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Le 10 tecniche SEO da evitare nel 2020 – Seconda parte

September 23 2020
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Proseguiamo la nostra breve analisi sulle tecniche ed azioni SEO che possiamo ormai considerare obsolete e inutili nel 2020: se le state attuando, o se lo sta facendo la vostra web agency… beh, fermatevi, perchè state disperdendo budget!

Continuiamo il percorso intrapreso con la prima parte...

1. Guest blogging
Dicasi: il metodo più semplice, seppur spesso a pagamento, per creare una rete di link da siti anche mediamente autorevoli. Proprio perchè semplice, spesso poco utile se non del tutto inutile. Parliamo ovviamente dei post, spesso mal scritti o con contenuti del tutto estranei al “topic” del blog che li ospita, pubblicati appositamente per fare link building. Solitamente questi spazi vengono venduti dai webmaster a poche decine di euro, ma a prescindere dal fatto che sono quasi fastidiosi per l’utente finale (che magari si ritrova un articolo di cucina in un blog che parla di economia e finanza…), sono considerati alla stregua dei link web 2.0 che abbiamo visto nella prima parte in quanto non inerenti, spesso di qualità molto bassa (sopratutto se generati da copy che nulla sanno dello specifico argomento) ed iper-ottimizzati negli anchor dei link e nel testo in generale. Quindi, nella migliore delle ipotesi, link juice pari a zero, nella peggiore penalizzazioni algoritmiche in arrivo.

2. Pagine AMP
AMP è un framework lanciato da Google stessa nel lontano 2016 allo scopo di velocizzare i tempi di caricamento delle pagine web rispettando determinati requisiti: esistono tutt’oggi diversi moduli che consentono di convertire pagine o interi siti in AMP. Tuttavia, sebbene sia ormai provato che una pagina lenta abbatte drasticamente le possibilità di fruizione da parte dell’utente, e sebbene tale aspetto sia considerato anche un parametro di ranking, abbiamo più volte detto come la ricerca di un tempo di caricamento il più possibile ridotto non porti ad alcun beneficio particolare per la SEO: è in sostanza il comportamento dell’utente che segnalerà a Google se quella pagina va declassata perchè troppo lenta o meno. Inoltre, Google stessa nella persona di John Mueller (Webmaster trend analyst di Google) ha più volte dichiarato che “AMP isn’t ranking factor”, più di così…

3. Exact match domain
Ne abbiamo già parlato in passato: la registrazione e l’utilizzo di un dominio che contenga esattamente al suo interno la keyword che vogliamo posizionare non è più una tecnica utile. Lo è stato, ed in maniera certamente importante, questo è innegabile, ma non lo è più: diciamo che il “giochino” è durato poco. Attenzione: non è una novità… Già nel 2012 (nel 2013 in Europa) Google aveva modificato il proprio algoritmo al fine di ignorare questo aspetto. Nulla di male ad utilizzare un dominio “parlante”, non darà benefici nel ranking ma certamente potrebbe migliorare il CTR (quindi la percentuale di utenti che sceglierà di cliccare un dominio più esplicito di altri), l’importante è di non abusarne andando quindi ad utilizzare domini troppo lunghi o difficili da scrivere solo perchè contengono una determinata keyword.

4. (Keyword) Meta tag
Ah i meta tag… Ancora oggi vi dicessimo quante agenzie web utilizzano questa tecnica, e quanti clienti ancora la richiedano o ne parlano in modo entusiasta… “Abbiamo anche aggiunto tutti i keyword meta tag”… Ah beh, allora siamo a posto. Che bei tempi, quando attraverso il codice impostavi l’attributo html che comunicava a Google di cosa parlava quella specifica pagina del tuo sito. Semplice, veloce, misurabile. Ma indovina un pò? Oggi non occorre più essere così chiari ed espliciti, lo capirà da solo… Lo avreste mai detto? Ok stiamo ironizzando, ma questa tecnica SEO non solo è arcaica, ma ben 11 anni fa Google ha dichiarato di ignorare totalmente il keyword meta tag per finalità di ranking. Punto. Mettete in soffitta questa azione una volta per tutte, per carità!

5. Meta title complesso
Il meta title, ovvero l’attributo html attraverso il quale comunichiamo ai motori di ricerca il titolo di una pagina web, va inteso come uno strumento di indicizzazione: deve quindi risultare chiaro, diretto, efficace e preciso. Ancora oggi vediamo spesso siti con titoli quali “Eventi a Milano, catering a Milano, matrimoni a Milano, servizi fotografici Milano”, magari attribuiti alla home page: quindi quale sarebbe la finalità di un meta title di questo tipo? Comunicare a Google che faccio di tutto di più? E quale di queste keyword, esattamente, vorrei posizionare? Magari tutte? E’ abbastanza semplice desumere che una tecnica di questo tipo porterà solo confusione e genererà anzi problemi nel ranking, perchè di fatto non stai definendo in modo preciso la tematica principale del tuo sito web: in sostanza, stai distribuendo il peso della pagina principale del tuo sito su 3,4 o 5 keyword differenti, generando di fatto scarsi benefici su ognuna di esse.

Bene, abbiamo concluso: come sempre, teniamo a precisare che non siamo stati totalmente esaustivi e che alcuni punti andrebbero un pò più approfonditi (in particolari dove abbiamo trattato l’argomento link building), ma stai pur sicuro che evitare le 10 tecniche delle quali abbiamo parlato in questi due articoli ti farà risparmiare un sacco di tempo (e probabilmente di budget) senza alcun peggioramento nel ranking del tuo sito. Garantito!



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