SALUTE e MEDICINA

Nasce Check - it un progetto per rendere “unico” il paziente scoagulato

July 30 2019
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Nasce il Progetto Check-it, un supporto per la gestione delle situazioni di emergenza o urgenza, per facilitare il riconoscimento da parte del personale medico sanitario della condizione di paziente scoagulato, affinché il medico specialista possa garantire, anche in queste condizioni, l’appropriatezza delle cure, migliorando così la consapevolezza sulla gestione appropriata delle terapie anticoagulanti attraverso un’attività di assistenza e consulenza.

Nasce il Progetto Check-it, un supporto per la gestione delle situazioni di emergenza o urgenza, per facilitare il riconoscimento da parte del personale medico sanitario della condizione di paziente scoagulato, affinché il medico specialista possa garantire, anche in queste condizioni, l’appropriatezza delle cure, migliorando così la consapevolezza sulla gestione appropriata delle terapie anticoagulanti attraverso un’attività di assistenza e consulenza.

Esistono, infatti, alcune condizioni cliniche come la Fibrillazione Atriale, il tromboembolismo venoso o l’embolia polmonare, per le quali è necessario che il paziente assuma, a scopo profilattico, una terapia anticoagulante orale, che può essere in alternativa condotta con gli antagonisti della vitamina K (warfarin) o con i più recenti anticoagulanti ad azione diretta (DOAC).

Questi trattamenti hanno dimostrato una solida sicurezza quando utilizzati nella prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti a rischio. Tuttavia nella vita di un paziente può accadere che si renda necessaria una gestione in emergenza di un sanguinamento pericoloso per la vita, come ad esempio in un politrauma, o di una procedura non differibile nel tempo, come ad esempio un intervento chirurgico urgente.

Questi “momenti” che possono accadere durante la vita di un paziente anticoagulato richiedono, in presenza di un’anticoagulazione in fase attiva, opportune precauzioni e procedure appropriate da parte dell’operatore sanitario.

Il Progetto Check-it prevede che al paziente in trattamento con terapia anticoagulante (senza distinzione di età, sesso o patologia), venga consegnato un braccialetto in silicone anallergico di colore rosso, per la sua tempestiva identificazione da parte degli operatori sanitari, per aumentare le possibilità di una corretta presa in carico del paziente anticoagulato in situazioni di emergenza.

Il Progetto è promosso da Boehringer Ingelheim Italia. Partner del progetto sono alcuni Centri FCSA della Lombardia (Federazione Centri per la Diagnosi della Trombosi e la Sorveglianza delle Terapie Antitrombotiche), che avranno la funzione di “gestori”, AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), che prepara il personale a riconoscere l’eventuale presenza del braccialetto al polso di un paziente durante l’emergenza e a passare l’informazione ai colleghi del Pronto Soccorso per velocizzare l’inquadramento clinico, e AIPA (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), in qualità di patrocinatore.

Il braccialetto verrà fornito ai pazienti dai “centri gestori” del Progetto. Sarà gestore del progetto anche il centro Emostasi e Trombosi di Alessandria con supporto della rete di emergenza locale per il riconoscimento del braccialetto.

“L’interesse del Progetto Check-it è che, da un lato, facilita in ambito sanitario il riconoscimento del paziente anticoagulato, dall’altro può favorire la consapevolezza dei pazienti rispetto alle proprie necessità sanitarie – dichiara la Dottoressa Sophie Testa, Responsabile Nazionale FCSA - necessità che spesso non sono note o possono essere sottovalutate, al di fuori di contesti specialistici. Attraverso questo semplice riconoscimento, dunque, si può rapidamente individuare il paziente che presenta esigenze mediche specifiche legate al suo essere in terapia anticoagulante, oltre a quelle legate al contesto di emergenza in cui si trova”.

"Fin dall'inizio del progetto, partito da poco, abbiamo notato che il paziente si sente rassicurato dal fatto di avere un elemento di riconoscimento per l'assunzione della terapia anticoagulante – commenta la Dottoressa Elena Faioni, Responsabile Lombardia FCSA - In passato è capitato che i pazienti richiedessero una tesserina o un gadget. Il braccialetto è facile da indossare, visibile, lavabile, quindi ben accetto. Vedremo se l'aderenza rimarrà elevata anche nel tempo."

Il Progetto offre la possibilità di soddisfare due necessità: migliorare la gestione del paziente nelle situazioni di emergenza/urgenza, e aumentare la consapevolezza del paziente sul trattamento anticoagulante, attraverso un’attività di counseling messa in atto alla consegna del braccialetto.

“Abbiamo aderito in modo convinto al progetto Check-It – spiega Alberto Zoli, Direttore Generale dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) di Regione Lombardia - e abbiamo dato massima diffusione fra gli operatori del soccorso delle nostre Articolazioni Aziendali Territoriali AAT. Il coinvolgimento operativo delle Sale Operative Regionali Emergenza Urgenza (SOREU) garantirà un’appropriata gestione delle emergenze in pazienti in trattamento anticoagulante, identificati dal braccialetto. Tutto questo con l’obiettivo condiviso di porre il cittadino e i suoi bisogni al centro della nostra attività, collaborando attivamente con una pluralità di soggetti”.

Check-it ha anche un sito internet dedicato agli operatori sanitari https://movinghealth.it/checkit-psp.

Boehringer Ingelheim
L’obiettivo di Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica basata sulla ricerca, è migliorare la salute delle persone e degli animali. Nel perseguire questo obiettivo si focalizza su quelle patologie per le quali ad oggi non esistono opzioni terapeutiche soddisfacenti, concentrandosi sullo sviluppo di terapie innovative che possano allungare la vita dei pazienti. Nell’ambito della salute animale Boehringer Ingelheim si prodiga per una prevenzione avanzata.

Azienda a proprietà familiare sin dalla sua fondazione nel 1885, Boehringer Ingelheim è oggi una delle prime 20 aziende farmaceutiche al mondo. I suoi circa 50.000 addetti ogni giorno creano valore, attraverso l’innovazione, nelle sue tre aree di business: farmaceutici per uso umano, salute animale e biofarmaceutici. Con un fatturato netto di circa 17,5 miliardi di euro nel 2018, Boehringer Ingelheim ha investito in ricerca e sviluppo una somma pari a quasi 3,2 miliardi di euro ovvero il 18,1 percento del fatturato netto.

Da azienda a proprietà familiare Boehringer Ingelheim ha una programmazione che abbraccia le generazioni, concentrandosi sul successo di lungo termine. L’azienda pertanto punta a una crescita interna basata su risorse proprie, e nel contempo è aperta a collaborazioni e alleanze strategiche nella Ricerca. In ogni sua attività, Boehringer Ingelheim è spontaneamente portata ad agire con responsabilità nei confronti dell’umanità e dell’ambiente.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.boehringer-ingelheim.com o consultate il Bilancio all’indirizzo: http://annualreport.boehringer-ingelheim.com.



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Mariella Belloni
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