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Proteste in Bielorussia: la storia del Paese nei “Decenni” di Federico Motta Editore

October 26 2020
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In Bielorussia la rielezione di Lukašenko ha scatenato le proteste di migliaia di cittadini. Federico Motta Editore propone uno sguardo storico su una nazione che ancora oggi subisce l’influenza geopolitica della Russia

“Decenni di Storia Contemporanea” è un’opera in 7 volumi di Federico Motta Editore: un viaggio attraverso gli avvenimenti principali del XX secolo.

Federico Motta Editore: l’indipendenza della Bielorussia

Da quando lo scorso agosto Aleksandr Lukašenko è stato eletto come Presidente, in Bielorussia è nato un forte sentimento di protesta contro i sospetti brogli elettorali che avrebbero confermato il sesto mandato del politico. Il Paese si è trovato improvvisamente al centro dell’agenda geopolitica internazionale. Nei “Decenni di Storia Contemporanea”, a cura di Federico Motta Editore, si ripercorre la storia di una nazione diventata indipendente relativamente da pochi anni. Era infatti il 1991 quando è nata ufficialmente la Repubblica di Bielorussia, che per i due secoli precedenti è stata quasi sempre sotto l’egida russa. Dopo un periodo di annessione alla Lituania e alla Polonia, durante l’Ottocento la regione ha fatto parte dell’Impero Russo, per poi passare all’Unione Sovietica. Un Paese con numerose ferite, dovute sia alle due Guerre Mondiali che all’incidente atomico di Černobyl'. Fu grazie al noto Putsch di agosto, con il conseguente crollo dell’URSS, che la Bielorussia ottenne l’indipendenza, come riportato nell’opera di Federico Motta Editore. Lukašenko vinse le prime elezioni democratiche, tenutesi nel 1994: da allora ha ricoperto ininterrottamente l’incarico di Presidente.

Federico Motta Editore: l’era di Lukašenko

Per comprendere al meglio le notizie che in questi giorni arrivano dalla Bielorussia, è importante conoscere le dinamiche storiche che hanno portato agli scontri attuali. Il contributo di Federico Motta Editore aiuta a comprendere le ragioni di chi protesta. Ex militare, deputato del Soviet bielorusso, nel 1991 Lukašenko aveva fondato il partito filorusso “Comunisti per la Democrazia”, nato con l’obiettivo di guidare l’Unione Sovietica verso un regime democratico. Dopo aver vinto a sorpresa le elezioni presidenziali nel suo Paese, è stato rieletto per 5 volte con percentuali altissime. Grazie a un referendum che ha suscitato proteste e polemiche in ambito nazionale e internazionale, già durante il suo primo mandato riuscì a modificare la Costituzione ottenendo l’estensione del mandato di Presidente da 5 a 7 anni. È questo uno dei tanti episodi controversi che hanno portato negli anni molti osservatori internazionali a rinnegare il governo di Lukašenko, tacciato di aver violato le libertà civili e democratiche dei bielorussi. Rileggendo i “Decenni” di Federico Motta Editore è possibile capire come le proteste nate con le elezioni del 2020 abbiano radici molto più profonde.



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