelle noci, nella frutta specialmente in meloni ed arance.

Esistono nove conformazioni, detti isomeri, di inositolo (scyllo-, chiro-, muco-, neo-, allo-, epi-, cis-) ma è il myo-inositolo (MI) la forma più importante presente in natura. MI è classificato come un componente del complesso delle vitamine B: viene infatti identificato come vitamina B7, ma in realtà è considerata una non-vitamina, in quanto siamo in grado di sintetizzarla.

Per il nostro organismo l’inositolo ha un fondamentale ruolo come secondo messaggero: queste molecole permettono la trasmissione o la regolazione di processi biochimici all’interno della cellula. In particolare MI è deputato, a livello ovarico e nei processi insulino-dipendenti, alla regolazione dell’uptake di glucosio, ovvero ne regola i bisogni metabolici nei tessuti e la disponibilità.

L’inositolo trova ampio utilizzo in moltissimi campi come ad esempio la sindrome metabolica (MS), la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), in problemi legati alla regolazione del glucosio come il diabete gestazionale (GD) e il diabete mellito tipo 2 (T2DM) oltre a problemi di fertilità.

Sindrome metabolica (MS):
La sindrome metabolica è una patologia che riguarda soggetti ipertesi, sovrappeso, ipercolesterolemici e con problemi glicemici.
L’inositolo, grazie al suo ruolo di secondo messaggero, può dimostrarsi un valido supporto. Infatti, recenti studi hanno evidenziato come una somministrazione giornaliera di 2g di MI abbiano ridotto l’insulino-resistenza, migliorando quindi la gestione cellulare di glucosio. Al termine dello studio il 20% del campione non rientrava più nei criteri diagnostici della MS1.

MI è anche noto nella letteratura scientifica per il suo effetto lipotropo, cioè può essere di supporto nella mobilitazione dei depositi di grassi in eccesso nel fegato. In questo modo può favorire la salute del fegato e limitarne l’eccessivo stress.

Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e fertilità:
PCOS è il disordine endocrino più diffuso fra le donne in età riproduttiva2 e riguarda un complesso di squilibri ormonali che possono portare a un’ampia varietà di sintomi, ma sono state individuate tre condizioni caratterizzanti:
1. Anovulazione, con assenza o presenza dolorosa di mestruazione
2. Eccesso di ormoni androgeni, che può manifestarsi con acne, irsutismo o disturbi dell’umore
3. Presenza di cisti ovariche, che sono sacche ripiene di liquidi o solidi che si formano in corrispondenza delle ovaie.

Non è chiara l’origine di questo disturbo, si pensa possa essere un insieme di fattori genetici e ambientali.

Nelle donne in cui è stato diagnosticata PCOS sono stati spesso riscontrati bassi livelli di MI: da ciò si può dedurre che una somministrazione può rivelarsi utile. Infatti è stato anche ipotizzato che una delle cause di PCOS possa essere uno squilibrio del metabolismo di MI: in PCOS è stato riscontrato uno squilibrio tra MI e di D-chiro-inositolo (DCI)4-5, presentando un eccesso di DCI, coinvolto nei processi che portano alla sintesi di ormoni androgeni.

Alcuni studi hanno mostrato che, a differenza di altri isomeri di inositolo, MI è di supporto nella regolarizzazione del ciclo mestruale in quanto agisce nella regolazione dell’ormone follicolo stimolante (FSH)4.

Anche l’alimentazione e lo stile di vita possono essere fattori determinanti nella comparsa del disturbo, in quanto PCOS e MS sono strettamente correlate3.
In quest’ottica è stato condotto uno studio in cui è stata associata l’assunzione di MI e acido alfa-lipoico (ALA): è stato notato infatti che anche ALA ha un’azione positiva nel controllo della risposta insulinica. La sperimentazione di 12 settimane, in cui sono stati somministrati giornalmente 400mg ALA e 1g MI, ha dato risultati incoraggianti: da questi risultati è possibile ipotizzare che l’associazione MI e ALA può essere utile per migliorare la sensibilità insulinica11.

Alcuni studi hanno mostrato che MI si può rivelare utile anche in campo maschile. Infatti è emerso che MI può essere di supporto per aumentare il potere fertilizzante del seme6.

