ECONOMIA e FINANZA

Non si arresta la crescita del numero delle interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane: +4,9% nel III trimestre dell’anno rispetto al 2015

November 21 2016
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+5,4% l’incremento complessivo da inizio dell’anno. In crescita anche l’importo medio richiesto, che si attesta a 80.398 Euro. Le evidenze dell’analisi del patrimonio informativo di EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF

Dall’ultimo aggiornamento dell’analisi elaborata da CRIF sulla base del patrimonio informativo di EURISC - il Sistema di Informazioni Creditizie che raccoglie i dati relativi a oltre 80 milioni di posizioni creditizie, di cui oltre 8 milioni riconducibili a utenti business – è emerso che il numero di interrogazioni relative a richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane, nell’aggregato di Imprese individuali e Società di capitali, nel III trimestre del 2016 ha fatto registrare un incremento del +4,9% rispetto allo stesso trimestre 2015.

A livello di III trimestre, il numero di interrogazioni da parte degli istituti di credito è il più alto in assoluto dal 2008 ad oggi, ovvero da quando CRIF ha iniziato a monitorare in modo sistematico e strutturato questo indicatore.
Più in generale si tratta del sesto trimestre consecutivo con segno positivo, che porta la crescita cumulata nei primi 9 mesi dell’anno ad un +5,4% rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da CRIF consente di distinguere l’andamento del numero delle interrogazioni da parte delle Imprese Individuali e delle Società capitali. I primi 9 mesi dell’anno in corso hanno visto una dinamica più vivace da parte delle Società di capitali, che hanno fatto registrare un incremento del +6,4% rispetto al corrispondente periodo 2015, mentre le Imprese individuali hanno fatto segnare un più contenuto +3,9%.

Va però sottolineato come nell’ultimo trimestre di rilevazione siano però state proprio le imprese individuali a caratterizzarsi per una crescita più marcata, con un +5,6%, mentre le Società di capitali hanno fatto registrare un +4,6%.

Crescono anche gli importi medi richiesti
Dato altrettanto significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentato dalla crescita dell’importo medio richiesto: nel III trimestre dell’anno, in particolare, nell’aggregato di imprese individuali e società si è attestato a 82.770 Euro, che rappresenta il valore più consistente degli ultimi 3 anni.
Da quando sono iniziate le rilevazioni solo nel I trimestre del 2008 (con 92.289 Euro) e nel III trimestre 2013 (con 82.922 Euro) è stato registrato un importo medio richiesto più elevato.

Nel complesso dei primi 9 mesi del 2016 l’importo medio richieste da imprese individuali e società si è attestato a 80.398 Euro contro i 71.935 Euro del corrispondente periodo 2015. Le Imprese individuali hanno mediamente richiesto 34.372 Euro a fronte dei 111.424 Euro delle Società di capitale, che si caratterizzano anche per la variazione più consistente rispetto al 2015, con un eloquente +13,2%.

Relativamente alla distribuzione per classi di importo, la fascia al di sotto dei 5.000 Euro continua ad assorbire quasi un terzo del totale delle richieste (il 31,3%, per la precisione) in virtù del peso numericamente preponderante delle imprese di piccola e piccolissima dimensione. Sono però le richieste superiori ai 50.000 Euro ad aver fatto registrare l’incremento più consistente (+2,1% rispetto al corrispondente periodo 2015).

“Il dato relativo ai primi nove mesi del 2016 conferma la propensione delle imprese italiane a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare la propria attività. In particolare si tratta del sesto trimestre consecutivamente con un segno positivo, a conferma del consolidamento del fiducia verso il futuro. Altrettanto degno di nota l’aumento dell’importo medio richiesto, che nel trimestre appena concluso fa registrare uno dei valori più elevati dal 2008 ad oggi - spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Gli istituti di credito saranno chiamati ad assecondare la dinamica positiva in atto individuando e sostenendo le imprese più meritevoli in un percorso di crescita comune, senza però tralasciare di ponderare adeguatamente i rischi dell’operazione per evitare situazioni di insolvenza che possano gravare ulteriormente sui bilanci già appesantiti dopo gli anni di crisi”.



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Maria Grazia Coronas
Responsabile pubblicazioni - CRIF
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