TURISMO

Lotta per i rimborsi: la scelta spetta ai passeggeri

April 14 2020
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

L'industria aeronautica è stata duramente colpita dalla crisi di COVID-19. Ciononostante, i diritti dei viaggiatori restano tali e si può chiedere il rimborso per i voli cancellati.

A causa dell'attuale crisi COVID-19 continuano ad esserci migliaia di cancellazioni di voli ogni giorno, che creano sempre più difficoltà ai viaggiatori di tutto il mondo. E sebbene il diritto al rimborso del costo del biglietto in caso di voli cancellati sia chiaramente stabilito e definito, le compagnie aeree e i governi di tutta Europa stanno cercando di cambiare le norme. Il motivo è che i governi si concentrano sul far sopravvivere le compagnie aeree e non sul consumatore. Anche i viaggiatori però devono lottare contro la crisi, come chi perde il lavoro perché non si può muovere.


La controversia sui rimborsi.
Nel caso un volo sia cancellato per un qualsiasi motivo, vale il principio secondo cui i passeggeri hanno sempre diritto ad essere portati verso la destinazione del proprio viaggio con voli o mezzi di trasporto alternativi o al rimborso dell'intero costo del biglietto. Le compagnie aeree devono dare ai loro clienti la possibilità di scegliere se riavere indietro i loro soldi o invece un voucher da utilizzare per un volo successivo. Le compagnie aeree preferiscono distribuire voucher, in quanto il denaro rimane nelle proprie casse. "Attualmente migliaia di viaggiatori ci chiedono informazioni sui loro diritti. Naturalmente, tutti questi passeggeri potrebbero accettare i voucher per i voli successivi, ma la maggior parte preferisce il rimborso dei costi del biglietto, in quanto possono fare buon uso del denaro a causa della situazione attuale", spiega Tom van Bokhoven, CEO di Volo-in-Ritardo.it.

Nonostante la regola non sia interpretabile, diverse compagnie aeree attualmente offrono ai loro ospiti solo buoni prepagati. L'opzione per i rimborsi in denaro manca sui siti web di parecchie compagnie aeree ed è stata rimossa proprio nelle ultime settimane. I voucher hanno l’indubbio vantaggio per cui le compagnie aeree possono continuare a utilizzare il denaro dei passeggeri per la gestione delle proprie attività. Soprattutto ora, quando gran parte delle operazioni di volo viene interrotta, è importante che le compagnie aeree rimangano solvibili. Si può supporre che al momento alcune compagnie aeree siano mantenute in vita solo dal denaro dei passeggeri.

I voucher possono essere utili anche in futuro per le compagnie aeree. Alcuni dei buoni probabilmente non saranno riscattati in tempo e quindi scadranno. Ciò significa che la compagnia aerea non dovrà mai fornire un servizio o rimborsare nulla in cambio del biglietto per cui ha incassato. Un altro pro per le compagnie è che i biglietti che saranno prenotati in futuro tramite i buoni potrebbero anche essere più costosi del volo originale. La differenza naturalmente sarà a carico del cliente, in questo modo le compagnie aeree guadagneranno anche sui voucher.


Botta e risposta sui diritti del passeggero
Questa facoltà di scelta esiste per tutelare i consumatori. Il Commissario UE per i Trasporti, Adina Vălean, ha quindi ripetutamente ricordato ai governi degli stati membri che in caso di voli cancellati, le compagnie aeree sono obbligate a riprenotare i passeggeri su voli successivi o a rimborsare il costo del biglietto. Poiché nella maggior parte dei casi molte restrizioni imposte agli spostamenti rendono impossibile il cambio di prenotazione, l'unica opzione lasciata alle compagnie aeree è il rimborso del costo del biglietto. Bisogna ricordare che le compagnie aeree possono comunque sempre proporre ai passeggeri la possibilità di scegliere tra il rimborso finanziario e i voucher. La Commissione europea, tuttavia, ha sottolineato in particolare l'importanza del fatto che la scelta deve spettare ai passeggeri.

I governi di vari paesi europei la vedono in modo diverso. Stati come la Germania, la Francia e i Paesi Bassi intenderebbero permettere alle compagnie aeree nazionali di offrire ai passeggeri solo l’opzione voucher, in modo da garantire la sopravvivenza ed evitare ripercussioni economiche che potrebbero toccare anche altri settori dell’economia.

Il governo tedesco e quello olandese hanno elaborato piani che consentono alle compagnie aeree di offrire come rimborso ai passeggeri solo buoni. Se questi non saranno riscattati entro la fine del 2021 (o un anno dalla data dell’emissione, nel caso dei Paesi Bassi), i passeggeri avranno diritto a vedersi restituito il denaro. Ma per mettere in pratica questo piano, Germania e Paesi Bassi avrebbero bisogno del via libera dell'UE. Finora, tuttavia, non ci sono state reazioni positive dalla Commissione europea.


Grandi aziende, partite IVA, consumatori: tutti subiscono la crisi
Ma perché le compagnie aeree sono così restie a rimborsare i loro passeggeri dei costi dei biglietti? Questo succede soprattutto perché l'industria aeronautica è stata una delle prime industrie a sentire l'enorme impatto delle misure contro il COVID-19. Mentre in Europa ancora si erano rilevati pochi casi di persone infette, le compagnie aeree erano già state obbligate a cancellare numerosi voli per l'Asia. A ciò sono seguite le restrizioni imposte agli spostamenti in tutto il mondo e un'economia globale che non si sa ancora bene come uscirà da questo periodo storico.

Ma non sono solo le compagnie aeree a risentire di questa crisi. La maggior parte delle industrie sta attualmente subendo colpi duri, e neanche i privati ne sono o ne possono rimanere indenni. A causa di questa crisi, molte persone stanno perdendo il lavoro, sono bloccate all'estero o vivono completamente isolate dalle loro famiglie. I lavoratori autonomi stanno lottando per sopravvivere e le piccole imprese e le start-up rischiano di uscirne a pezzi. La conferma giunge anche dall’ISTAT, che conferma un calo del PIL dello 0,3% nel mese di marzo.



Licenza di distribuzione:
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere