LINUX e OPEN SOURCE

La più recente versione di Red Hat OpenShift Container Platform abbatte le barriere all’adozione enterprise dei container con il provisioning dinamico dello storage

January 20 2017
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

La piattaforma enterprise basata su Kubernetes intende semplificare lo storage per applicazioni container e migliorare le implementazioni multi-tenant in ambienti hybrid cloud

Milano, 19 gennaio 2017

Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat OpenShift Container Platform 3.4, versione più recente della sua piattaforma applicativa container. Red Hat aiuta già realtà come Discovery Health e Pioneer ad adottare in modo efficace nuove tecnologie, come i container Linux, che possono stimolare la realizzazione di applicazioni e servizi business innovativi, senza sacrificare gli investimenti IT esistenti. Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 offre una piattaforma per questa innovazione, mantenendo il focus sui workload mission-critical esistenti, offrendo un provisioning dinamico dello storage sia ad applicazioni tradizionali che cloud-native, e funzionalità multi-tenant in grado di supportare applicazioni, team e processi di implementazione differenti in un ambiente hybrid cloud.

Essendo Red Hat il principale contributor dei progetti docker e Kubernetes, la più recente versione della sua piattaforma applicativa container offre una versione enterprise-ready di Kubernetes 1.4 e il container runtime docker. Questo aiuta i clienti a mettere in produzione più rapidamente nuovi servizi, con il supporto di una piattaforma enterprise stabile, affidabile e più sicura, basata sulla più recente versione di Red Hat Enterprise Linux, la principale piattaforma Linux al mondo.

Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 integra l’architettura, i processi e i servizi necessari a consentire l’erogazione di applicazioni business critiche, da quelle legacy e tradizionali fino a workload cloud-native e basati su container. Tra le nuove funzionalità della versione più recente vi sono:
• Container storage di nuovo livello con supporto di un provisioning dinamico dello storage, che permette di fornire diverse tipologie di storage, ed esposizione di storage multi-livello tramite le etichette quality-of-service in Kubernetes. Lo storage container-native, reso possibile da Red Hat Gluster Storage, che ora supporta provisioning dinamico ed implementazione push button, migliora l’esperienza utente nell’utilizzo di applicazioni – stateful e stateless – su Red Hat OpenShift Container Platform. Rende sia il consumo che la fornitura di storage applicativo più semplice per gli sviluppatori. Con Red Hat Gluster Storage, i clienti OpenShift ottengono il valore aggiunto di una soluzione sofware-defined, scalabile e ad elevata disponibilità, in grado di operare in ambienti on-premises e public cloud, e di rivelarsi più efficiente economicamente rispetto ai servizi storage hardware-based oppure puramente cloud.
• Multi-tenancy migliorata attraverso una gestione semplificata dei progetti, funzionalità resa possibile dai namespace di Kubernetes, in un singolo cluster Kubernetes. Più team di sviluppo, applicazioni ed ambienti lifecycle possono già operare in modo assolutamente indipendente e condividere risorse su un unico cluster Kubernetes all’interno di OpenShift Container Platform. Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 aggiunge la possibilità di effettuare ricerche su progetti e relativi dettagli, di gestire le competenze sui progetti ed altro ancora, attraverso una console web più semplice e intuitiva, cosa che rende più semplice per gli utenti lavorare su più progetti con team distribuiti. Queste funzionalità di multi-tenancy permettono alle organizzazioni IT di offrire ai team di sviluppo applicativo un proprio ambiente applicativo simil-cloud per la creazione e implementazione di applicazioni – indifferentemente interne o rivolte all’esterno – usando processi DevOps isolati l’uno dall’altro.
• Nuove architetture hybrid cloud di riferimento per operare Red Hat OpenShift Container Platform su OpenStack, VMware, Amazon Web Services (AWS), Google Cloud Engine e Microsoft Azure. Si tratta di indicazioni utili all’utente per l’implementazione di un ambiente di produzione stabile e fault-tolerant, in grado di sfruttare la potenza di Red Hat OpenShift Container Platform su cloud pubblici e privati, macchine virtuali e bare metal.

