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Le 5 Ferite e le conseguenti Maschere Psicologiche

July 16 2020
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Curarle si può!

Quante volte ci siamo tenuti lontani dalle situazioni nuove perché le ritenevamo pericolose solo perché sconosciute? Quante volte abbiamo tenuto lontano persone solo perché diverse da noi? Ci siamo tenuti al sicuro, dietro muri di protezione che abbiamo costruito nel tempo, con cura, per difenderci da quelli che noi ritenevamo pericoli. Di fatto abbiamo indossato e continuiamo ad indossare delle Maschere, che in Psicologia, sono dei meccanismi di difesa che si attivano a causa di un dolore che abbiamo dovuto affrontare da piccoli e che ha provocato una ferita che il nostro bambino interiore ci ricorda puntualmente all’occorrenza, in ogni situazione.
In base alla tipologia della ferita che si possiede nel profondo, si sviluppano diverse personalità che si possono riassumere in cinque tipologie.
Naturalmente non stiamo parlando di ferite evidenti sul corpo, ma di quelle dell’anima, del nostro inconscio, causate inconsapevolmente dalle persone che ci sono vicine ed a noi più care, vittime a loro volta di questo meccanismo. Infatti purtroppo queste ferite si tramandano di generazione in generazione proprio perché agiscono nell’ombra, nel nostro inconscio, e ci portano a pensieri, comportamenti, azioni e persino ad assumere diverse posture in automatismo, inconsapevolmente, e che molto spesso si rivelano dannose per la nostra felicità: ostacoli quasi insormontabili per una vita piena e soddisfacente.
Quindi, al minimo sentore di qualcosa che noi riteniamo “strano”, reagiamo con forza per proteggerci.
Se facciamo una piccola analisi delle cinque Ferite e delle diverse cinque Maschere che ne conseguono, questa è la situazione.
La Ferita del Rifiuto porta ad assumere la Maschera del Fuggitivo, significa che in tenera età non ci si è sentiti accolti dal genitore dello stesso sesso e questo induce la persona a credere di non avere il diritto di esistere. Il Fuggitivo passerà molto del suo tempo a cercare di passare inosservato agli altri, nel tentativo di non arrecare disturbo con la sua presenza e le sue necessità nella vita altrui. Avrà sempre paura e non riuscirà ad attribuirsi il giusto valore, convinto di essere inutile.
La Ferita da Abbandono invece crea la Maschera del Dipendente ed indica che il bambino non ha ricevuto sufficiente nutrimento affettivo da parte del genitore del sesso opposto in tenera età. A causa di questo il Dipendente passerà la sua vita cercando l’appoggio e l’approvazione altrui convinto, in loro assenza, di non potercela fare a vivere bene. Egli sarà una persona fragile, che cambia continuamente opinione per compiacere gli altri, che chiede sempre consigli in quanto incapace di prendere prima e sostenere poi una propria decisione. Si atteggerà a bambino bisognoso di cure in quanto non riuscirà a stare da solo visto che la sua paura più grande sarà la solitudine.
La Ferita dell’Umiliazione viene causata solitamente dal genitore che si è occupato dello sviluppo fisico, quindi quasi sempre la madre. Il suo controllo causa un sentimento di umiliazione, priva il bambino della libertà e forgia in lui la Maschera del Masochista. Crescendo il principale sentimento provato dal Masochista è la vergogna di sé e la paura che gli altri si vergognino di lui, quindi tende a mantenere il controllo cercando di non dare sfogo alle proprie emozioni. Vuole essere degno perché purtroppo ritiene vero il contrario nella maggior parte delle situazioni, quindi quasi sempre non dà il giusto spazio alle proprie necessità che rimangono insoddisfatte. Per questo motivo il Masochista passa il suo tempo a risolvere difficoltà e svolgere impegni “altrui” anziché propri, priva continuamente sé stesso della propria libertà personale.
