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Separazione e divorzio: affido condiviso, affido congiunto, diritti genitore non collocatario

January 20 2020
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Come funzionano l’affido congiunto e l’affido condiviso? Quali sono i diritti spettanti al genitore non collocatario?

In sede di separazione, ai sensi dell’art. 337 ter Codice Civile, i minori hanno diritto a ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi i genitori, a mantenere un rapporto di equilibrio continuativo con ciascuno e a conservare rapporti con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
Ben si comprende che la normativa vigente miri a porre massima attenzione alla rilevanza dei bambini di minore età all’interno di un contesto familiare in crisi.
In caso di affido condiviso, il giudice deve determinare le modalità e le tempistiche della permanenza del figlio minore presso ciascun genitore.

In caso di collocamento di un minore a settimane alterne presso ciascun genitore, il Giudice può eliminare l’assegno di mantenimento a carico di uno dei genitori e stabilire un contributo diretto volto al mantenimento del figlio.
Per quanto concerne poi l’attribuzione della casa familiare, il Giudice deve tenere conto dell’interesse dei figli minori e dei tempi di permanenza dei minori presso l’uno e l’altro genitore.
In buona sostanza, in caso di separazione e di divorzio, il Tribunale può optare per l’affido condiviso dei figli minori che rappresenta la regola.

Nella prassi molti genitori non collocatari cercano di avere con sé i figli minori per il maggiore tempo possibile, i quali sono sottoposti a continui spostamenti.
Ciò può arrecare non pochi disagi che impattano sulla difficoltà di concentrazione e sulla scarsa performance scolastica.

Ai sensi dell’art. 337 quater comma I Codice civile, l’affidamento esclusivo rappresenta l’eccezione rispetto alla regola generale.
Si parla di affidamento esclusivo quando uno dei due genitori viene escluso dall’esercizio della responsabilità in quanto ritenuto dannoso per il minore.
L’affidamento esclusivo ad un solo genitore si ha quando è provata l’inidoneità dell’altro coniuge, tanto da rendere l’affido condiviso dannoso per il minore.
Il genitore non affidatario è tenuto a monitorare sul comportamento dell’altro e può ricorrere al Giudice laddove ravvisi un pregiudizio per il figlio.

Sintesi articolo pubblicato sul sito avvocatodirittodifamiglia.it



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Leonardo Breccolenti
Social Media manager - Studio Legale Polenzani-Brizzi
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