SALUTE e MEDICINA

Nasce a Torino la biobanca sui linfomi e il mieloma multiplo

October 22 2018
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Fondazione Neoplasie Sangue (FO.NE.SA.) e Fondazione Italiana Linfomi (FIL) insieme per la ricerca con il progetto della biobanca che avrà un ruolo di primo piano nella ricerca biologica sui linfomi e il mieloma multiplo in Italia

Le sinergie e le collaborazioni tra team di ricercatori e i progetti sviluppati in comunione di intenti e risorse sono una realtà consolidata nella comunità scientifica internazionale. FO.NE.SA. Fondazione Neoplasie Sangue Onlus, ha sempre ritenuto questo approccio utile al miglioramento dei trattamenti e della qualità di vita dei pazienti e il caso della Biobanca che si sta realizzando a Torino è un esempio perfetto.

La Fondazione FO.NE.SA., infatti, sostiene, insieme alla Fondazione CRT, il progetto di FIL e Università di Torino per l’allestimento di una Biobanca che avrà un ruolo di primo piano nella ricerca biologica sui linfomi e il mieloma multiplo in Italia. In particolare, in questo progetto si sta lavorando alla completa informatizzazione della Biobanca, in modo da far dialogare gli attuali sistemi di gestione dei campioni biologici con i dati clinici dei pazienti.

“L’accurata definizione del profilo biologico del malato – spiega il dottor Simone Ferrero, co-autore del progetto Biobanca – permette lo sviluppo di un trattamento personalizzato, più efficace e meno tossico. Con questo obiettivo negli ultimi anni sono stati raccolti nel Laboratorio di Ematologia dell’Università di Torino (Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute), di cui faccio parte, migliaia di campioni biologici di pazienti”.

“Per poter disporre facilmente, nel rispetto delle nuove disposizioni in materia di privacy, della mole di informazioni raccolta – prosegue il dottor Ferrero – è diventato per noi fondamentale il supporto di sistemi informativi dotati di software specifici, in grado di registrare e rendere immediatamente consultabili i dati sulle serie di campioni stoccati nella Biobanca, correlandoli con le informazioni cliniche e i tassi di efficacia delle terapie su ciascun paziente”.

L’apporto di FO.NE.SA., sia dal punto di vista economico sia da quello del know-how – ricordiamo che il suo Data Center è noto a livello mondiale per la capacità di raccogliere, normalizzare ed elaborare i dati clinici dei pazienti affetti da emopatie maligne – si è tradotto in una sinergia di risorse, professionalità ed expertise delle due Fondazioni, unite nello sforzo di dare vita al progetto Biobanca.

“Una sempre maggiore fruibilità scientifica dei dati dei campioni biologici anonimizzati e delle informazioni cliniche dei pazienti che partecipano ai protocolli di cura sperimentali è di fondamentale importanza nel progresso della ricerca clinica – dichiara Gian Maria Zaccaria, ingegnere biomedico che collabora con FO.NE.SA ed è membro del team FIL che lavora al progetto Biobanca. “Poter applicare metodologie di catalogazione e di fruizione dei dati che siano univoche per la comunità scientifica, non solo italiana ma internazionale, è già oggi tra le nostre priorità. Il valore del progetto FIL e i suoi risultati estremamente positivi non possono che essere il punto di partenza per un’applicazione più ampia degli stessi, a cominciare proprio dalle prerogative di FO.NE.SA.”.

Didascalia dell'immagine allegata: Il team di ricercatori, medici, tecnici, e ingegneri di FONESA e FIL che lavora al progetto Biobanca. Da sx: Marta Coscia, Giuseppe Lia, Maria Todaro, Federica Cavallo, Elisa Genuardi, Daniela Barbero, Valentina Griggio, Barbara Mantoan, Paola Colucci, Milena Gilestro, Daniela Drandi, Dario Ferrero, Martina Ferrante, Simone Ferrero, Daniela Oddolo, Gian Maria Zaccaria, Mario Boccadoro.



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Roberto Beltramolli | Patrizia Tontini
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