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Autore: Pino Rimolo
Azienda: Comune Morano Calabro
Web: http://www.comunemoranocalabro.it


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Comunicato Stampa
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Morano Calabro (Cs) - Approvato in Consiglio comunale il Regolamento per la valorizzazione e la concessione dei terreni demaniali

Pubblicato il 20/06/2011 | da Pino Rimolo


I terreni di proprietà all’interno del diritto demaniale,sono beni collettivi e dunque spetta alla comunità ed in primo luogo all’amministrazione l’obbligo di rispettarne la consistenza.

«Un altro punto del nostro programma rispettato. Abbiamo affrontato la materia delle proprietà collettive con l’idea di valorizzarli e difenderli poiché crediamo che questi rappresentino una manifestazione di un costume antico, concepiti per il rispetto delle terre dello Stato.
Abbiamo affermato che i terreni di proprietà all’interno del diritto demaniale, sono beni collettivi e dunque spetta alla comunità ed in primo luogo all’amministrazione l’obbligo di rispettare la consistenza del bene comune, consegnando il diritto e l’opportunità a tutti di trarne interesse per sé e per le loro famiglie. Il tutto nel pieno rispetto dell’art. Art. 12 comma “E” e “D” delle Prescrizioni di massima forestali della Regione Calabria.
Esponendo a grandi linee il nuovo regolamento, diremo che esso consta di diversi punti. Tra i quali è utile ricordare:
- la priorità degli usi civici riferita al pascolo e al diritto di legnatico;
- l’introduzione di un pascolo eco-sostenibile, ponendo la superficie massima assegnabile come calcolo base per la distribuzione complessiva ed equa dei pascoli comunali;
- la determinazione del carico di bestiame riferita alle tabelle di conversione UBA (Unità Bovina Adulta). La qual cosa consentirà di descrivere quantitativamente la consistenza zootecnica per specie animale e il carico animale per unità di superficie. In sostanza una UBA coincide con un bovino adulto, per cui il letame prodotto da 2 bovini può essere distribuito su 1 ettaro di terreno, nell’arco dell’anno, senza determinare fenomeni di inquinamento da azoto, rispettando i criteri di gestione previsti dall’agricoltura biologica. Il tutto connesso alla qualità e alla classe di produttività dei terreni: peggiore sarà il livello di produttività del pascolo e maggiore sarà la superficie necessaria per il mantenimento di una UBA.
Altro valore sarà la promozione con l’obbligo, da parte dell’ente, di compilare gli elenchi di fida e i rispettivi bollettini di pagamento, entro la fine di marzo di ogni anno. Mentre per le superfici a seminativo verrà reso evidente l’elenco dei terreni comunali disponibili.
Siamo riusciti a basare tutta la struttura del regolamento sulla centralità del lavoro, privilegiando le forme cooperative, ma soprattutto si è data la priorità al lavoro femminile, perché riteniamo vi sia gran bisogno di fiducia nelle lavoratrici proprio adesso che la cultura politica punta a far emergere e legittimare la “parte peggiore” del mondo delle donne: una cultura che non ci appartiene.
I parametri tecnici applicati per stabilire la nuova forma progressiva del canone annuale, sono stati quelli riconosciuti dai piani di miglioramento aziendale del PSR 2007-2013 e dei valori agricoli medi. Le fide pascolo corrispondono a 45 €/uba, mentre i seminativi partiranno da un minimo di € 62,00 per ettaro e sino a € 152,00 per i terreni migliori.
Per rispondere alle polemiche denigratorie uscite nei giorni scorsi sulla stampa a riguardo del neoregolamento, voglio chiarire che gli aumenti prospettati dal gruppo consiliare dei berlusconiani di destra e di sinistra, sono del tutto privi di fondamento. In primo luogo, non si capisce come siano riusciti a fare la proporzione uba/capi, in pratica, come se si volesse misurare il vino con il metro. Ma anche sforzandoci di ragionare come loro, cioè a capi, avremo che su un terreno di 1 ettaro dove pascolano due bovini adulti, la precedente fida prevedeva si pagassero € 30,00 (15 €/capo) senza stabilire la superficie necessaria per il mantenimento; con il nuovo strumento, invece, l’onere diventa € 45 per uba. Ad ogni modo, è bene sottolinearlo ancora una volta, la proporzione è del tutto arbitraria. Per i seminativi si è passato da 80,00 €/ha in modo lineare, a 60 € per la maggior parte dei seminativi comunali, con una evidente una riduzione del canone.
Concludo con un suggerimento spassionato per chi si crede professore di diritto: raddrizzi la schiena scoprendo l’inganno politico ordito solo per farsi eleggere».

Giannatale Tramaglino
Assessore all’Agricoltura


Autore della pubblicazione:
Pino Rimolo
Addetto stampa
Comune Morano Calabro
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