Diabete:
L’inositolo, in particolare MI, regola l’uptake di glucosio quindi si può dimostrare molto utile in caso di alterazioni glicemiche. In alcuni casi di diabete gestazionale (GD), condizione caratterizzata da valori di glicemia oltre la norma che si verificano durante la gravidanza in donne che non erano diabetiche, la somministrazione di MI può essere di utile per regolare l’omeostasi del glucosio7.

Il diabete mellito tipo 2 (T2DM) è una condizione causata tipicamente da insulino-resistenza. Alcuni isomeri di inositolo, in particolare MI, mostrano un effetto regolatorio del glucosio in condizioni di insulino-resistenza, anche se non ci sono ad oggi molte evidenze che mostrino una effettiva efficacia.
Recentemente è stato condotto uno studio della durata di tre mesi in cui al campione selezionato sono stati somministrati MI e acido folico (1g e 800mcg/ die): al termine della sperimentazione si è riscontrata una significativa riduzione del glucosio ematico. Questo risultato mostra che l’utilizzo dell’inositolo può essere una strategia efficace e sicura per migliorare il controllo glicemico nei soggetti effetti da T2DM8.

Sistema nervoso:
L’inositolo, in particolare MI, è anche conosciuto per il suo ruolo a livello del sistema nervoso: infatti, è un intermediario nella formazione di importanti neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale, come la serotonina, sostanza coinvolta nella regolazione dell’umore.

Negli anni sono stati condotti diversi studi sulle applicazioni di MI per sfruttare queste sue importanti funzioni nel campo del benessere. Alcune evidenze scientifiche mostrano come spesso in stati depressivi9 vengano riscontrati disordini nel metabolismo di MI10.
Per migliorare le conoscenze in questi campi sono stati svolti numerosi studi utilizzando alti dosaggi di MI per verificare se questa sostanza possa essere realmente di sostegno in caso di persone soggette a depressione o attacchi di panico. I risultati ottenuti mostrano come MI abbia un complessivo effetto positivo, riducendo la severità e la frequenza degli episodi negativi12.

Queste evidenze scientifiche mostrano che MI potrebbe essere maggiormente utilizzato in questi campi così delicati anche per via della sua origine naturale e della sua ottima tollerabilità da parte del nostro organismo.

1. Giordano D et al. (2011). Effects of myo-inositol supplementation in postmenopausal women with metabolic syndrome: a perspective, randomized, placebo-controlled study; Menopause
2. Teede H et al. (2010). Polycystic ovary syndrome: a complex condition with psychological, reproductive and metabolic manifestations that impacts on health acorss the lifespan; BMC Med)
3. Are there disorders or conditions associated with PCOS? www.nichd.nih.gov
4. Carlomagno G et al. (2011). The D-chiro-inositol paradox in the ovary; Fertil Steril
5. Heimark D et al. (2013). Decreased myo-inositol to chiro-inositol (m/c) ratios and increa- sed m/c epimerase activity in PCOS theca cells demonstrate increased insulin sensitivity com- pared to controls; Endocr J
6. Condorelli R.A et al. (2012). Myoinositol: does it improve sperm mitochondrial function and sperm motility?; Urology
7. Brown J (2016). Dietary supplementation with myo-inositol in women during pregnancy for treating gestational diabetes; Cochrane Data Syst Rev
8. Pintaudi B et al. (2016). The Effectiveness of Myo-Inositol and D-Chiro Inositol Treatment in Type 2 Diabetes; Int J Endocrin

9. Chengappa KN et al. (2000) Inositol as an add-on treatment for bipolar depression; Bipolar Disorder
10. Zheng H et al. (2010) High-frequency rTMS treatment increases left prefrontal myo-inositol in young patients with treatment-resistant depression; Prog Neuro Bio Psy
11. Genazzani AD (2014).Effects of a Combination of Alpha Lipoic Acid and Myo-Inositol on Insulin. Dynamics in Overweight/Obese Patients with PCOS; End Med Synd
12. Hendler S and Rorvik D (2008). PDR – Integratori Nutrizionali, nuova edizione italiana 2010; CEC ed.



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