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Insonnia - Renzo Ferrari presenta il suo ultimo ciclo di opere di pittura

October 21 2019
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Renzo Ferrari presenta il suo ultimo ciclo di opere di pittura e in anteprima alcunilavori su carta che accompagnano il romanzo “Solaris – parte seconda” di Sergej Roic

Mostra di pittura di Renzo Ferrari
INSONNIA

Notturno e forme scure, 2019, olio su carta 29,5x21 cmRenzo Ferrari
Dal 25 ottobre al 24 novembre 2019
Inaugurazione 25 ottobre ore 18.30
Casa Museo Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24, Milano

Renzo Ferrari presenta il suo ultimo ciclo di opere di pittura e in anteprima alcunilavori su carta che accompagnano il romanzo “Solaris – parte seconda” di Sergej Roic

La mostra “Insonnia” è una sequenza di “short stories”, formati brevi con variazioni soprattutto esistenziali. La canicola dell’ultima estate ha avuto la sua parte come tema segnale dello squilibrio ecologico e di come la natura ci avverta con continui allarmi. È poi presente un “minimalismo” che concentra le tensioni figurali attraverso l’azione dello spazio, del segno e del colore.
“Il vero tema di questi nuovi quadri (…) è il paesaggio - scrive Pietro Luca Nicoletti, storico dell’arte - o meglio un sentimento di natura che prende una fondamentale sfumatura ‘ecologica’: Renzo si accosta al temadell’ecologia nel momento in cui uno stato di natura è minacciato in maniera semprepiù aggressiva e allarmante, e si rende conto di un ritorno circolare a motivi che avevano
caratterizzato l’avvio della sua vita d’artista. Parlare di ‘natura’ senza cadere nell’equivoco
del ‘naturalismo’, infatti, significa uno sguardo posato su luoghi che fanno parte di un
patrimonio genetico e di memoria: un paesaggio rurale del Ticino della sua infanzia che
si è molto trasformato e spesso selvaggiamente cementificato, mettendo in evidenza
una componente artificiale che insidia l’integrità di un contesto”.
Scrive invece Sergej Roic, giornalista e scrittore circa l’insonnia:
“Per quel che riguarda l’insonnia, il noto stato per cui la mancanza costante di sonno mette
a soqquadro la quotidianità o addirittura l’intera esistenza, vale invece la seguente affermazione:
chi soffre d’insonnia ha un unico desiderio, quello di dormire. Eppure, spessoe volentieri l’arte, la massima espressione del gioco inventivo e combinatorio consentita aun essere vivente, il fin troppo razionale essere umano, immagina, congettura, costruiscee realizza le sue opere proprio ‘in mancanza di qualcosa’, ovvero agognando a raggiungereuno stato di soddisfazione all’apparenza irraggiungibile. L’arte ‘insonne’ configura, insomma, la rincorsa di un creativo pié veloce alla lenta mainesorabile tartaruga della materia/contesto piegata alla volontà dell’artista ma mai deltutto, mai fino in fondo. L’arte assume allora un significato ‘insonne’ essendo compiutama anche incompiuta, conclusa ma pure aperta ad altre combinazioni, accostamenti, ulteriori
percorsi”.
La mostra INSONNIA è accompagnata da un catalogo edito da Zedia`


BIOGRAFIA
Renzo Ferrari nasce a Cadro l’8 febbraio 1939. Dopo le scuole dell’obbligo, si trasferiscea Milano dove frequenta il liceo artistico e l’Accademia di Brera e concludegli studi con una tesi su James Ensor. Nel 1962 tiene una prima personale allaGalleria delle Ore di Milano con un significativo riscontro della stampa. La GalleriaAnnunciata lo invita alla mostra Una scelta (1963) che tenta di fare il puntosul nuovo contesto milanese. Nel 1964 gli viene conferito il Premio Diomira per ildisegno e compie viaggi e mostre in Germania, visitando poi i principali Musei diBelgio e Norvegia. La visione della Pop americana alla XXXII Biennale di Venezialo impressiona vivamente e lo sollecita a cimentarsi con il linguaggio pop. Una selezionedel lavoro 1969 - 1972, connotata da una prima maturità espressiva, vieneesposta alla Cupola d’Arte Casa a Lugano; tema dominante il confronto Artificioe Natura. Nel 1974 nell’ambito della XXVIII Biennale Nazionale D’Arte Città diMilano, Presenze e tendenze nella giovane arte italiana, ottiene il Premio Feltrinelli,seguito da numerosi riconoscimenti critici (De Micheli, Tassi, Bruno, DelGiudice). Nel 1977 espone alla Bergamini con opere improntate alla condizioneesistenziale ”Urbani”, ”Mimesi”, “Teste”. Queste figure alla fine del decennio segnanoun inoltro spaziale in un nero, combusto e notturno. Numerose le mostre ditaglio generazionale: l’Opera dipinta 1960 - 1980 (1982); Dieci Pittori a Milano(1989) a cura di Quintavalle allo CSAC di Parma e alla Rotonda della Besanaa Milano; di seguito Il segno della pittura e della scultura (1983); Cento annidi arte a Milano 1886 - 1986; Geografie oltre l’informale (1987) alla Permanente.Harald Szeemann cura una monografica di Ferrari al Monte Verità di Asconanel 1985. Il Museo civico di Bellinzona gli dedica una antologica con Opere1970 - 1990 e a distanza d’anni nel 1999 viene costituito il Fondo Ferrari concronologia estesa dal 1960 al 1998. In questi anni aumenta l’attenzione criticarivolta all’artista da parte di Tadini, Crespi, Mauron, Montalto, Pontiggia, Porzio,Pontiggia e Goldin. Mostre itineranti Art-Transit (1998) a cura di Matteo Bianchinei Musei di Vevey e Sciaffusa. A partire dal 1990 si produce una significativa
svolta nel suo lavoro con un impeto graffitista nel segno/disegno e un cromatismoacceso. Primo viaggio a New York (1995) e un secondo nel 2004. Mostrepersonali al Museo Epper (1993), Galleria Bergamini, Milano (1995), Galleria laColomba, Lugano (1997), Galleria. Ceribelli Albini (2001), Villa Ciani, Museocivico di Lugano (2004), Centro svizzero (2006) e Spazio Tadini (2013), Milano.
È invitato alla rassegna “Artisti arabi e italiani” a Beirut, Damasco, Il Cairo (2008).
Nel 2009 riceve il premio Morlotti alla Carriera e l’editore Skira pubblica nellacollana Arte Moderna le monografie Opere 1990 - 2010 (Pittura), Opere grafiche1958 - 2013 e nel 2016 Le carte e i giorni 1958 - 2015. Nel biennio 2014/2015 i Musei di Neuchâtel e Lugano in sinergia hanno proposto la retrospettiva
Visions nomades, 1958-2014. Nella sala del Collezionista della FondazioneStelline, nel 2016 presenta la mostra Le Carte e i giorni, Formati a confronto acura di Elena Pontiggia, una scelta di opere di piccolo e grande formato, lungo ilpercorso creativo 1958 - 2016. Curata nell’allestimento da Mario Botta.
Durante il 2017 ha esposto alla mostra Swiss Pop Art al Kunstmuseum di Aaraue con una personale Busillis Time alla galleria Wolf di Ascona. Nel 2018 esponealla casa museo Spazio Tadini a Milano un ciclo di opere con il titolo Cose FigureLuoghi 2017 - 2018 e al Centro Culturale Giuseppe Verdi partecipa alla mostra
Nuove immagini, nuovi segni. Opere del secondo Novecento dal Museo dellaPermanente a cura di Gianluca Poldi e Luca Pietro Nicoletti. Recenti le pubblicazionia cura di Silvia editrice nella Collana i Libri d’Artista e due altri libri dedicatia Pop Art-Oggetti Ansiosi 1964 - 1975 e Taccuini anfibi 1989 - 2015.Nel 2019 ha esposto la mostra Rabisch 2003-2019 alla galleria la Colomba diLugano. È presente nel catalogo della mostra Milano Pop - Pop Art e dintorni nellaMilano degli anni 60/70 a cura di Elena Pontiggia. Di recente pubblicazioneUna lunga amicizia di Renzo Ferrari e Piero del Giudice, edizioni Zedia’.

Casa Museo Spazio Tadini
Via Niccolò Jommelli, 24 Milano (MM Piola/Loreto)

Apertura:
da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19.30 (Offerta libera)
Domenica apertura su richiesta e per visite guidate alle mostre temporanee e all’opera di Tadini (7 euro, durata un’ora).

Per informazioni dettagliate:
www.spaziotadini.com

Per la stampa
Melina Scalise cell.3664584532
museospaziotadini@gmail.com



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Melina Scalise
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