ECONOMIA e FINANZA

Rintracci Bancari

October 27 2020
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Datacredit, specializzata nei report per gli studi legali, mette a disposizione una guida dettagliata al servizio

Il rintraccio delle relazioni bancarie ufficiose è divenuto un asse portante del processo di recupero crediti giudiziale, ovviamente nell’ambito delle azioni di recupero presso terzi debitori, al fine di velocizzare i tempi ed ottimizzare gli esiti di azioni legali che nel contenzioso creditizio incontrano il rischio di tempi molto lunghi ed esiti incerti laddove si proceda per vie tradizionali quali il pignoramento immobiliare, peraltro foriere di costi assai rilevanti.

Datacredit non suggerisce la strategia legale alle imprese anche perché, prevalentemente, opera per conto proprio degli studi legali, con un dek di prodotti assai vasto nella filiera delle informazioni commerciali post fido, in Italia e all’estero.

I rintracci bancari sono report informativi molto utili che agevolano l’azione dello studio legale o comunque del creditore, poiché intercettano le fonti di liquidità della parte debitrice, che sia essa una persona fisica, un soggetto privato, oppure una persona giuridica, ovvero un’impresa.

La funzione del rintraccio bancario, comunemente definito rintraccio conti correnti, è quella appunto di indirizzare le azioni di pignoramento presso i terzi debitori individuati, normalmente istituti di credito, quando si riesce ad individuare rapporti tra il soggetto debitore e le banche, per conti correnti o altre forme di raccolta destinate al risparmio.

Va detto che non vi sono fonti accessibili ed infallibili di approvvigionamento dei dati che consentano un’assoluta veridicità del dato, se non banche dati di pertinenza del fisco alle quali non hanno accesso i services privati.

Tuttavia il rintraccio conti correnti, come di solito viene definito, è un’istantanea spesso precisa ed affidabile della situazione del debitore, frutto di una combinazione di ricerche effettuate su pubblici registri, fonti ufficiali di dati e ricerche ufficiose.

Le società di informazioni commerciali e le agenzie investigative che forniscono questo tipo di informazione commerciale sono specializzate nel credit bureau, nella fornitura di rapporti funzionali alle azioni legali di recupero crediti, così come le varie piattaforme di servizi online e visure che commercializzano questo tipo di report.

Le premesse di cui sopra sono utili a non gonfiare smisuratamente il grado di attesa sulla veridicità dei report e contestualmente a valorizzarne il reale peso specifico, ovvero quello di uno strumento adeguato a sostenere pragmaticamente l’efficacia dell’azione giudiziale fornendo una commodity di indubbia utilità.

Ovviamente uno studio legale o un’impresa piuttosto che anche un privato possono effettuare random la ricerca degli istituti di credito magari partendo dalla sede legale dell’azienda debitrice ovvero dalla residenza di un soggetto privati ma spesso questo tipo di azioni risultano inefficaci e dispendiose.





I rintracci bancari comunemente sul mercato inoltre non si limitano a segnalare al cliente i rapporti bancari attivi, ma, in alcune occasioni, a fornire notizie sulla disponibilità corrente o sulla giacenza media, e, sovente riportano anche altre notizie di interesse, ad esempio, dati su eventuali rapporti con il circuito di Poste Italiane, relativamente a rapporti di conto e libretti di risparmio, piuttosto che notizie sui censimenti anagrafici a sistema per operazioni di sportello.

Un buon report bancario in effetti dovrebbe offrire al cliente uno screening bancario/postale su scala nazionale che segnali oltre ai rapporti attivi , anche i rapporti estinti o in stato di sofferenza e i censimenti anagrafici.

Quindi il rintraccio bancario pur non essendo un rapporto informativo infallibile è senza dubbio uno strumento affidabile ed efficace per velocizzare i tempi ed ottimizzare gli esiti, fornendo notizie che aumentano le possibilità di esito positivo, dell’azione giudiziale di recupero crediti.

La recente diffusione con tasso di crescita elevato delle carte prepagate, soprattutto quelle munite di IBAN, le cosiddette carte/conto, pone ai provider di informazioni ulteriori problemi; non tutte le società operanti nel settore sono in grado di individuare questo tipo di rapporti che, soprattutto in alcuni casi, stanno assumendo vaste proporzioni numeriche.

E’ ovvio infatti che l’accentuarsi della crisi economica ed il contestuale restringimento dei canali di accesso al credito comporta per molti soggetti forti problematiche nell’accendere rapporti di conto corrente tradizionali e per cui optano per forme di c/c alternative, spesso attivabili telematicamente via web, che poi, nei fatti, hanno le medesime funzionalità dei conti tradizionali.

Come noto, molti istituti già da diversi anni hanno incentrato il proprio core business su queste forme di rapporto con i clienti e, in alcuni casi, ne hanno fatto il baricentro del proprio business.

Tracciare tutte queste forme alternative di risparmio non è semplicemente possibile, Datacredit riesce a darne conto, almeno parzialmente, grazie ad un network consolidato di agenzie investigative autorizzate e provider corrispondenti specializzati.