La Ferita del Tradimento porta ad indossare la Maschera del Controllore. Viene causata solitamente dal genitore del sesso opposto e corrisponde ad una violazione della fiducia o delle aspettative. Il Controllore, come sottolineato dalla stessa parola, cercherà sempre di mantenere il controllo della situazione nelle proprie mani. Essendo per lui fondamentale avere sempre una buona reputazione, farà di tutto per mantenerla sempre, prendendo anche degli impegni eccessivi, dimostrando all’esterno una forza di carattere che magari non possiede e caricandosi di aspettative verso gli altri. Per i motivi sopra elencati il Controllore è un seduttore e manipola chi gli sta intorno perché la sua massima paura è quella di essere rinnegato. Prenderà decisioni rapide, anche se poi le cambierà facilmente, sarà intollerante ed autoritario. Diffidente, per nulla influenzabile dalle opinioni altrui, non si lascia aiutare dagli altri e solitamente mente a sé stesso non tenendo fede alla parola data.
Infine la Ferita da Ingiustizia provoca la Maschera del Rigido: viene causata dal genitore dello stesso sesso quando pretende dal bambino che fornisca prestazioni perfette e molto impegnative. In pratica non gli concede la possibilità di commettere errori. Il perfezionismo sarà l’elemento che contraddistinguerà il Rigido durante la sua vita. Egli sarà molto esigente con sé stesso e tenderà sempre a negare i problemi che affliggono la sua vita. Ipercritico con sé stesso non tiene conto dei propri limiti sottoponendosi molto spesso a forti stress. Avrà difficoltà a dimostrare il suo affetto agli altri ed a concedere a sé stesso ciò che gli fa piacere. Cura molto la forma fisica, di conseguenza la salute ed anche l’ordine. Abituato sin da piccolo Il Rigido tenderà sempre a giustificare le proprie azioni.
Malgrado tutti noi, in qualche modo, abbiamo subito queste ferite da piccoli possiamo e dobbiamo assolutamente curarle. Come? Semplicemente prendendone consapevolezza. Come le ferite del corpo, anche quelle dell’anima possono guarire.
Per esempio la Ferita del Rifiuto guarisce quando il Fuggitivo comincia a prendersi i propri spazi, dando importanza a sé stesso, alla propria vita.
Il Dipendente cura la sua Ferita da Abbandono quando prende coscienza del proprio valore intrinseco, quando riesce a stare bene da solo, godendo della compagnia di sé stesso.
La Ferita dell’Umiliazione viene sanata dal Masochista quando egli decide di mettere al primo posto le proprie necessità anziché quelle altrui. Quando impara a dire i famosi “no” che sono terapeutici e propedeutici per la salute. In altre parole quando comincia a credere in sé stesso.
Quando il Controllore decide di lasciarsi andare, di abbandonarsi alla vita ed ai suoi meravigliosi imprevisti, di non darsi valore solo basandosi sul giudizio e l’approvazione altrui, allora vorrà dire che la sua Ferita da Tradimento si sarà dissolta.
Infine se il Rigido capirà che inseguire la perfezione è solo una chimera e permetterà a sé stesso di essere fallibile, perdonandosi e accettandosi anche nelle proprie debolezze e imperfezioni allora sarà guarito dalla Ferita da Ingiustizia.
Ci sono mille motivi per vivere una vita piena, sana, gioiosa e soddisfacente e tutti noi dobbiamo sempre impegnarci a fondo ed essere protesi verso questo obiettivo.
Perché sprecare tempo a pensare agli aspetti negativi, a ciò che ci fa stare male? Sicuramente spesso non lo facciamo apposta, non lo sappiamo, ma questo non ci impedisce di capirne il motivo. Siamo nati ed abbiamo la capacità di pensare, agire e creare ciò che ci fa stare bene, dalle situazioni agli oggetti materiali. Perché allora continuiamo a percorrere la strada del lamento, della Non Azione, della negatività? Come dice Dyer che ne ha fatto anche il titolo di un suo meraviglio libro “ Niente Scuse”! Dobbiamo metterci all’opera. Quando riconosciamo di agire in un determinato modo perché indossiamo le Maschere di cui parlavo in precedenza, dobbiamo subito compiere delle azioni tenendo a mente la cura che ho descritto sopra nello sforzo di guarire le nostre ferite e non di aggravarle ulteriormente. Tutti noi siamo forti e capaci, semplicemente si deve trovare la voglia, la forza per farlo. Nel momento in cui arriveranno i primi risultati il percorso sarà più semplice e ci sentiremo soddisfatti, felici e finalmente centrati in noi stessi e poi la felicità ci coglierà all’improvviso nella sua prorompente allegria.

Cosa aspettate? Forza e coraggio … che la grande opera abbia inizio!

Cinzia Scarpa
Sempreunagioia



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