SOCIETA

Quarta superiore all'estero. Il Covid19 non ha fermato il sogno degli studenti italiani

September 16 2020
Scheda utente
Altri testi utente
RSS utente

La storia di Gaia (Bergamo), Agnese (Macerata) e Fabio (Sassari) che iniziano la scuola negli States con la voglia di “ripartire” per costruire il proprio futuro.

Rientro a scuola. Dopo mesi di lockdown, di polemiche e di insicurezze inizia un anno scolastico diverso da tutti i precedenti: la scuola post Covid, quella con misure igienico-sanitarie rigorose, senza abbracci, ma con la consapevolezza che non si possa “ripartire davvero” se non si riparte dall’istruzione. La pensano così anche i tanti studenti italiani (da nord a sud) di quarta superiore che, nonostante la pandemia, non hanno rinunciato al proprio sogno, hanno scelto di partire e stanno iniziando in questi giorni la scuola in un paese fuori dall’Italia.
A garantire un soggiorno studio in sicurezza YouAbroad, da oltre 10 anni punto di riferimento per i tanti ragazzi (dai 14 ai 18 anni) che scelgono di studiare in una scuola superiore estera per un trimestre, un semestre oppure un intero anno.

Tra questi c’è anche Gaia Scandella, 17 anni, di Bergamo, iscritta al Liceo Scientifico Andrea Fantoni di Clusone (BG)che quest’anno frequenta la quarta superiore alla Nixa High School, Missouri, US.
Gaia racconta: “Studiare in America è il mio sogno da quando facevo la terza media. “Never give up” è il mio motto e finalmente sono qui! Mio padre mi ha sempre sostenuto consapevole di quanto questa esperienza sia importante a livello formativo, scolastico ma anche personale. Mia mamma era più preoccupata, avrebbe preferito un paese europeo più vicino ma la mia famiglia ospitante, con la quale YouAbroad ci ha messo in contatto fin da febbraio, è diventata una seconda famiglia per tutti noi e quindi abbiamo optato per gli USA. Ho iniziato la scuola già in agosto, qui è tutto molto ben organizzata in termini di norme di sicurezza anti-Covid19: siamo tutti i giorni in presenza ma con mascherina e distanziamento, per il pranzo ci sono tre turni e tra un turno e l’altro sanificano l’ambiente, c’è una segnaletica da seguire per facilitare il distanziamento sociale. Le regole sono ferree e vengono rispettate. Se qualcuno si sente male viene immediatamente messo in quarantena ma siamo stati dotati di strumenti digitali per seguire le lezioni da casa. Qui in America non c’è la fobia del virus, forse perché, a differenza di chi, come noi di Bergamo, ha vissuto mesi tragici, fortunatamente a Nixa la situazione è più tranquilla. Fuori dalla scuola e per strada non tutti indossano la mascherina”.

Agnese Bruschi, 17 anni, di Macerata, iscritta all’Alberico Gentili di San Ginesio, quest’anno frequenta la quarta superiore in Ohio, precisamente a Beavercreek, una città di 47 mila abitanti vicino Dayton, US. Agnese spiega: “Da gennaio YouAbroad mi ha introdotto la mia famiglia ospitante con la quale siamo stati in contatto sempre. I miei genitori erano contrari alla partenza ma non si sono imposti conoscendo la mia ambizione e i miei desideri. Fino a inizio luglio è stato tutto incerto, penso che in fondo sperassero sarebbe stato annullato dall’organizzazione o addirittura dai governi dei Paesi coinvolti ma non è stato così, e io ora sono felicissima. Avere un’organizzazione come YouAbroad alle spalle quest’anno era l’unico modo per partire in sicurezza perché si sono occupati loro di tutti gli aspetti legati alle restrizioni e alle normative.
Vado a scuola fin da agosto. Anche qui in America ci sono molte norme di sicurezza: distanziamento, mascherine, nessun pubblico alle partite di football, turni per il pranzo e sanificazioni, segnaletica ovunque. Nella mia scuola sono gli studenti a scegliere se studiare in persona o a distanza. Mi spiace che questa mia esperienza sia un po’ “segnata” dalle preoccupazione e dalle limitazioni legate alla pandemia ma le emozioni e la felicità restano le stesse”.

Fabio Cimino, 17 anni, di Sassari, iscritto al Liceo Scientifico Marconi e che in questo momento frequenta la Westfield High School in Indiana, racconta: “Sono sempre stato motivato a partire e la mia famiglia mi ha sostenuto. Ho iniziato la scuola già in agosto in quarantena, ora siamo in presenza. Anche qui in America ci sono norme simili a quelle italiane: distanziamento, mascherine, igienizzazione, classi con numero ridotto di studenti, attività sportive all’aperto e in piccoli gruppi. Inoltre alterniamo giorni in presenza e a distanza, la didattica da casa però non prevede video chat, piuttosto lezioni preregistrate e compiti. Il tracciamento degli spostamenti è rigido: a mensa dobbiamo scannerizzare il QR code del tavolo a cui sediamo, le persone qui hanno più paura della quarantena per questo tracciamento così rigoroso e severo che del virus in sé. In effetti davvero mota gente viene messa in quarantena, però da un lato è giusto, io mi sento molto sicuro!”

Tommaso Lodolini, fondatore di YouAbroad, spiega: “Nonostante la situazione internazionale attuale, sono sempre di più le famiglie che si rivolgono a noi per organizzare l’anno di studio all’estero dei propri figli, riconoscendo il valore inestimabile di questa esperienza, soprattutto in termini di crescita personale e accademica. La possibilità di studiare in una High School all’estero, di apprendere una nuova lingua, di crearsi un network internazionale destinato a durare per sempre, nonché lo sviluppo di competenze trasversali indispensabili per il futuro accademico e professionale, sono solo alcune delle motivazioni che, anche in tempo di Covid, spingono le famiglie ad investire sul futuro dei propri figli. A questo si somma l’etica e la professionalità che tutti in YouAbroad perseguono quotidianamente. Negli scorsi mesi, abbiamo scelto di mantenere attivi solo i programmi che garantissero una totale sicurezza, ne abbiamo cancellati la maggior parte, anche in Paesi e Stati dove gli italiani sarebbero stati ammessi. Per noi è stato un grave peso economico anche perché abbiamo scelto di rimborsare tutte le famiglie degli studenti il cui programma è stato annullato, integralmente, senza imporre voucher, ma l’abbiamo fatto nella consapevolezza che fosse la scelta corretta verso tutte le persone che avevano scelto YouAbroad senza indugi. Da sempre, in questo momento così difficile più che mai, le priorità per YouAbroad restano il benessere degli studenti e la gestione impeccabile del programma all’estero, un sogno che ogni anno, da anni, diventa un progetto di vita per molti studenti ambiziosi”.



Licenza di distribuzione:
Francesca Mariotti
Ufficio stampa - Maybe Ufficio Stampa Torino
Vedi la scheda di questo utente
Vedi altre pubblicazioni dell'utente
RSS di questo utente
© Pensi che questo testo violi qualche norma sul copyright, contenga abusi di qualche tipo? Leggi come procedere