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Comunicato Stampa
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La Galleria delle Armi: la più grave tragedia italiana dal dopoguerra a oggi

Pubblicato il 02/03/12 | da Rosario Capasso


il 3 marzo l'anniversario della strage di Balvano, 650 morti dimenticati dalla storia.

Il nome “Galleria delle Armi” deriva dai Briganti meridionali, che due secoli fa si rifugiavano sulle montagne per combattere contro i poteri costituiti. E’ li che nascondevano le armi, in quel buco nero nascosto tra le pareti rocciose di Balvano, nella vecchia e rigogliosa Lucania. E’ stato quel buco che ha inghiottito il 3 marzo 1944 circa 650 uomini, donne e bambini in fuga dalla fame di Napoli, città lacerata dalle quattro giornate, sconvolta dalle vendette americane e violentata nella dimensione di piccola città europea.
Seicentocinquanta persone alla ricerca di cibo nelle campagne, che oltrepassando il limite della dignità umana si ammassavano sul convoglio merci 8017 gestito dagli Alleati che ancora combattevano contro i tedeschi a Cassino.
La vecchia linea statale ferroviaria Sicignano – Potenza, non poteva in quegli anni essere percorsa che da locomotive a vapore a causa della mancanza di energia elettrica, per questo a causa di almeno 320 quintali di esseri umani (in aggiunta al peso dei vani merce), in quel serpente di binari che si arrampica nell’Appennino, affaticati dal troppo peso le due locomotive del convoglio si sono bloccate, causando in pochi secondi morte per asfissia ai passeggeri clandestini.
Dalla mezzanotte di quel giorno, ora in cui si consumava la tragedia, per ragion di stato non sono mai stati individuati i responsabili.
Ad oggi, oltre alle foto originali, agli articoli d’epoca e ai documenti controfirmati dal Generale Badoglio, conserviamo ancora nomi, cognomi e generalità di 432 vittime identificate.
E’ però accertato che le cifre del disastro sono molto superiori come confermato dai più importanti quotidiani dell’epoca.
A distanza di 68 anni ritornano però le vicende romanzate degli ex impiegati, dei vagabondi, dei dottori e dei loro figli che si avventuravano senza alcuna certezza alla ricerca di una speranza. Salvio Esposito, psicologo psicoterapeuta napoletano e autore de “La Galleria delle Armi” edito da Marotta&Cafiero, propone in vista dell’ultimo anniversario, i sogni, le preoccupazioni e i sentimenti di un popolo affamato e tenace che ha ricostruito dalle macerie l’Italia contemporanea.


Ufficio Stampa
Rosario Capasso
cel. 393 56 27 004


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