SALUTE e MEDICINA

Oli essenziali: ruolo e prospettive d'uso nelle infezioni fungine

March 9 2017
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L’attività antimicrobica degli oli essenziali è stata per molto tempo campo esclusivo della medicina alternativa e, solo recentemente, ha destato l’interesse della comunità scientifica.

Un rimarchevole interesse si è verificato nell'ultimo ventennio per l'uso terapeutico di sostanze naturali in alcune patologie infettive, incluse quelle fungine, di particolare rilievo nell'ospite immunocompromesso. Tutto ciò soprattutto per contrastare gli effetti tossici delle terapie convenzionali, il galoppante fenomeno dell'antibiotico-resistenza e la stessa scarsità di nuovi chemioterapici.

Gli Oli Essenziali (OE) sono complesse misture di sostanze vegetali volatili di cui la letteratura scientifica ha da tempo evidenziato i vantaggi in termini di ampio spettro di attività biologiche, di biodisponibilità e di esigua tossicità. Recentemente, un grande numero di OE e di loro costituenti sono stati ben caratterizzati in vitro per la loro attività nei confronti di lieviti, di dermatofiti e di altri funghi filamentosi. Tuttavia anche i dati microbiologico-clinici promettenti sono spesso insufficienti, aneddotici e non basati sull'uso di metodologie validate e di modelli sperimentali con buona predittività per l'uso clinico.

Inoltre spesso gli OE utilizzati nella ricerca non rispondono ai requisiti di buona qualità, in quanto si tratta di misture poco definite di vari composti. Alla luce di ciò, basandosi esclusivamente sull'uso di buoni modelli preclinici ed efficienti saggi di qualità, abbiamo condotto studi su Candida albicans, il maggiore patogeno fungino umano, di cui abbiamo dimostrato l'estrema sensibilità al Tea Tree Oil (TTO) e al terpinene-4-olo, suo principale componente attivo, sia in vitro che in un modello sperimentale di infezione mucosale.

Sia il TTO che il terpinene hanno mostrato di avere entrambi proprietà fungicida e capacità di eliminazione di ceppi di C. albicans, sensibili e resistenti in vitro ad azolici ed echinocandine con la stessa efficienza, dalla vagina delle ratte con candidosi sperimentale. Sono anche iniziati alcuni studi del meccanismo d'azione di questi composti, e dimostrato che TTO altera la permeabilità delle cellule di C. albicans, causando cambiamenti strutturali e funzionali delle membrane fungine. Se future ricerche confermeranno questi dati, ed escluderanno eventuali effetti avversi, TTO e terpinene potrebbero essere oggetto di studi clinici miranti a stabilire un loro ruolo effettivo terapeutico contro la candidosi vulvovaginale ricorrente refrattaria ai comuni antimicotici. In conclusione, lo studio di TTO e di altri OE, insieme alla ricerca dei singoli componenti attivi, potrà allargare lo spettro dei possibili interventi terapeutici in modo da avere armi sempre più efficaci per combattere le recidive e prevenire i fenomeni di chemio-resistenza antifungina.



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Gentilin Maria Cristina
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