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Roma: il quartiere Celio si ribella all’invasione della movida dell’ weekend

October 16 2020
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La storica Associazione Progetto Celio ha inviato un esposto sottoscritto da quattrocento firme contro la malamovida che rende invivibile il rione nelle notti di fine settimana.

La storica Associazione Progetto Celio ha inviato un esposto sottoscritto da quattrocento firme contro la malamovida che rende invivibile il rione nelle notti di fine settimana.
L’esposto è stato inviato alla Sindaca, alla Presidente del primo Municipio, alla Polizia Locale, al locale Commissariato di P.S. e alla Stazione dei Carabinieri di piazza Dante.
Si denuncia formalmente la situazione invivibile venutasi a creare ormai da tempo nella zona specialmente nel tratto di via San Giovanni in Laterano che va da piazza del Colosseo alla basilica di San Clemente.
Da settembre la situazione è peggiorata per la presenza di numerosi avventori, oltre un centinaio e tra questi anche molti minorenni, che a partire dalle 23,00 del venerdi e del sabato, sino alle 4.00-5,00 di mattina, consumano bevande alcoliche in strada, occupano ambedue i marciapiedi e la sede stradale di via San Giovanni in Laterano da piazza del Colosseo fino alla Basilica di San Clemente ed oltre, per disperdersi poi alla spicciolata nelle tarde ore notturne verso le strade che portano ai posteggi delle auto.
In questo lasso di tempo succede di tutto: schiamazzi, risse, musica ad alto volume, bisogni corporali tra una macchina e l’altra, dietro i cassonetti, contro i portoni e talvolta addirittura dentro gli androni dei palazzi. Si producono schiamazzi urla e rumori di ogni genere che, per la loro durata, intensità, modalità e per le circostanze di tempo e luogo, impediscono letteralmente ogni attività domestica e rendono inoltre impossibile il sonno ed il riposo.
L’alcol da asporto continua ad essere venduto da qualche esercizio commerciale anche dopo l’orario consentito, ed il consumo in strada di alcol in bottiglie di vetro ed in bicchiere continua indisturbato ben oltre l’orario consentito, fino alle prime ore del mattino, con tutte le conseguenze di atti contrari alla pubblica decenza e di disturbo alla quiete pubblica.
Naturalmente negli assembramenti è assente l’uso delle mascherine, l’area archeologica del Ludus Magnus e il sagrato della Basilica di San Clemente diventano una discarica di bottiglie vuote e di bicchieri di plastica.
L’Associazione Progetto Celio, anche alla luce dell’ultimo Dpcm varato dal Governo, chiede controlli serrati ed interventi decisi, perché così non si può più andare avanti. Anche molti ristoranti si sono uniti alla protesta perché quello che succede per le strade non giova certamente al loro lavoro. I residenti sono stati a lungo tolleranti ma ora si è passato ogni limite ed occorre intervenire sia sul piano amministrativo che dell’ordine pubblico, prima che succedano fatti più gravi.

Paolo Gelsomini
(presidente Associazione Progetto Celio)

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