SALUTE e MEDICINA

Salute mentale: “Troppi pazienti non presi in carico e ritardi diagnostici, indispensabile maggiore coordinamento a livello locale e più supporto economico alle famiglie disagiate”

October 1 2020
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Napoli, 30 settembre 2020 - Per affrontare i problemi legati ai disturbi mentali, in particolare alla qualità dell’offerta di cura nei sevizi, analizzando i punti di forza e criticità e le azioni in corso a livello locale, Motore Sanità ha organizzato in Campania, con il contributo incondizionato di Angelini, il webinar “LA SALUTE MENTALE FOCUS SULLA PRESA IN CARICO E MISURAZIONE DEGLI ESITI ASSISTENZIALI”, primo di tre di appuntamenti regionali.

In Italia, i dati del rapporto sulla Salute Mentale del 2017 dicono che i pazienti psichiatrici assistiti dai servizi specialistici siano oltre 850mila; di cui 336mila entrati in contatto con i servizi per la prima volta; le persone di sesso femminile rappresentano il 54% dei casi; il 68% dei pazienti sono al di sopra dei 45 anni. La spesa complessiva è stata di 4 miliardi di euro, di cui l’assistenza ambulatoriale ben il 47% del complessivo, il residenziale il 40% e il semiresidenziale il 13%. Il costo medio annuo per residente dell’assistenza psichiatrica, territoriale e ospedaliera, è pari a 78 euro.

“Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la schizofrenia è tra le prime 20 cause di disabilità al mondo, a cui si associa un elevato livello di carico personale e familiare. In Regione Campania, sulla base dei dati dell’ultimo Rapporto Nazionale sulla salute mentale, la prevalenza del disturbo è pari a 33 casi per 10.000 abitanti. La presa in carico dei pazienti con schizofrenia rappresenta un aspetto particolarmente critico per i servizi di salute mentale territoriali; infatti, tra i pazienti presi in carico dai servizi di salute mentale, quelli con schizofrenia sono i più frequenti e i più gravosi in termini di continuità delle cure, difficoltà di presa in carico e costi economici e sociali associati. Circa il 40% di tutte le prestazioni sanitarie erogate dai servizi territoriali nell’anno 2018 sono riconducibili ai pazienti con diagnosi di schizofrenia. Queste attività includono le visite domiciliari e territoriali, le attività di riabilitazione e di risocializzazione, le visite psichiatriche e i ricoveri ospedalieri. Inoltre, i pazienti con schizofrenia rappresentano oltre la metà delle persone che vivono presso strutture residenziali o semi-residenziali. Per tali motivi, appare necessario promuovere un’adeguata presa in carico del paziente con schizofrenia fin dalle fasi iniziali del disturbo attraverso la promozione di programmi di cura individualizzati e personalizzati, con il coinvolgimento di un’equipe multidisciplinare che possa lavorare in maniera sinergica per garantire la recovery del paziente. Inoltre, appare sempre più cogente la necessità di una presa in carico precoce e tempestiva, in modo da ridurre la durata di malattia non trattata ed evitare il rischio di cronicizzazione. La Regione Campania ha recentemente istituito un tavolo tecnico per la costituzione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), che prevede anche la costituzione di una rete di servizi attiva su tutto il territorio campano, per la diagnosi e il trattamento precoce integrato dei pazienti all’esordio”, ha spiegato Andrea Fiorillo, Professore Dipartimento di Psichiatria Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”






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