Una delle criticità storicamente più ricorrenti nel rintraccio bancario è quello delle richieste per controversie ereditarie; a volte gli eredi che ne fanno richiesta in prima persona o attraverso i propri legali di fiducia, si aspettano una molteplicità di rapporti che non emerge dai report o, più raramente, sono in possesso di dati (o credono di esserlo) relativi a rapporti di credito non tracciati dalle ricerche del provider.

Tecnicamente questo dipende da una molteplicità di fattori, tenendo sempre e comunque presente che non esiste pretesa ne di infallibilità da parte della società erogante il servizio ne vi deve in alcun modo essere pretesa di veridicità assoluta da parte del cliente; uno degli elementi che possono concorrere alla mancata tracciatura del rapporto è dato dal tempo che intercorre tra il decesso del soggetto interessato e la ricerca bancaria/postale effettuata, poiché gli istituti hanno un comportamento disomogeneo nel censimento e nell’anagrafe di queste posizioni di conto corrente.

Si tenga sempre presente che si parla di REPORT UFFICIOSI, altrimenti occorrerebbe identificare i rapporti da banche dati il cui uso è illecito, ad esempio l’anagrafe tributaria.

Al riguardo poi, citiamo il portale ALTALEX che in un articolo dedicato cita letteralmente “Escludendo la procedura di accesso ai dati dell'anagrafe tributaria tramite Agenzia delle Entrate, che presenta tempistiche lunghe e scarso aggiornamento dei riferimenti, lo strumento più utile a ottimizzare l'iter di recupero del credito è il rintraccio conti correnti.”.

L’articolo, molto interessante anche per la parte dell’iter giuridico del pignoramento presso terzi, prosegue così: “Le indagini patrimoniali svolte da società specializzate consentono di individuare i codici ABI e CAB di uno o più conti del debitore. In questo modo, è possibile risalire alla località dell'istituto bancario e alla filiale presso cui sono registrati gli importi da esecutare: un elemento indispensabile per procede all'invio dell'atto di pignoramento. Inoltre, ove possibile, vengono reperite delle referenze relative all'effettiva movimentazione o eventuale inattività del conto da pignorare”.

Infatti un altro degli aspetti è quello della tempestività dell’azione esecutiva per poter sfruttare appieno le potenzialità offerte da un rintraccio bancario; soprattutto in un quadro congiunturale come quello attuale, soprattutto in forme alternative di deposito quali le carte prepagate ma anche nel caso di c/c aziendali, purtroppo, è fondamentale che non trascorra troppo tempo tra l’individuazione dei rapporti ufficiosi e l’innesco dell’azione esecutiva.

Nel caso di rintracci bancari su società di capitali o di persone va tenuto conto che spesso oltre al saldo di conto, magari ufficiosamente segnalato, vi può essere anche un contro bilanciamento delle disponibilità dato da linee di affidamento tradizionali o promiscue (cosiddetti castelletti).

Avendo illustrato potenziali criticità, determinate non tanto dalle oggettive caratteristiche del rintraccio dei conti correnti, ma piuttosto dalle ingiustificate aspettative di evangelica precisione che alcuni clienti vorrebbero, andiamo ad elencare alcuni plus che non sempre sono conosciuti ed attesi dalla clientela, sia essa qualificata, studi legali e commerciali, sia nel caso di clienti finali come privati ed imprese.

1) RAPPORTI POSTALI

Le società specializzate sono in grado di tracciare i rapporti con il circuito Poste Italiane, sia per rapporti di conto che altre forme come libretti o carte

2) PREPAGATE

Oltre alle conosciute prepagate del sistema Poste, possono essere tracciate le prepagate degli istituti di credito tradizionali e non

3) CONTI CON ISTITUTI NON TRADIZIONALI

Laddove si possegga un certo tipo di organizzazione si possono identificare ufficiosamente rapporti con istituti non convenzionali

4) COINTESTAZIONI

In un numero significativo di casi è possibile ottenere la riconducibilità al soggetto debitore, di rapporti cointestati con altri soggetti

5) CENSIMENTI ANAGRAFICI

I censimenti anagrafici non indicano la conseguenziale presenza di un rapporto attivo con l’istituto identificato ma possono essere anche estremamente indicativi

In finale, il rintraccio bancario è un tipo di report che ha consentito di tutelare il diritto creditizio negli ultimi anni a fronte di un aumento esponenziale del contenzioso e dello stato di insolvenza.

DATACREDIT coniglia sempre di ricorrere a report integrati che contengano il dato bancario ma non siano ad esso limitato; le cosiddette indagini patrimoniali, come anche molti altri nostri concorrenti fanno, sono report più completi che effettuano uno screening anche sugli asset aggredibili quali beni immobili e mobili, sulle fonti di reddito da lavoro dipendente o autonomo ed effettuano un check sugli eventi pregiudizievoli di natura finanziaria.

Un report informativo siffatto offre un dek di possibilità più ampio allo studio legale che può combinare e modulare la propria azione con maggiore flessibilità ed efficacia.



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