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   Informazioni sull'autore del testo:
Autore: Matteo Campari
Azienda: API Servizi Varese
Web: http://www.api.varese.it/


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Comunicato Stampa
Creative Commons - Attribuzione-Non commerciale 2.5
La vera sfida per il futuro del tessile è lavorare per far crescere un consumo consapevole

Pubblicato il 17/12/2009 | da Matteo Campari


“Il consumatore consapevole è il nostro miglior alleato” ha dichiarato Maria Cristina Mazzanti Presidente Uniontessile Varese.

Oltre alla riduzione dell’Irap e a nuove forme di aiuto e di incentivazione, una battaglia che Maria Cristina Mazzanti intende portare avanti è quella del vero Made in Italy. « Io non ho niente in contrario al fatto che sul mercato italiano ci siano prodotti che provengono dalla Cina o dal Perù, sono per la libera circolazione delle merci. Ma il consumatore deve sapere quello che compera. Chi acquista dei jeans cinesi su una bancarella e li paga 12 euro. Va bene. Ma se si comperano per 600 euro un paio di jeans che una grande firma fa produrre in Cina, senza che magari il consumatore lo sappia, allora c’è qualcosa che non funziona. A parte il fatto che con questi margini, potrebbe farli produrre in Italia. Io devo sapere se compero il vero Made in Italy.
Una certificazione di questo genere c’è già. Si tratta del sistema volontario di tracciabilità nel settore della moda di Italian Textile Fashion, l’Associazione delle Camere di Commercio per la valorizzazione del sistema moda. Questo progetto ha obiettivi ben precisi: fare chiarezza sull’origine delle diverse fasi di lavorazione di un capo in vendita, evitando la confusione talvolta ingenerata sul mercato e nel consumatore da marchi, brand e loghi; certificare, in modo trasparente ed efficace, l’origine delle produzioni, favorendo una naturale distinzione tra quella nazionale e quella d’importazione; garantire un consumo critico: i consumatori sono messi in grado di acquistare un prodotto di cui conoscono tutta la storia, comunicata chiaramente in un’apposita etichetta, che sancisce la provenienza di ciascuna fase di lavorazione. Quest’ultimo punto è quello su cui lavorare: informare il consumatore. Fare in modo di aumentare la consapevolezza dei consumatori e diffondere questa certificazione sarà una delle mie battaglie come presidente di UNIONTESSILE VARESE», conclude Maria Grazia Mazzanti. «Non ci serve che questa certificazione venga riconosciuta o meno dalle istituzioni, quello che serve è che venga conosciuta e apprezzata dai clienti finali. Il consumatore consapevole è il nostro miglior alleato».


Autore della pubblicazione:
Matteo Campari
Addetto ai rapporti con la stampa
API Servizi Varese
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