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La Radio fa 90, un mito senza tempo al novantesimo compleanno. Su Twitter l’hashtag #radioemozioni

October 17 2014
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La radio ancora una volta protagonista assoluta. Uno strumento di comunicazione di massa che ha fatto epoca e che celebra in modo estremamente attuale i suoi primi novanta anni

La radio ancora una volta protagonista assoluta. Uno strumento di comunicazione di massa che ha fatto epoca e che celebra in modo estremamente attuale i suoi primi novanta anni. Mezzo di informazione unico, che ha raccontato i più importanti episodi della storia recente, oggi grazie a un’idea di Antonio Preziosi, pronta lanciarsi in un’avventura paneuropea.

La radio italiana compie novant’anni. La Rai, per celebrare lo storico compleanno, ha spento più volte, durante la giornata, gli schermi televisivi, per parlare a tutti con le sole immagini evocate dalla voce “radio” e per far rivivere il racconto di alcuni dei momenti più significativi della nostra vita e della nostra storia.

Dalla morte di Kennedy al ‘discorso alla luna’ di Papa Giovanni XXIII, dalla strage di via D’Amelio alla ‘Vita Spericolata’ di Vasco Rossi raccontata a Radio2 negli anni ’80, da Mike Bongiorno al Festival di Sanremo, al grande sport delle Olimpiadi di Mosca.

In totale sono state oltre 150 le “interruzioni” su undici canali tv (3 generalisti e 8 specializzati) per una modalità comunicativa mai sperimentata in Italia e in Europa.

Sul web l’evento è stato condiviso su tutti i social network. Su Twitter per i 90 anni di RadioRai sono stati lanciati tre hashtag #radioemozioni, #radiorai90 #laradiofa90, che hanno totalizzato oltre 7 milioni di impression.

La radio rappresenta il più antico mezzo di comunicazione di massa, uno strumento tecnologicamente antico, ma incredibilmente moderno che non teme la concorrenza delle nuove tecnologie. Il futuro della radio? Renzo Arbore ha cercato di sfruttare appieno le potenzialità della Rete aprendo il Renzo Arbore Channel, la web tv in streaming con cui ha intenzione di compiere nuovi esperimenti. Secondo Arbore: «La radio ha avuto tre epoche, con due momenti di svolta: finché non è stata inventata la televisione, la radio è stato l’unico mezzo di comunicazione straordinario, era ascoltatissima e amatissima». Fiorello, la cui carriera iniziò proprio in radio, vede grandi potenzialità nel collegamento con i social network: “In questo mestiere se vuoi stare al passo con i tempi devi sempre avere un occhio per tutto ciò che è nuovo. I “social” si sono prepotentemente affacciati in tutti i campi: dallo sport allo spettacolo, ovunque. Non potevo non cedere anche io al fascino di questa nuova forma di comunicazione”. E poi c’è anche chi scommette sulla radio come mezzo privilegiato di un servizio pubblico europeo. E’ il caso di Antonio Preziosi, già direttore per cinque anni di Rai Radio1 e del Giornale Radio Rai, che in più occasioni ha lanciato l’idea di una “radio europea”, capace di “cementare l’identità del vecchio continente”.

FONTE: Daily Focus



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Fabrizio Del Dongo
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