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   Informazioni sull'autore del testo:
Autore: Maria Cristina Maritati
Azienda: La Casa degli Artisti
Web: http://www.lacasadegliartisti.it


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Comunicato Stampa
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Logos di Eugenio Giustizieri

Pubblicato il 25/10/2007 | da Maria Cristina Maritati


“Logos”, in sintesi, rappresenta la denuncia di una condizione, l’essenza di un’attesa, il fascino di una rivelazione, le regole di un patto. E’ parola, insieme oracolo e responso.

Autore: Eugenio Giustizieri



Titolo: “Logos”



Sede: Banca Arditi Galati

Corso Roma,123 – 73014 Gallipoli (LE)



Inaugurazione: Dal 15 Novembre al 4 Dicembre 2007

Orari: Dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.45 alle 15.45

Ingresso: Libero



A cura di Maria Cristina Maritati de "La Casa degli Artisti" di Gallipoli (Le)


Brandelli di vita che si rincorrono sulla tela della memoria, attimi fuggenti e sfuggenti che si inseguono,
spariscono e poi riappaiono camuffati e sghignazzanti in un gioco di segni e colori velati dal baluginio del
ricordo: è questa l'atmosfera delle opere pittoriche di Eugenio Giustizieri, artista poliedrico che, con uguale
profondità di sentimento, si muove tra poesia e pittura regalandoci momenti di grande emozione. Il suo "Logos"
altro non è che un monologo interiore, un fluire della coscienza che riappare a se stessa in un continuum di
immagini riaffioranti dal nostro passato ed emergenti, giorno dopo giorno, dalla quotidianità della nostra
esistenza che, scorrendo lentamente, costruisce la nostra storia personale. Lo stesso Giustizieri così parla
delle proprie opere e del suo rapporto con l'arte:
L’ARTISTA, L’ALTRO, L’ALTROVE



Tutto ciò che mi circonda, dentro e fuori di me, influenza il mio lavoro: dal pavimento che calpesto, al cielo che sogno, alla parola che pronuncio, al pensiero che fugge. Ogni cosa è fonte di ispirazione, oggetto di curiosità, esito di un percorso. Senza privilegiare tecniche particolari reinvento immagini tratte dal preesistente, scardinandone le limitazioni e decodificandone il significato. Figure sfuggenti alla memoria in un flash offuscato di ricordi, quasi apparizioni oniriche affioranti dall’oscurità della coscienza, pronte per essere colte in un attimo subitaneo. Per reimmergersi, poi, oltre l’orizzonte improvviso degli eventi, oltre la soglia di guardia della consapevolezza.

Le forme, quando compaiono, conoscono l’inquietudine del segno inscritto in quadrati, icone da cui si irradiano linee di tensione. I corpi, nel nulla che li avvolge, prendono vita e insieme si dissolvono in bagliori di comete. In ogni dipinto la tensione,spesso drammatica, mai imprevedibile, si scioglie e si distende: è l’ultimo sussulto di una battaglia aspra, l’estrema ricerca di una galassia infinita, un retaggio domestico, la conquista di un mondo, l’ambiguità di una tentazione. Tracce, sentimenti arcani che rimandano all’indecifrabile, al mistero abissale dell’esistenza a cui tento di strappare il velo, precipitando in un universo interiore che diviene perduta memoria collettiva. Da recuperare e condividere.

Scavandosi la strada dentro i segni immediati e i ritmi delle linee, la forma sembra voler venire alla luce dal buio, ne supera le barriere fino ad affermare una propria chiaroscurale capacità di esistere. L’ombra consegna allo spettatore l’intimità di un messaggio che, solo varcando le inibizioni del contingente, è possibile cogliere. In queste immagini, creature fosche e trasparenti, dove la frontiera tra forma e spazio è indefinita, avverto fortemente quell’oscuro brivido della vita che si nutre di pensiero e si inebria di struggente sentimento. Ma avverto ugualmente il disagio culturale del vivere il nostro tempo. Lo spaesamento è l’ospite inquietante ed invisibile che si aggira tra le nostre identità, si insinua nelle nostre angosce, violenta le nostre fantasie, mortifica le ultime speranze. E raggira la volontà.

“Logos”, in sintesi, rappresenta la denuncia di una condizione, l’essenza di un’attesa, il fascino di una rivelazione, le regole di un patto. E’ parola, insieme oracolo e responso. Pur diversamente presente il colore si vincola, ora ad un clima lirico, ora ad una sottile, dissacrante ironia; si sovraccarica di tutta la casualità dei fatti e l’eredità delle memorie. Ogni tela percorre un itinerario che si satura fino all’inverosimile, senza rispetto di ordine o gerarchie, in uno sconfinato assemblaggio di momenti colti nell’attimo fuggente del loro divenire.

L’ineluttabilità del frammento aleggia su ogni corpo, oltre ogni peso. Per far sì che lo spessore della materia e la forza del segno possano dare un senso filosofico all’immagine delle immagini ed alla nudità delle emozioni. Verso l’altro, verso l’altrove (Eugenio Giustizieri)


Link: giorgiodecesario

Autore della pubblicazione:
Maria Cristina Maritati
Contenitore d'arte e di ospitalità
La Casa degli Artisti
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