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L'Ombra di Ares
Pubblicato il 31/05/2010 |
da
Raffaella Marzullo
Drammaturgia di Gennaro Colangelo- Dopo quasi vent'anni che il Tempio di Giove Anxur - uno dei luoighi più antichi del mondo - a Terracina non viene ceduto dall'Amministrazione Locale per la realizzazione di spettacoli colti, ecco che l'Associazione Culturale Ars Major ottiene il permesso e vi sbalordirà con uno spettacolo unico nel suo genere, con una serata tra recitazione dal vivo e inserti di videoarte.
5 e 6 giugno 2010, ore 21
Tempio di Giove Anxur - Terracina (LT)
Attori:
Maurizio Palladino
Andrea Bellesso
Francesco Castiglione
Toni D’Elia
Nicholas Gallo
Diletta Masetti
Angelo Tarquini
e con la partecipazione degli allievi del laboratorio teatrale del Liceo “L. Da Vinci” di Terracina
Montaggio ed Inserti video di Federico Gnesini
Light e Sound Design di Fabio Serani
NOTE DI REGIA
La creatività dei tragici greci è genio assoluto, nel senso che ci svela mondi che prima non c’erano. Ma se non fossimo in grado di individuare le dinamiche che li attraversano e di riproporle in modi nuovi e diversi non saremmo capaci di parlare all’uomo d’oggi dei percorsi interni a un pensiero antico che si nutre di validità perenne.
Non proviamo interesse per una funzione tranquillizzante della spettacolarità. Siamo invece favorevoli a una funzione socialmente inquietante del tragico: quella di cui parlava Giovanni Macchia affermando che - il teatro non deve mandarci a letto tranquilli - Sui testi originari de I sette a Tebe di Eschilo, di Antigone di Sofocle e de Le Fenicie di Euripide viene costruita una nuova partitura in cui diverse arti espressive convergono a de-finire la fenomenologia liminare del ciclo tebano, nel quadro dell’istinto greco per il Pòlemos, sotto l’egida del Dio del furore bellico Ares, contrapposto ad Atena che presiedeva invece alla guerra strategica e diplomatica.
Poiché la storia di Antigone è un’inchiesta sul limite che la legge pone tra opposti interessi da tutelare e quindi sulla divaricazione in norma civile e diritto naturale, esige una drammaturgia di confine. Nel confronto dialettico tra diritto e giustizia nel governo della città, sono in gioco valori elevatissimi perché la vera democrazia consiste nel mettere in discussione le scelte del potere. Creonte cerca di convincere Tebe che in una situazione di guerra infierire sul cadavere del nemico serva a mantenere coesa una comunità provata da una sorta di guerra civile tra fratelli. Egli crede realmente che per esercitare la leadership occorra dare l’esempio per il bene della collettività.
Il tragico si identifica sempre con un rapporto conflittuale che è anche polemico e dialogico, e nel mondo greco l’azione violenta viene affidata alla narrazione in diretta, mentre dall’epoca elisabettiana anteriore a Shakespeare viene rappresentata in scena. Ma poiché il teatro non è filologia ma incessante ricerca degli snodi espressivi, in questa produzione si è scelto di rappresentare la violenza in modo diretto attraverso gli inserti video, tesi a valorizzare uno spazio scenico straordinario e più vicini alla sensibilità dello spettatore e al suo gusto onnicomprensivo.
In tal modo immagine, corpo e parola interagiscono a beneficio delle istanze più elevate: la condivisione della bellezza e la comprensione dei valori eterni del classico, nella pluralità dei linguaggi contemporanei.
Direttore di Produzione: dott.ssa Raffaella Marzullo
Coordinatore Artistico: dott. Carlo Alberto Gioja
Videomaker: Federico Gnesini
Light & Sound design: Fabio Serani
Per Info e Biglietti: www.arsmajor.com, arsmajor@gmail.com
Link:
http://www.arsmajor.com
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