ECONOMIA e FINANZA

L'intervista al Presidente di Deciba, Gaetano Vilnò

October 11 2018
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Gaetano Vilnò, l'uomo che combatte le banche

Ce ne sono oggi in Italia di avvocati che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per il Dipartimento europeo di controllo sugli Illeciti Bancari, che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:
Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?
Io ho cominciato come agente di attività finanziaria, quindi lavoravo per le banche, ma son sempre stato un blogger e quindi ho bazzicato nel mondo dell’informazione, non differentemente da quello che faccio oggi, informando i cittadini di una grande possibilità che in troppi hanno interesse a nascondere.
Deciba è la prima associazione che è riuscita ad ottenere l’annullamento dell’asta giudiziaria, ma come è stato possibile questo risultato?
Funziona così: la Banca chiede un pignoramento a fronte di un presunto credito non saldato. Se la persona non si difende il bene viene preso e viene messo all’asta. Qui viene venduto e l’utente perde il bene. Noi siamo intervenuti già nel passo successivo, dimostrando che quel debito che ha provocato il pignoramento in realtà non esiste. Una volta dimostrata l’usura si può ottenere il blocco dell’asta giudiziaria e la gratuità del mutuo che comporta l’annullamento degli interessi applicati. Di conseguenza deve essere restituito il bene all’utente.
Ma dopo aver raggiunto questo importante risultato, la banca cosa potrebbe escogitare? Cosa potrebbe accadere dopo?
La banca se vuole può fare appello, ma sicuramente lo perde.
Voi dite che per vincere una causa non servono le perizie e non servono le querele. Cominciamo dalle querele: perché non sono efficaci?
La percentuale delle querele è bassissima e si colloca al 5%.
E perché accade questo?
Semplicemente la motivazione è da ricercare nel fatto che il giudice non si assume la responsabilità di fare causa contro la banca e accettare l’articolo 20.
E perché dite che le perizie non servono?
Perché non serve a niente farsi fare una perizia se il giudice poi non capisce qual è la tesi dell’avvocato. E questo accade perché a volte nemmeno il legale riesce a rispondere ai quesiti che il giudice stesso gli pone.
Una causa si vince se fai comprendere al giudice il quesito esatto da porre al CTU.
Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?
Persone che vogliono fare una causa su vari strumenti finanziari: mutui, conti correnti, leasing ma anche derivati.
Chi è che può rivolgersi ad un professionista? Il conto corrente deve esser stato chiuso da quanto tempo? Il conto corrente può essere messo in causa solo se aperto dal 1952 in poi e non deve esser stato chiuso da più di dieci anni.
Dal momento che sono 25 miliardi di euro i soldi che le banche dovrebbero restituire alle vittime di usura, vuol dire che gran parte della gente ha già perso qualcosa e, molte altre, potrebbero perdere più o meno tanto. Tutte le persone che hanno quindi visto il pignoramento dei propri beni, la propria casa messa all’asta, il capannone e quant’altro, possono rivolgersi a voi per ottenere il risarcimento di quel bene? E’ una strada nuova da percorrere, ma si può fare per lo stesso motivo dei risultati ottenuti in precedenza. Alla fine se abbiamo bloccato l’asta per usura bancaria perché non potremmo chiedere i danni?
Ci sono delle persone che in questo periodo hanno richiesto dei mutui col tasso d’interesse basso o, almeno, con tasso più basso rispetto a qualche anno fa. Ma la banca ti dice che la pratica va in lavorazione per due mesi e ti avvisa che, al momento della firma del contratto, il tasso potrebbe essere aumentato. Nonostante “giusto” non faccia sempre rima con “lecito”, in questo caso la prassi è lecita?
Allora, bisogna conoscere le procedure. I tassi d’interesse vengono decisi ogni tre mesi. Quindi Bankitalia mette nella gazzetta ufficiale i tassi di media. Esiste un’unica soluzione per salvarsi: scegliere sempre il tasso fisso, mai variabile. Se si fanno variabili, col tempo veniamo sempre fregati. La commissione europea ha già multato l‘Euribor (decretandone, in pratica l’illiceità n.d.r.).
Ma quindi è lecito attirare un cliente con un tasso e poi fargliene firmare un altro?
Non è illecito, ma è scorretto. La soluzione però c’è: basta non farlo.
Alle persone che hanno paura di affrontare cause molto lunghe, tu cosa diresti?
Bisogna far capire che quando c’è il caso di un mutuo andato in usura, il cliente può scegliere di non pagare finché non si arriva in giudizio. Quindi è un fatto d’intelligenza e di coraggio.

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FONTE ARTICOLO
Claudia Baldini
Fondatore - Claudia Baldini - Agenzia di Comunicazione e servizi alle Aziende
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