A rappresentare la backbone di orchestrazione di Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 è Kubernetes 1.4, gestito dalla community open source del progetto Kubernetes. Kubernetes 1.4 offre supporto alfa alle API federative del cluster esteso, una funzionalità anticipata nelle release future di Kubernetes per consenire una federazione tra cluster diversi all’interno di un ambiente ibrido. Come per tutte le soluzioni container Linux enterprise-ready di Red Hat, la più recente versione di OpenShift offre l’innovazione della community corredata da funzionalità solide, adatte per la produzione.

Oltre al software, Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 ha alle spalle anche l’apprezzato supporto globale di Red Hat, che consente alle aziende di sfruttare al meglio l’innovazione offerta da Kubernetes sapendo che la tecnologia viene supportata da conoscenze tecniche a portata di chiamata.

“Se i container Linux rappresentano un futuro innovativo per le applicazioni enterprise, le applicazioni tradizionali e proprietarie restano critiche rispetto al business moderno”, spiega Ashesh Badani, vice president and general manager OpenShift di Red Hat. “Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 può soddisfare le necessità di queste applicazioni esistenti, fornendo al tempo stesso gli strumenti e i servizi per stimolare la creazione ed implementazione di applicazioni cloud-native. La versione più recente della nostra piattaforma applicativa container va oltre la semplice creazione ed implementazione di applicazioni, rispondendo alle necessità storage delle applicazioni – sia stateful che stateless – all’interno dell’hybrid cloud, permettendo così la coesistenza di workload moderni e pronti al futuro su un’unica piattaforma enterprise.”

Supporto dei container Linux attraverso il cloud ibrido
L’esteso portfolio container di Red Hat copre offerte cloud private e pubbliche, pienamente gestite, supportando applicazioni tradizionali e cloud-native e aspetti differenti del processo di sviluppo applicativo, in una soluzione in grado di coprire più infrastrutture diverse e di consentire i container-as-a-service. Questo comprende ambienti locali, di test e produzione, basati nel data center o nel public cloud, gestiti dai clienti o pienamente gestiti da Red Hat. Inoltre, Red Hat offre una suite di strumenti container gratuiti, dedicati agli sviluppatori, tra cui un’offerta localizzata di Red Hat OpenShift Container Platform, attraverso il Red Hat Container Developer Kit. Le soluzioni Red Hat ottimizzate per i container coprono storage, servizi applicativi e tecnologie di gestione, oltre a questi strumenti gratuiti di sviluppo.

Disponibilità
Red Hat OpenShift Container Platform 3.4 è già disponibile attraverso il Red Hat Customer Portal. Red Hat Cloud Suite offrirà anche le più recenti update della piattaforma applicativa container sotto forma di offerta pre-integrata, assieme a Red Hat OpenStack Platform, Red Hat Virtualization e Red Hat CloudForms



Red Hat, Inc.
Red Hat è il principale fornitore al mondo di soluzioni open source che si avvale di un approccio community-based per offrire tecnologie cloud, Linux, middleware, storage e di virtualizzazione affidabili e performanti. L’azienda offre anche servizi di supporto, formazione e consulenza ai suoi clienti in tutto il mondo. Come hub di connessione in una rete di aziende, partner e comunità open source, Red Hat aiuta a realizzare tecnologie innovative che liberano risorse per la crescita e preparano i clienti per il futuro dell’IT. Ulteriori informazioni sono disponibili su www.redhat.com.

Per ulteriori informazioni stampa:
Sandro Buti / Chiara Possenti
Axicom Italia srl
Tel 02-7526111
sandro.buti@axicom.com / chiara.possenti@axicom.com
www.axicom.com

Licenza di distribuzione:
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere