SALUTE e MEDICINA

Sanità, la check list in sala operatoria per ridurre i rischi

November 9 2017
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La sala operatoria è l’ambiente ospedaliero con i più alti livelli di rischio clinico. Lo dicono le statistiche...

La sala operatoria è l’ambiente ospedaliero con i più alti livelli di rischio clinico. Lo dicono le statistiche.

Rischi legati alla comunicazione tra l’équipe operatoria, all’individuazione della giusta sede chirurgica, alle infezioni e alla dimenticanza di garze o strumenti nel sito operato. Tutte situazioni che possono mettere in pericolo la salute del paziente e la cui risoluzione deve rappresentare una priorità per i sistemi sanitari pubblici e privati.

I maggiori rischi per il paziente sottoposto a intervento chirurgico derivano da:

Problemi di comunicazione
Potrebbe sembrare un aspetto banale, ma non lo è. La buona riuscita dell’intervento - e la stessa vita del paziente - dipende da informazioni che devono essere accertate, documentate e condivise tra i membri dell’équipe. Possono bastare una svista o un errore di sufficienza per compromettere tutto.

Individuazione del sito chirurgico corretto
In altre parole, il rischio di operare paziente in una parte sbagliata del corpo. Capita di sentire in tv o leggere sui giornali casi di malasanità, pazienti operati nel sito chirurgico sbagliato o pazienti sottoposti ad intervento per una malattia inesistente, a causa di uno scambio di informazioni in una situazione di emergenza-urgenza. In sala nulla va dato per scontato, per questo nella check list operatoria c’è una casella che l’équipe deve barrare per confermare la sede dell’intervento.

Scorretta preparazione preoperatoria
Un errore di preparazione del paziente può ritardare, sospendere o rimandare l’intervento, o ancor peggio causare complicazioni nel corso dell’operazione. Che succederebbe se prima di una chirurgia gastrica il paziente non rispettasse il digiuno, o se prima di un’operazione al cuore non avesse seguito la terapia anticoagulante prescritta?

Infezioni
Una vera piaga sia per il paziente che per il sistema sanitario, visto che l’insorgere di infezioni può comportare gravi problemi di salute e prolungare la degenza in ospedale. Purtroppo i protocolli di buona parte delle aziende sanitarie nazionali non sono ancora aggiornati alle moderne linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS).

Ritenzione di materiali estranei nel corpo del paziente
Uno dei rischi più temuti, sia dal paziente che dai chirurghi. Sembra assurdo ma, nel mezzo della routine chirurgica, può capitare di dimenticare garze, tamponi, aghi (persino bisturi!) e altri presidi nel corpo del paziente, in assenza di una scrupolosa panoramica dei materiali usati. L'introduzione della check list in sala operatoria ha stabilito la “conta” obbligatoria di tutti i dispositivi utilizzati, prima e dopo l’intervento, riducendo i casi di simili errori.

Allergie e reazioni avverse ai farmaci
Chirurghi, OSS e infermieri di sala devono avere una formazione specifica sui farmaci e sulle relative tossicità. Le informazioni riguardanti pazienti allergici a determinate sostanze devono essere condivise con tutti i membri dell'équipe, per usare soltanto farmaci e presidi compatibili.

foto da noris-mdn.com

Dalle “Guidelines for Safe Surgery” dell’OMS è nata la moderna check list di sala operatoria, per garantire alti standard di sicurezza nei processi chirurgici. I più innovativi sistemi di risk-management, poi, hanno introdotto tecniche - come la digitalizzazione della stessa check list tramite un apposito software chiamato H2O - che riducono i rischi per i pazienti e limitano la spesa a carico della struttura o del sistema sanitario.

In Italia, per il momento, la direttiva sulla check list di sala operatoria è ancora facoltativa ed è stata adottata solo da alcune Regioni. La sua gestione informatizzata consente a ospedali e cliniche di aumentare il livello qualitativo di sicurezza, scongiurando tutti gli errori che derivano da dimenticanze e distrazioni, o da una sbagliata condivisione delle informazioni.

1a foto da canal2.md; 2a foto da noris-mdn.com

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Enrico Zerbini
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