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MAUI: il progetto per monitoraggio delle acque

May 16 2019
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A quasi due anni dall’inizio del progetto di ricerca che ha visto protagonista la regione Lombardia ed una stretta collaborazione tra mondo della ricerca e quello dell’industria, i partner del progetto MAUI (Monitoraggio Acque Urbane e Industriali) sondano i primi risultati e traggono le relative conclusioni.

L’iniziativa, promossa dalla regione attraverso il bando “Linea R&S per Aggregazioni” per valorizzare e mettere a sistema le competenze strategiche e le eccellenze presenti sul territorio, rappresenta un tentativo da parte delle aziende e degli istituti di ricerca coinvolti di portare innovazione nel campo del monitoraggio delle acque reflue. Tale processo riceve spesso poca considerazione in quanto costoso ed oneroso in termini di tempo, sebbene sia di fatto l’unica misura indispensabile per la gestione degli impianti di depurazione e per il rispetto della normativa. Il progetto MAUI ha invece puntato a realizzare un inedito prodotto/processo finalizzato alla verifica in tempo reale ed al monitoraggio delle emissioni in fogna civili ed industriali. Con maggiore dettaglio, è stato sviluppato un sistema di trattamento dei dati provenienti da sensori, idoneo a fornire parametri di tipo analitico chimico/fisico, secondo quanto richiesto dalla normativa italiana ed europea vigente in ambito di acque reflue destinate allo smaltimento in fogna. L’ambizione principale dell’approccio adottato non risiede nella mera capacità di accedere da remoto a delle analisi “ad-hoc”, peraltro in linea con i moderni trend Cloud e dell’Internet of Things, bensì nell'intuizione di poter effettuare una valutazione del refluo “qualitativa” e più speditiva rispetto ai tradizionali sistemi di campionamento. L’informazione rilevata consente di segnalare rapidamente comportamenti anomali, richiamare tempestivamente l’attenzione degli addetti ai lavori (Early Warning) e sollecitare ulteriori interventi mirati e più approfonditi. Tutto questo accelera il processo di monitoraggio e lo rende più efficiente, riducendo i campionamenti ed ottimizzando i costi.

La sperimentazione sul campo è avvenuta principalmente presso l’impianto di depurazione di BrianzAcque di Vimercate (MB), dove dei dispositivi di acquisizione prototipali sono stato installati all'interno di una struttura in metallo in prossimità delle linee di pescaggio del refluo. I dati acquisiti, caratterizzanti indirettamente il refluo perché relativi ad informazioni odorimetriche, venivano ottenuti spillando una piccola quantità d’acqua e quindi analizzando il campione attraverso cluster di sensori. La trasmissione in rete veniva garantita attraverso una connessione internet dedicata, che permetteva ai dati di essere elaborati in Cloud. Infine, mediante un’apposita interfaccia web sperimentale, dati ed sensori venivano resi fruibili a diverse categorie di utenze direttamente da smartphone e pc. Il sistema che era stato precedentemente studiato, progettato e testato in laboratorio, veniva così “rodato” in condizioni analoghe a quelle di funzionamento reali.

Il processo, che è stato verificato funzionare correttamente, dovrà quindi essere ingegnerizzato per poter essere portato definitivamente sul mercato ed aprire a nuove opportunità, anche in settori differenti dal caso specifico di studio. Infatti l’approccio, pensato fin dall'inizio per essere modulare e scalabile, può essere esteso anche ad altri contesti cambiando semplicemente le variabili ed i sensori ma conservando nell'essenza l’esperienza ed il know-how maturati grazie a questo progetto.








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