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Nutricia sostiene la ricerca per supportare i pazienti COVID-19 nella fase di recupero dopo la dimissione dall’ospedale

May 29 2020
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• I pazienti ricoverati in terapia intensiva (TI) possono perdere fino a 1 chilo di massa muscolare al giornoi. I ricoveri prolungati in terapia intensiva possono causare una grave perdita di massa muscolare e di forza nei pazienti colpiti da COVID-19 con conseguenze negative sul processo di recupero. • Nutricia sta sostenendo iniziative di ricerca basate su studi clinici e studi osservazionali condotti in 16 paesi di tutto il mondo, contribuendo con un milione di Euro per la definizione di interventi nutrizionali in grado di rispondere alle esigenze dei pazienti COVID-19 che escono dalla terapia intensiva. • Nutricia sta inoltre supportando con prodotti di nutrizione medica le strutture sanitarie di 16 paesi, con la finalità di mettere a disposizione dei pazienti colpiti da COVID-19 un aiuto nutrizionale supplementare da assumere immediatamente dopo la dimissione.

Nutricia, parte del gruppo Danone, annuncia oggi le sue iniziative di sostegno alla ricerca condotta da medici indipendenti per definire le linee guida sulla nutrizione dei pazienti COVID-19 dopo la dimissione dall’ospedale. Si parte con un primo progetto di ricerca in Italia e, nelle settimane successive, saranno sostenuti altri progetti e studi osservazionali condotti dai medici di 16 paesi in tutto il mondo: Nutricia offrirà il suo sostegno con finanziamenti che in totale raggiungono la cifra di un milione di euro. Inoltre, Nutricia sta aiutando le strutture sanitarie di molti Paesi tramite la donazione di prodotti di nutrizione medica che apportano calorie e proteine e sono concepiti per aiutare i pazienti, colpiti da malattie gravi come il COVID-19, a riacquistare la perdita di peso e la forza.

Con la diffusione globale della pandemia, si è giunti a una comprensione più ampia dei sintomi, delle caratteristiche e delle opzioni terapeutiche per COVID-19. Tuttavia, le esigenze di riabilitazione dei pazienti dimessi dalle terapie intensive e colpiti da una forma grave di COVID-19 non sono altrettanto note. La durata media della permanenza in terapia intensiva negli Stati Uniti e in Europa è in media di 2 giorni. Tuttavia, i pazienti affetti da COVID-19 in condizioni critiche possono restare in TI anche per 2 settimane.

I pazienti possono perdere fino a un chilo di massa muscolare al giorno , di conseguenza un ricovero prolungato può ridurla in modo drastico, così come riduce forza e capacità di recupero. La perdita di massa magra può avere effetti di notevole entità come indebolimento del sistema immunitario, debolezza generale, sviluppo di lesioni e piaghe da decubito fino a determinare un aumento della mortalità. Di conseguenza, le persone lasciano l’ospedale indebolite e a volte non sono più in grado di seguire programmi di riabilitazione e svolgere le attività quotidiane di base come la cura dell’igiene personale, la preparazione e il consumo dei pasti o le passeggiate all’aperto.

Al momento sono poche le direttive specifiche formulate sulle terapie nutrizionali per il recupero dei pazienti COVID-19 dopo la dimissione dall’ospedale. Riccardo Caccialanza, Direttore dell’UOC Dietetica e Nutrizione Clinica presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, è uno dei primi specialisti al mondo ad aver avviato le ricerche sull’impatto della nutrizione medica e dell’esercizio fisico sul recupero delle capacità funzionali e sul miglioramento della qualità di vita nei pazienti che tornano a casa dopo essere guariti dal COVID-19. Forte dell’esperienza diretta e vissuta in prima linea nella supervisione delle cure nutrizionali per i pazienti ricoverati a causa del COVID-19 , Caccialanza sottolinea la necessità di un continuo supporto nutrizionale anche dopo le dimissioni dall'ospedale: “In Italia finora abbiamo riscontrato che le complicazioni dovute alla perdita di massa magra possono prolungare i tempi di ripresa dei pazienti e ciò si traduce in un ulteriore carico sulle spalle di un sistema sanitario già sofferente. È necessario poter disporre di linee guida cliniche per ottimizzare il recupero dei pazienti e aiutarli a riacquistare la capacità di svolgere le attività quotidiane. I pazienti devono avere la forza e l’energia necessarie per affrontare le esigenze fondamentali. E’ altrettanto fondamentale ottimizzare lo stato nutrizionale ed il sistema immunitario, che sono strettamente correlati, delle parti di popolazione più fragili e che maggiormente possono essere esposte a forme severe di COVID-19 nell’ottica di una possibile seconda ondata: queste sono rappresentate dagli anziani e dai pazienti affetti da patologie croniche”.

Patrick Kamphuis, Direttore della Divisione Centrale Medical Affairs Nutricia ha aggiunto: “Come accade in tante altre malattie gravi, la dimissione dall’ospedale in seguito a un’infezione da COVID-19 è solo l’inizio del processo di recupero e, sfortunatamente, l’importanza della nutrizione e dell’esercizio fisico durante la ripresa è spesso sottovalutata. Con questo sostegno alla ricerca indipendente condotta dagli operatori sanitari, insieme ai prodotti nutrizionali per uso medico resi disponibili alle strutture sanitarie, ci auguriamo di poter contribuire al recupero completo dei pazienti affetti da COVID-19 e di aiutare i sistemi sanitari di tutto il mondo a ottenere esiti clinici migliori”.

“Siamo felici di poter mettere la nostra esperienza di lunga data a supporto della comunità scientifica internazionale, impegnata in prima linea nel combattere la pandemia e suoi effetti devastanti sulla vita delle persone” - commenta Elisa Fugazza, Medical Affairs Manager, Nutricia Italia – “La ricerca, che da sempre sta alla base delle nostre soluzioni nutrizionali, è il cuore pulsante della nostra attività e del nostro impegno nei confronti delle persone più fragili. Ed è per questo che siamo orgogliosi di poter contribuire sostenendo la ricerca in un ambito che è ancora in parte inesplorato”.

Le iniziative di Nutricia per il sostegno alla lotta al COVID-19 includono anche programmi di formazione, condotti dagli operatori sanitari, sul ruolo della nutrizione nella cura e nel recupero dei pazienti, oltre a strumenti di supporto per i pazienti e per coloro che li assistono.
Nutricia, parte di Danone, ha adottato misure radicali per proteggere la sicurezza dei suoi dipendenti, supportare i suoi Partner commerciali e rafforzare la resilienza della sua value chain. Danone ha inoltre fornito supporto finanziario ai Partner nel suo ecosistema come agricoltori, fornitori e clienti più piccoli, e ha anche esteso l'aiuto alle organizzazioni sanitarie in molti Paesi del mondo per affrontare le principali conseguenze sulla salute che questa situazione senza precedenti ha creato. Quest'ultima iniziativa di supporto agli operatori sanitari realizzata da Nutricia si aggiunge alle iniziative di aiuto locale avviate già dall'inizio della pandemia da COVID-19. Tra le altre, la donazione di prodotti per l'alimentazione medica o di dispositivi di protezione individuale alle organizzazioni sanitarie che necessitano di sostegno.

Per ulteriori informazioni sulle risorse messe a disposizione da Nutricia per operatori sanitari, pazienti e caregiver www.nutricia.it



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Mariella Belloni
Vicecaporedattore - Marketing Journal
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