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L’amianto, solo a nominarlo vengono i brividi

September 16 2020
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Una delle piaghe dell'edilizia ricevuta in eredità dalla seconda metà del secolo scorso è l'amianto e i suoi derivati utilizzanti per lungo tempo e comunemente per tetti, tettoie, tubazioni. Una volta finalmente dichiarato furilegge l'amianto deve essere smaltito e, accertata ormai la grande pericolosità di questo materiale, questa operazione può essere svolta solo da aziende specializzate, autorizzate e certificate.

L’amianto ha origini naturali e forse per questo motivo lo si è considerato per moltissimo tempo innocuo.
In realtà, la storia dell’ultimo secolo ci ha insegnato che si tratta di un materiale estremamente pericoloso.
Le sue fibre, se inalate, possono provocare malattie gravissime, come il mesiotelioma o il carcinoma polmonare, quasi sempre dall’esito fatale.
La correlazione tra l’amianto e queste patologie non fu scorta subito perché il periodo di incubazione può superare anche i vent’anni.
Nel frattempo, l’impiego dell’amianto si era allargato a macchia d’olio nei più diversi ambiti.

Il successo dell’Eternit, un’eredità che ci pesa sulle spalle

Solo nel 1992 l’Italia si decise a mettere al bando l’amianto e a istituire dei protocolli per il suo trattamento.
In ogni caso, liberare il nostro territorio da questo materiale non fu immediato, anzi, tutt’oggi c’è ancora molto da fare.
Sono soprattutto i tetti quelli dove c’è bisogno di intervenire più spesso, per bonificarli dall’amianto, dato che nel secolo scorso ebbe un enorme successo l’Eternit.

Era un materiale composto da amianto e cemento, dalle numerose virtù, prima fra tutte essere un ottimo isolante e, in seconda istanza, essere economico. Proprio per questo ne venne fatto un uso massiccio per coibentare i tetti delle costruzioni, sia civili che industriali.
E molti di quei tetti sono ancora lì.

La rimozione dell’amianto è la migliore soluzione

Considerato il pericolo di questi tetti, è necessaria una graduale rimozione di tutto l’Eternit ma si tratta di operazione delicata, che possono eseguire solo aziende specializzate ed autorizzate, in grado di procedere attenendosi alle normative vigenti.

Occorre specificare che la vera e propria minaccia per la salute comincia quando il materiale si sbriciola, disperdendo le proprie fibre nell’ambiente circostante. Pertanto, le aziende addette alla rimozione dell’amianto devono mettere in atto tutte le dovute precauzioni. In particolare, devono proteggere i propri operatori con gli adeguati dispositivi imposti dalla Legge, dato che si trovano, come dire, “in trincea”.

Per rimuovere l’amianto dal proprio tetto, da dove si comincia?

Vivere con il dubbio di avere dell’amianto sulla propria testa non è per nulla piacevole. Meglio affrontare il problema piuttosto che restare nel limbo.
Anzitutto, bisogna contattare un’azienda specializzata e autorizzata a svolgere questo tipo di interventi.
Dopodiché, un tecnico provvederà a prelevare un campione di materiale da fare esaminare, per avere la conferma che si tratti davvero di amianto.
Se la risposta è positiva, bisogna informare l’Asl di zona o il Comune e valutare con l’azienda competente se sia il caso di procedere alla rimozione o, in alternativa, all’incapsulamento.

Di certo, la rimozione dell’amianto è un’operazione risolutiva, anche se piuttosto impegnativa.
Invece, l’incapsulamento è una procedura di conservazione, meno costosa ma, tutto sommato, provvisoria perché le superfici vengono irrorate con un prodotto che crea una pellicola protettiva, così da proteggerle dagli agenti atmosferici e scongiurarne lo sgretolamento.

Come viene gestito l’amianto una volta rimosso?

Le aziende autorizzate a rimuovere l’amianto devono essere iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali, presso il Ministero dell’Ambiente.
Lavorano restando in contatto con la Asl o il Comune, gli enti designati dalla Legge per tenere monitorata la situazione del proprio territorio.
Parmeggiani snc di Cento, per esempio, è un’azienda cui possono fare riferimento coloro che devono richiedere un intervento di rimozione amianto a Ferrara e provincia.

Una volta rimosso l’amianto da una copertura è necessario provvedere subito a isolarlo, con un involucro resistente, per evitare di disperderne anche il più piccolo frammento e lo si porta in una discarica che abbia un’area predisposta al suo stoccaggio.
Purtroppo, al momento non ci sono alternative valide alla discarica e il problema si può considerare risolto solo in parte.

C’è da sperare che le istituzioni incentivino la ricerca di qualche altra soluzione perché, nelle discariche del nostro territorio nazionale, non c’è sufficiente spazio per contenere tutto l’amianto che non è stato ancora rimosso.

Per maggiori informazioni consultare il sito dell'azienda specializzata in rimozione amianto a Ferrara Parmeggiani Lattonieri snc



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