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Quelle “Sfumature Nascoste” - La Lettera Di Un Padre

April 16 2019
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In questi giorni mi ritrovo spesso a ripensare al concetto di sport e a quell’umanità che dovrebbe contraddistinguerlo a tutti i livelli. Le valenze educative, i valori aggiunti di ragazzi che nello sport si preparano alla vita e ad essere uomini e cittadini positivi del mondo.

Ho sempre ritenuto l’equitazione un valore aggiunto in questo senso perché penso che aiuti i ragazzi ad essere responsabili, precisi, ponderati, organizzati e amanti del mondo che viviamo, letto spesso dagli occhi di un cavallo. Confermo ogni volta questo pensiero quando vedo mia figlia che preferisce pulire la scuderia rispetto ad andare a fare shopping o prendersi occasioni di svago che non coinvolgano il cavallo. Il mondo equestre è così!

E’ una malattia che ti entra dentro e ti obbliga a sacrifici di ogni ordine e grado regalando peraltro altrettante soddisfazioni personali.

Anche le competizioni sono importanti per l’educazione perché ci fanno confrontare con gli altri e sottolineano come l’impegno possa far arrivare dei risultati che non devono essere occasionali ma frutto di un lavoro costante di semina e mantenimento di una passione. In questo i tecnici o allenatori che dir si voglia svolgono un compito principe e hanno loro malgrado un ruolo educativo grandissimo. Hanno la responsabilità di preparare dei ragazzi alla vita e non solo alla competizione; attraverso di essa i ragazzi apprendono appunto il sacrificio e tutti i valori sopracitati oltre che l’umiltà, la collaborazione, la volontà e tutte quelle belle cose che ogni genitore desidererebbe che il proprio figlio apprenda. Come al solito quando lo dice un genitore la cosa non funziona mentre l’istruttore di turno… “ apriti o cielo”.

Il rovescio della medaglia a volte è che gli stessi istruttori sono uomini, in senso generale del termine, che perdono di vista la finalità e l’importanza del proprio lavoro posponendo il ruolo educativo a ruoli di interesse, di affermazione personale o di arrivismo. Questi non sono valori che vorrei passare ai ragazzi, e mi rammarica vedere tanta pochezza in alcuni istruttori.

Per quanto mi riguarda mi sono trovato a dover scegliere per mia figlia l’istruttore giusto. La scelta era legata alla scuderizzazione del cavallo ed alla fiducia riposta nell’istruttore “storico” con tutta la riconoscenza del caso. Alla fine, ho preso i due istruttori e ho semplicemente chiesto che la loro priorità fosse mia figlia, la sua crescita e la sua vita equestre. Sapevo di essere di fronte a persone intelligenti, ma sono rimasto piacevolmente colpito quando hanno subito bypassato i campanilismi o gli interessi e si sono messi gomito a gomito a lavorare per questo progetto. Vederli in campo prova, gomito a gomito con caratteristiche personali così diverse e così sincroniche, è un piacere davvero. I risultati arriveranno, magari non quello che ci proporremo, ma comunque il ruolo educativo è preservato e la testimonianza fa molto più di mille parole. Sicuramente all’esterno leggeranno interesse, sotterfugio, gelosia ma credo che per chi fa vero sport il discernimento e la valutazione di aridità mentale altrui sia implicita.

Grazie quindi di cuore a Monica Iemi e Italo Cirocchi per aver cosi di buon grado dimostrato di essere degli educatori allo sport e degli allenatori per la palestra della vita. Non credo che sia l’unico caso, io conosco questo! Spero sia il modo di poter dar voce a tutti quegli esempi di vero sport e professionalità che spesso rimangono silenti all’angolo di un rettangolo.


Paolo Merli (papà di Valentina Merli)
Fisioterapista Osteopata e proprietario dell’Allevamento “I Due Merli” Lusitano Dressage
Sito: www.iduemerli.it

Per ulteriori informazioni:
Digital PR a cura di Blu Wom Milano
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